Bollo auto addio? Se ne parla, ma dalle parole ai fatti il percorso è molto lungo e tortuoso.
Nelle ultime settimane si parla con insistenza della possibile abolizione del bollo auto, una delle imposte più discusse e mal sopportate dagli italiani. D’altronde, accade spesso con le tasse che colpiscono il patrimonio, delle quali si fatica a comprendere l’utilità: vale per quelle sulla casa, come l’Imu, e appunto per il bollo auto e moto.
Rispetto alla domanda iniziale, al momento non c’è nulla di certo in merito alla cancellazione del bollo auto nel 2027.
Allo stesso tempo, però, non si può parlare di una semplice bufala. A rilanciare questa possibilità è stato infatti il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani che, in vista dell’avvio dei lavori sulla prossima legge di Bilancio, ha indicato le priorità del suo partito. Il principio di fondo è di ridurre le tasse, sia sul reddito - tanto che si valuta di estendere il secondo scaglione Irpef fino a 60.000 euro - che sulle proprietà.
L’addio del bollo auto e moto è quindi una proposta che Forza Italia intende portare al tavolo della maggioranza, non una misura già decisa. Possiamo però provare fin da subito a valutarne le possibilità di approvazione che, allo stato attuale, sono molto basse.
Bollo auto, quanto guadagna lo Stato e che fine fanno i soldi
Prima di entrare nel dettaglio della proposta avanzata da Tajani, è utile capire quanto si incassa oggi grazie al bollo auto e, soprattutto, a chi vengono destinate queste risorse. Una risposta che aiuta anche a comprendere perché, almeno per il momento, l’abolizione rischia di restare solamente una proposta, senza trovare spazio nella prossima legge di Bilancio.
Secondo i dati aggiornati al 2023, il bollo auto garantisce un gettito di circa 7,5 miliardi di euro l’anno. È questa, quindi, la somma che bisognerebbe recuperare attraverso altre entrate per cancellare l’imposta senza ridurre le risorse disponibili.
A perderla, infatti, non sarebbe direttamente lo Stato, bensì soprattutto le Regioni, alle quali dal 2020, in seguito alle disposizioni introdotte con il decreto Milleproroghe, è attribuito l’intero gettito del bollo auto (fanno eccezione la Sardegna e il Friuli-Venezia Giulia, dove la riscossione viene invece gestita dall’Agenzia delle Entrate).
Il ricavato non è destinato esclusivamente alla manutenzione delle strade o al trasporto pubblico, come si potrebbe pensare. Contribuisce più in generale al finanziamento dei bilanci regionali e, quindi, anche di servizi essenziali come la sanità, le politiche sociali e gli interventi per la tutela dell’ambiente.
Secondo gli ultimi dati disponibili, il gettito del bollo auto rappresenta circa il 5,7% delle entrate tributarie regionali, risorse tutt’altro che marginali: eliminarle senza individuare una copertura alternativa aprirebbe un vuoto da oltre 7 miliardi di euro nei bilanci delle Regioni. Ed è proprio questo il principale ostacolo alla realizzazione della proposta.
Tajani rilancia l’abolizione del bollo auto. Ma servono troppi soldi
Torniamo quindi alle parole di Tajani. La proposta arriva in un momento delicato per Forza Italia, che dagli ultimi sondaggi politici è stata persino superata da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Il partito azzurro prova così a rilanciarsi puntando su misure fiscali capaci di fare presa sull’elettorato: al centro c’è una riforma fiscale che comprende la detassazione delle tredicesime più basse, il taglio dell’Irpef per il ceto medio e la riduzione o abolizione del bollo auto e moto.
Su quest’ultimo punto, però, Tajani non ha fornito ulteriori dettagli: non è chiaro, quindi, se si pensi a una cancellazione generalizzata oppure a una riduzione riservata solamente ad alcune categorie.
Se si trattasse di un’abolizione per tutti coloro che oggi sono tenuti al pagamento, il costo sarebbe vicino ai 7,5 miliardi di euro l’anno. D’altronde, non si potrebbe semplicemente chiedere alle Regioni di rinunciare a queste entrate, visto che contribuiscono al finanziamento di servizi essenziali: lo Stato dovrebbe quindi compensare interamente il mancato gettito, individuando ogni anno risorse equivalenti.
Una spesa difficilmente sostenibile in un contesto nel quale il governo sta già cercando nuove coperture per finanziare gli interventi considerati prioritari nella prossima legge di Bilancio. E tra questi, almeno per ora, non figura la cancellazione del bollo.
Cosa c’è di vero, dunque? Che dell’abolizione si parla e che Forza Italia intende portare la proposta al tavolo della maggioranza. Ma tutto, al momento, si ferma qui.
Tajani stesso ha chiarito che alcune delle misure indicate potrebbero essere realizzate subito, mentre altre andrebbero rinviate alla prossima legislatura. Per dire davvero addio al bollo servirebbero risorse ingenti e un accordo politico che oggi non sembrano esserci: molto più realistica, semmai, appare l’ipotesi di una riduzione o di nuove esenzioni mirate che si andrebbero ad aggiungere a quelle già esistenti.
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