Viene meno una possibilità per ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione dell’immobile. Vediamo cosa cambia e cosa resta.
Il bonus mobili, dalla sua introduzione nel 2013, è sempre stato trainato dal bonus ristrutturazione, anche se era possibile averlo anche senza ristrutturare realmente l’immobile. In alcuni casi lo sconto del 50% da destinare alla casa ristrutturata si può avere anche senza un vero e proprio intervento edilizio di ristrutturazione o risanamento dell’immobile.
Dal 1° gennaio 2026 viene meno il diritto del bonus mobili per chi ha installato la caldaia a gas nel 2025. Cerchiamo di capire perché e come agisce il bonus mobili.
Bonus mobili come funziona?
Il bonus mobili permette di fruire di uno sconto fiscale del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici da destinare all’abitazione in cui sono stati eseguiti dei lavori di ristrutturazione o di manutenzione ordinaria o straordinaria. La detrazione al 50% sulla spesa sostenuta per gli arredi è riconosciuta su un costo massimo di 5.000 euro.
Il bonus mobili è riconosciuto per arredare immobili ristrutturati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente. Nel 2026 possono richiedere il bonus mobili coloro che hanno effettuato interventi di ristrutturazione, restauro, manutenzione ordinaria e straordinaria che danno diritto al bonus ristrutturazioni a partire dal 1° gennaio 2025.
Nel bonus mobili rientrano tutti i mobili, ma anche i grandi elettrodomestici a patto che rispondano a determinati requisiti di efficienza energetica.
Per il diritto bisogna dimostrare l’avvio dei lavori
Il diritto al bonus mobili dipende dalla data di inizio dei lavori; non è invece determinante il momento in cui viene sostenuta la spesa per la riqualificazione, che può avvenire anche dopo l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.
Per dimostrare la corretta tempistica è necessario documentare le abilitazioni o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Nel bonus mobili, quindi, è determinante aver diritto al bonus ristrutturazione.
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La possibilità che viene meno
A partire dal 2025 c’è stata una modifica sostanziale della normativa a causa della direttiva case green. Dagli incentivi fiscali sono escluse le spese sostenute per l’installazione di caldaie uniche alimentate con combustibili fossili. Nella guida al bonus mobili 2026 l’Agenzia delle Entrate si allinea con la normativa eliminando dall’elenco dei lavori ammessi al bonus ristrutturazione l’installazione delle caldaie alimentate con combustibile fossile.
Per chi ha installato a partire dal 1° gennaio 2025 caldaie non più incentivate con il bonus ristrutturazione, non c’è più diritto neanche al bonus mobili ed elettrodomestici acquistati con la prospettiva dello sconto del 50%. In questo caso le spese di installazione e l’acquisto della caldaia e quelle per i mobili e gli elettrodomestici non potranno essere inserite nel 730 2026 per la detrazione.
Resta invece possibile ottenere il bonus mobili senza una ristrutturazione profonda installando condizionatori a pompa di calore o sistemi ibridi. Questi interventi, migliorando l’efficienza energetica, continuano a trainare la detrazione del 50% per l’arredamento, poiché considerati lavori di manutenzione straordinaria o finalizzati al risparmio energetico.
La situazione è diversa per chi ha acquistato e installato una caldaia a gas nel corso del 2024: in questo caso l’intervento era ancora incentivabile con il bonus ristrutturazione e, pertanto, chi ha sostenuto la spesa per mobili ed elettrodomestici nel corso del 2025 ha diritto sia alla detrazione per il bonus ristrutturazione che a quella per la spesa sostenuta per gli arredi nel corso del 2025.
Bonus mobili senza ristrutturazione
Rimane la possibilità di fruire del bonus mobili senza ristrutturare la casa per chi installa, ad esempio, i condizionatori a pompa di calore. In questo caso, infatti, i condizionatori rimangono incentivabili con il superbonus. La discriminante per la caldaia è proprio l’alimentazione della caldaia che fa uscire l’installazione dal diritto al bonus ristrutturazione.
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