Addio Labubu, il 2026 sarà l’anno dei Mirumi. I robot da borsa giapponesi sono la nuova ossessione social

P. F.

7 Gennaio 2026 - 15:43

Mirumi, il nuovo peluche robot giapponese, sfida il dominio dei Labubu e fa impazzire i social. L’innovativo pupazzo percepisce l’ambiente circostante e si comporta come un neonato.

Addio Labubu, il 2026 sarà l’anno dei Mirumi. I robot da borsa giapponesi sono la nuova ossessione social

È la fine dell’era Labubu? I mostruosi pupazzetti di Pop Mart avrebbero un nuovo rivale: Mirumi, la linea di peluche creata dalla Yukai Engineering di Tokyo. Ma attenzione a chiamarli semplici pupazzi.

Presentati ufficialmente al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, i Mirumi non sono semplici portachiavi da appendere alla borsa, ma veri e propri robot pelosi che reagiscono all’ambiente circostante con movimenti semplici ma espressivi che imitano il comportamento curioso e timido di un neonato.

Shunsuke Aoki, CEO di Yukai Engineering, ha infatti descritto così la visione dietro la loro creazione:

“C’è una tenerezza davvero speciale quando un neonato, tenuto tra le braccia di un genitore, sbircia silenziosamente attraverso lo spazio e ti guarda negli occhi. È un momento così dolce che ti fa sorridere o ricambiare il saluto in modo naturale. Volevamo catturare quella sensazione calda e commovente e trasferirla in un piccolo compagno di tutti i giorni. Il nostro obiettivo è creare piccoli momenti di gioia negli spazi pubblici, condivisi tra sconosciuti attraverso lo sguardo gentile di Mirumi”.

Cosa sono i Mirumi: caratteristiche e funzionalità

Pronunciato “mai-a-mee”, il peluche Mirumi è grande quanto un palmo, ricoperto di morbida pelliccia ed è progettato per essere appeso alle borse grazie ai suoi bracci allungati. Secondo i creatori, il pupazzo-robot non comprende le parole, ma “sente i suoni intorno a sé e reagisce alle voci vicine”. Al minimo rumore, Mirumi sembra guardare timidamente verso la fonte, per poi distogliere lo sguardo. Se qualcuno lo agita, scuote la testa come per dire “non farlo”.

Oltre a reagire ai suoni, Mirumi risponde anche al tatto, grazie ai sensori integrati nella testa. Quando viene accarezzato, l’algoritmo genera una serie di reazioni casuali, rendendo i suoi comportamenti naturali e imprevedibili. Quando la batteria si scarica, il robot si limita a scuotere la testa. Inoltre, a differenza di altri charm interattivi, non è dotato di uno schermo.

Come acquistare Mirumi e quanto costano

Per quanto riguarda la modalità di acquisto, Mirumi non è ancora in vendita, ma sarà possibile preordinarlo a partire dal 21 gennaio 2026 tramite una campagna su Kickstarter. La piattaforma permette ai creatori di presentare i propri progetti e ricevere finanziamenti anticipati dai sostenitori. Chi contribuisce può assicurarsi il prodotto in anteprima, spesso con vantaggi esclusivi come edizioni limitate o accessori extra. I fondi vengono raccolti solo se viene raggiunto l’obiettivo prefissato, garantendo così la realizzazione del progetto.

Il prezzo non è però tra i più contenuti: Mirumi, disponibile in pelliccia grigia, rosa o avorio, costerà 21.803 yen (circa 119 euro). I fondatori hanno già confermato spedizioni internazionali, permettendo a collezionisti e appassionati di tutto il mondo di ricevere Mirumi non appena sarà disponibile.

I Mirumi porteranno al declino dei Labubu?

Il lancio di Mirumi si inserisce in una fase particolarmente delicata per Pop Mart e rischia di complicare ulteriormente il quadro. Il nuovo prodotto debutta infatti in un momento in cui l’azienda sembra aver superato il periodo di massimo slancio, dopo un 2025 che l’aveva vista tra le realtà più performanti legate alla cultura pop. La domanda globale per i giocattoli Labubu - venduti spesso tramite blind box e sostenuti da celebrità e trend sui social media - aveva alimentato una crescita esplosiva delle vendite e della capitalizzazione di mercato. Oggi, però, diversi analisti segnalano che l’euforia attorno alla linea potrebbe aver raggiunto il suo picco.

Un segnale evidente di questo rallentamento arriva dal mercato secondario. Le principali piattaforme di rivendita in Cina mostrano un calo dei prezzi delle serie più recenti di Labubu, con valori scesi di circa il 30% rispetto al momento del lancio. Tutto lascia pensare a un raffreddamento dell’interesse dei collezionisti e una possibile saturazione del mercato.

Adesso, infatti, a far tremare ulteriormente le casse di Pop Mart incombe anche la “minaccia” Mirumi che, forte dell’ampio consenso raccolto sui social già prima del debutto ufficiale, ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un concorrente agguerrito per la società di Hong Kong. Resta ora da capire chi riuscirà a imporsi come vincitore nell’immaginario dei consumatori: il mostriciattolo dai denti aguzzi o la tenera palla di pelo in versione bebè?

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