Bollo auto, novità dal 2027 su riscossione e pignoramenti

Patrizia Del Pidio

24 Settembre 2026 - 12:48

Tutte le novità sul bollo auto dal 2027. L’introduzione dell’accertamento esecutivo, le nuove regole di pignoramento e l’esenzione per veicoli fino a 80 kW.

Bollo auto, novità dal 2027 su riscossione e pignoramenti

Il bollo auto si appresta a vivere una profonda trasformazione nel 2027, forse la più profonda dal dopoguerra a oggi. Il prossimo sarà un anno di svolta per moltissimi automobilisti che prevede due spinte opposte: l’introduzione dell’accertamento esecutivo anche per il bollo auto che accelera i pignoramenti per chi non paga, e il piano di esenzione fiscale introdotto dal Governo per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie.

Si tratta di un quadro normativo complesso che porterà a cambiamenti in alcuni casi radicali. In questo articolo riassumiamo tutte le novità su riscossione, pagamenti e tutele.

Riscossione bollo auto, la svolta del 2027

Rivoluzione in arrivo per la riscossione delle entrate regionali dal 1° gennaio 2027. Si azzerano i tempi morti tra il controllo fiscale e le procedure di recupero coattivo. A sperimentare le novità, insieme alle altre entrate locali, è il bollo auto, il tributo regionale che rappresenta il tributo locale a più alto tasso di evasione e contenzioso.

La novità entrerà a regime il 1° gennaio 2027 e cancella il vecchio metodo di riscossione basato sulla notifica della cartella esattoriale: viene introdotto un unico atto che porta direttamente all’applicazione delle misure esecutive e cautelari.
Le novità in questione sono previste dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 147 del 7 agosto 2026 (decreto federalismo fiscale). Nel testo sono previsti principi di semplificazione, ma l’articolo 8 estende alle Regioni e ai Comuni il meccanismo dell’accertamento esecutivo, finora previsto solo a livello erariale.

L’accertamento esecutivo raccoglie in un unico atto sia l’avviso di pagamento sia il titolo esecutivo, eliminando la necessità di dover notificare, in un secondo momento, la cartella esattoriale. Decorso il termine di 60 giorni dalla notifica dell’accertamento senza che sia stato effettuato il pagamento, l’ente può procedere direttamente con il pignoramento o il fermo amministrativo, senza dover notificare anche la cartella esattoriale.

Per quel che riguarda il bollo auto la nuova norma non si applicherà ai mancati pagamenti a partire dal 2027, ma ai nuovi avvisi emessi a partire dal 1° gennaio 2027 anche se riferiti ai mancati pagamenti di annualità precedenti. La norma consente inoltre alle singole Regioni, tramite propria legge, di anticiparne facoltativamente l’operatività. In alcune Regioni, quindi, la novità potrebbe entrare in vigore anche prima del nuovo anno.

Novità per il bollo auto

Nell’applicazione alla tassa automobilistica regionale, l’accertamento esecutivo modifica radicalmente la gestione del post-notifica. Se il proprietario del veicolo riceve un avviso dal 2027 in poi, scatta una «linea del tempo» rigidamente scandita.

Dalla notifica dell’atto il proprietario dell’auto ha 60 giorni di tempo per effettuare il pagamento, presentare un ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria o presentare all’ente istanze in autotutela.

Decorso il termine dei 60 giorni senza che l’atto sia stato impugnato o pagato, l’atto diventa automaticamente precetto. Questo significa che per un bollo auto non pagato la Regione non deve iscrivere il debito a ruolo e non deve attendere che sia emessa una cartella esattoriale. Il credito che la Regione vanta per il bollo auto non versato viene preso in carico direttamente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione per il recupero coattivo.

A questo punto l’agente di riscossione può procedere al fermo amministrativo (a cui deve precedere la notifica di preavviso di 30 giorni) o al pignoramento presso terzi.

Il testo del decreto chiarisce anche un altro punto fondamentale per il bollo auto: l’applicazione del fermo amministrativo sul veicolo non fa venire meno l’obbligo di pagare il bollo auto per l’anno in corso.

La riforma prevista dal D.Lgs. 147/2026 non cancella il diritto di difesa del contribuente, ma impone che si agisca entro i primi 60 giorni. Il contribuente entro questo arco temporale può scegliere di dilazionare i pagamenti richiedendo un piano di rateizzazione direttamente all’ente impositore (la Regione) o all’agente di riscossione.

Esenzione bollo auto 2027

Accanto alle maglie della riscossione che si stringono attorno agli automobilisti che omettono il pagamento del bollo auto, il Governo ha introdotto anche una misura dal forte impatto sociale. Il decreto legge numero 162 del 16 settembre 2026 ha previsto che per il bollo auto in scadenza dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2027 sia prevista l’esenzione totale dal pagamento per i veicoli con potenza pari o inferiore a 80 kW.

L’esenzione non richiede il rispetto di limiti di reddito, ma è universale e riconosciuta a tutte le persone fisiche (sono escluse le società). L’esenzione prevede una limitazione importante: ogni cittadino ha diritto all’esenzione per un solo mezzo di trasporto. Chi risulta intestatario di più veicoli o di auto e moto, riceverà il beneficio in automatico solo sul veicolo con minore potenza (o con l’importo più basso di bollo).

Per chi possiede un’auto sotto gli 80 kW e una moto, l’esenzione si applica per legge all’autovettura. La moto sarà esentata solo se l’auto posseduta supera la soglia degli 80 kW.