Trattenuta automatica sui rimborsi 730 per saldare multe e tasse locali arretrate: ecco il piano del Governo e come funziona la sanatoria dei Comuni 2026.
Addio bonus per chi non paga i tributi locali. Per milioni di italiani potrebbero cambiare i benefici fiscali previsti e dimenticare di pagare l’Imu, la tassa sui rifiuti o una multa stradale potrebbe costare molto caro.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha allo studio un piano di compensazione che riguarda i tributi locali per saldare i quali potrebbero essere usati i bonus statali in compensazione. La proposta, al momento, è ancora al vaglio e non si tratta di una norma già in vigore, ma se l’obiettivo è quello di recuperare le imposte non pagate, molte agevolazioni fiscali potrebbero essere a rischio.
Addio bonus a chi ha imposte non versate
L’idea è quella di creare un meccanismo che permetta di compensare i crediti spettanti per le detrazioni fiscali con i debiti pendenti con gli enti locali. Il non aver pagato imposte, tasse e multe stradali, quindi, non farebbe perdere il diritto al bonus, ma soltanto agli importi spettanti per il beneficio che sarebbero utilizzati per compensare i debiti verso gli enti locali.
Chi ha diritto a detrazioni importanti, quindi, potrebbe perdere del tutto o in parte il beneficio spettante, ma si vedrebbe anche azzerare i debiti dei tributi locali e delle multe non saldate.
Come funziona il nuovo meccanismo?
Al momento è tutto abbastanza incerto, trattandosi di una proposta allo studio. Secondo voci di corridoio, però, il meccanismo si attuerebbe con una trattenuta automatica. Nel momento in cui il cittadino matura il diritto alle detrazioni il sistema verificherebbe istantaneamente la presenza di debiti la presenza di debiti verso i Comuni. Se presenti sottrarrebbe, sempre in automatico, dall’importo spettante la somma necessaria a saldare i debiti in questione.
La criticità maggiore di questa compensazione automatica sarebbe da ricercare nella gestione dei dati perché attualmente del recupero crediti dei Comuni si occupano in parte l’Agenzia delle Entrate Riscossione e in parte concessionari privati. Per realizzare la trattenuta in automatico è necessario, quindi, che le diverse banche dati siano messe in comunicazione.
Cosa rischi di perdere: l’esempio pratico
Se il piano del MEF dovesse diventare realtà, lo scenario cambierebbe drasticamente durante la presentazione del modello 730. Immaginiamo un contribuente che vanta un credito d’imposta di 1.200 euro per le spese di ristrutturazione effettuate sulla casa, ma che allo stesso tempo ha tre multe stradali mai pagate e un vecchio avviso di accertamento Tari del valore complessivo di 500 euro.
Oggi il cittadino incassa l’intero rimborso Irpef in busta paga (o liquidato dall’Agenzia delle Entrate, se presenta il 730 senza sostituto di imposta), mentre il debito locale segue il suo iter di riscossione separato.
Con le nuove regole allo studio, invece, il Fisco tratterrebbe all’istante i 500 euro alla fonte: il cittadino vedrebbe azzerato il suo debito con il Comune, ma l’accredito effettivo del 730 che arrivere sul conto corrente scenderebbe a soli 700 euro.
Arriva anche la definizione agevolata
Accanto a questa novità che potrebbe essere prevista a breve, va ricordato che grazie alla Legge di Bilancio 2026 i Comuni e le Regioni hanno la possibilità di prevedere definizioni agevolate nell’attuazione della propria autonomia nella gestione dei tributi.
I Comuni potranno prevedere per Imu, Tari, Icp, Canoni patrimoniali unici, multe e sanzioni amministrative e tributi speciali regionali una definizione agevolata dei debiti pendenti. In tal senso, in piena autonomia, il Comune potrà prevedere di abbattere totalmente o parzialmente interessi di mora e sanzioni e prevedere la rateizzazione del debito residuo rinunciando anche agli oneri accessori per la riscossione. Ovviamente numero di rate e reale beneficio saranno decisi a discrezione del Comune e questo significa che in alcuni Comuni potrebbero essere previsti benefici maggiori rispetto ad altri.
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