Acqua potabile, nuove regole nei condomini. Aumentano i costi?

Ilena D’Errico

18 Gennaio 2026 - 14:29

Ci sono nuove regole per la gestione dell’acqua potabile in condominio. Sono necessarie a tutelare la salute pubblica, ma ci si chiede se possano comportare spese aggiuntive.

Acqua potabile, nuove regole nei condomini. Aumentano i costi?

Le nuove regole in condominio sull’acqua potabile cambiano la gestione e il controllo dei consumi idrici, ma pure le responsabilità degli amministratori. Contestualmente, i condomini temono un aumento di costi, come di solito accade quando devono essere implementati più severi standard normativi. In questo caso, le novità sono dovute alla tutela della salute pubblica e all’obiettivo di garantire acqua potabile di elevata qualità. L’acqua stagnante, contenuta in infrastrutture degradate o compromesse comporta seri rischi biologici, soprattutto per quanto riguarda la legionella pneumophila. È quest’ultimo il fulcro della direttiva Ue n. 2020/2184, recentemente recepita in Italia con il decreto legislativo n. 102/2025, che introduce appunto nuove indicazioni per le reti idriche degli stabili. Vediamo quindi cosa prevede e se può provocare un aumento dei costi.

Nuove regole per l’acqua potabile in condominio

Le verifiche dell’ente gestore dell’acqua potabile non sono sufficienti a garantire la salubrità dell’acqua di rubinetto, perché la competenza finisce quando l’acqua arriva al contatore generale. L’impianto idrico delle strutture private, però, può ancora essere causa di rischi biologici per l’acqua che esce dal rubinetto, specialmente quando si ha a che fare con tubature interne molto datate. È proprio in circostanze di questo genere, reti vecchie e temperature non controllate, oltre all’accumulo prolungato nei serbatoi, che prolifera la legionella pneumophila.

Un batterio molto pericoloso per l’uomo, responsabile di gravi infezioni polmonari e pertanto soggetto a specifico monitoraggio da parte del ministero della Salute. I controlli liberi affidati al condominio non si conciliano bene con l’esigenza di tutela della salute pubblica, quindi ora vengono sottoposti a rigidi obblighi normativi. L’amministratore di condominio diventa a tutti gli effetti responsabile della qualità dell’acqua, garantendo per tutto il processo che va dalla distribuzione da parte dell’allaccio pubblico ai rubinetti delle case.

Affidandosi a un tecnico, l’amministratore dovrà inserire nel monitoraggio periodico il controllo delle temperature, dei serbatoi e delle criticità dell’impianto, oltre ai campionamenti dell’acqua. Il documento di valutazione del rischio, personalizzato in base alle esigenze dello stabile, servirà proprio a individuare gli interventi necessari, da indicare nel piano di autocontrollo (che specifica anche i punti di campionamento). Tutta la documentazione dovrà inoltre essere conservata nel fascicolo tecnico per la verifica delle autorità sanitarie, che potranno effettuare delle ispezioni per controllare che siano state rispettate nuove scadenze e regole specifiche.

Aumentano i costi?

Le nuove regole sull’acqua potabile in condominio non prevedono direttamente un aumento dei costi, ma potrebbero effettivamente comportare spese aggiuntive per i condomini. La manutenzione deve ora avvenire in maniera sistematica e approfondita, comprendendo pulizia, sanificazione, verifiche tecniche, sostituzione di componenti usurati, interventi e così via. Inevitabilmente, ora i condomini dovranno spendere più di quanto siano abituati a fare per eseguire i nuovi controlli periodici necessari, senza contare il costo dei lavori (molto spesso necessari).

Il risultato è sicuramente positivo, con un miglioramento della qualità dell’acqua e un’elevata priorità sulla salute. Ciò però si traduce comunque in un aumento delle spese condominiali, difficile da quantificare in modo generale, poiché dipende dalle abitudini precedenti, dalla grandezza dello stabile e dallo stato degli impianti. In ogni caso, i costi per la manutenzione ordinaria e straordinaria sono divisi tra i condomini in misura proporzionale al valore della proprietà (in genere secondo le tabelle millesimali) ed eventualmente in base all’uso.

Ogni regolamento condominiale prevede regole specifiche di riferimento, soprattutto per la manutenzione programmata, ma è verosimile che molti saranno aggiornati alla luce della nuova normativa. Nel complesso, è probabile che ci siano costi aggiuntivi in ragione delle nuove regole, ma non dovrebbe trattarsi di spese proibitive, soprattutto vista l’importanza. Per gli amministratori, invece, nascono responsabilità ancora più elevate, con sanzioni addirittura fino a 30.000 euro in caso di inadempimenti.

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