Accettando il 730 precompilato ecco quanti soldi si lasciano allo Stato

Patrizia Del Pidio

28 Maggio 2026 - 10:19

Accettare il 730 precompilato senza controllarlo costa fino a 400 euro di rimborsi persi. Scopri le 12 detrazioni fiscali che mancano spesso in automatico.

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Accettando il 730 precompilato si rischia di lasciare soldi allo Stato, ma quanti? Uno studio condotto da FunniFin ha evidenziato che oltre 5 milioni di contribuenti accettando la dichiarazione precompilata senza controllarla rischiano di lasciare nelle casse dell’Erario fino a 400 euro l’anno per mancati rimborsi e detrazioni.

Quali sono le detrazioni che non compaiono nella dichiarazione dei redditi precompilata e che, invece, andrebbero inserite manualmente?

I rischi del 730 precompilato

In pochi click e in pochissimi minuti il contribuente può accettare il 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, ma quali rischi si corrono a non dedicare qualche minuto in più del proprio tempo al 730? Se non si controlla attentamente il contenuto della dichiarazione si rischia di perdere centinaia di euro di rimborso Irpef.

Nel 2024 sono stati il 52% dei lavoratori dipendenti a presentare il 730 precompilato o semplificato e il 42% di essi ha trasmesso la dichiarazione senza modificarla. Complice anche la promessa di mancati controlli preventivi, a volte l’idea di inviare il 730 precompilato senza modifiche appare allettante. Attenzione però: l’esenzione dai controlli riguarda solo i documenti di spesa, non la correttezza dei redditi dichiarati. In questo modo, però, oltre 5 milioni di contribuenti hanno trasmesso la dichiarazione dei redditi senza effettuare alcun controllo sui dati inseriti in essa e senza verificare se tutti i dati fossero presenti.

Per molti cittadini questa fiducia incondizionata nella dichiarazione precompilata equivale a rinunciare a rimborsi Irpef cospicui. La mancanza di controllo potrebbe costare dai 150 ai 400 euro di rimborso. La mancanza di controlli, nel lungo periodo, può far perdere migliaia di euro non richiesti che spetterebbero al contribuente e che invece rimangono nelle casse dello Stato.

Dati che non compaiono nel 730

Ma quali sono i dati che non compaiono nella dichiarazione precompilata? Nel 730 precompilato sono presenti tutti i dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate da soggetti terzi. Gli stipendi comunicati dai sostituti d’imposta, gli interessi dei mutui comunicati dagli istituti di credito, le spese sanitarie che vengono trasmesse dal sistema tessera sanitaria, le spese di istruzione comunicate dalle scuole e dalle Università.

Ma tutti i dati che non sono trasmessi da questi canali per il sistema dell’Agenzia delle Entrate non esistono e, quindi, non sono inseriti in automatico nella dichiarazione precompilata. Anche se la maggior parte dei contribuenti danno per scontato che il 730 precompilato sia completo in esso potrebbero non essere stati inseriti dati importanti che danno diritto a una detrazione.

Anche se il 730 precompilato è stato ideato per aiutare i contribuenti e per semplificare la presentazione della dichiarazione dei redditi, potrebbe trasformarsi in un sistema che porta il cittadino a perdere diritti che gli spettano. Ma quali sono i dati che vanno controllati attentamente?

Cosa manca nel 730

Nel 730 precompilato è difficile trovare errori formali, ma non è difficile trovare in esso dati mancanti per le detrazioni. Ed ecco, quindi, che aumenta l’importo delle detrazioni non godute e proprio su questo punto bisogna focalizzare l’attenzione quando ci si appresta a trasmettere il 730 precompilato.

Nella sua analisi FunniFin ha individuato quelle che sono le 12 detrazioni che più spesso possono non essere inserite in automatico nella dichiarazione precompilata che si trovano in quattro macro aree:

  • spese sanitarie: le detrazioni che potrebbero non comparire sono quelle non tracciate, ovvero psicologo, fisioterapista, osteopata, dispositivi medici acquistati online, spese veterinarie;
  • spese per i figli: i dati che potrebbero non essere presenti riguardano la mensa scolastica e le attività sportive;
  • spese per la casa e il lavoro: in questa categoria le detrazione che potrebbero non comparire sono quelle per l’affitto per gli studenti universitari fuori sede, l’affitto per trasferimento di lavoro, le spese per l’aggiornamento professionale;
  • altre spese detraibili che potrebbero non comparire sono i corsi di istruzione secondaria privata, gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblici e i premi assicurativi per rischio morte stipulato prima del 2001 o con compagnie minori.