Abbonamenti Serie A 2026/2027. Quanto costa vedere il calcio negli stadi d’Italia?

Emanuele Di Baldo

4 Agosto 2026 - 16:54

Che sia da casa o allo stadio, guardare il calcio costa. E in una Serie A sempre più in crisi di visibilità, il sostegno dei tifosi è essenziale per le società

Abbonamenti Serie A 2026/2027. Quanto costa vedere il calcio negli stadi d’Italia?

Il pallone torna a rotolare e, con lui, torna il rito più antico e insieme più costoso della passione italiana: sottoscrivere l’abbonamento allo stadio. La Serie A Enilive 2026/2027 alzerà il sipario nel weekend del 22-23 agosto per chiudersi il 30 maggio 2027 e, come ogni estate, milioni di tifosi si trovano davanti alla stessa domanda, tanto banale quanto insidiosa e “dispendiosa”: quanto costa, oggi, seguire la propria squadra dal vivo per un’intera stagione?

La risposta non è mai una sola. Perché dietro la parola «abbonamento» si nasconde un universo di settori, formule, prelazioni e listini che cambiano radicalmente da club a club, e che negli ultimi anni ha imboccato una direzione precisa: quella del rincaro, lento ma costante. Il tifoso presente a ogni partita, un tempo cliente di riferimento delle società, è diventato una figura da fidelizzare a colpi di sconti e insieme da spremere, con i big match il cui prezzo viene modulato partita per partita a beneficio degli incassi. Ecco perché mettere in fila i costi dei venti club della massima serie è il modo più concreto per capire dove sta andando il calcio italiano.

Le venti squadre e il quadro della nuova stagione

La Serie A 2026/2027 riparte dall’Inter campione d’Italia, con le tre neopromosse Monza, Frosinone e Venezia che hanno preso il posto di Cremonese, Hellas Verona e Pisa. Il resto della griglia è composto da Atalanta, Bologna, Cagliari, Como, Fiorentina, Genoa, Juventus, Lazio, Lecce, Milan, Napoli, Parma, Roma, Sassuolo, Torino e Udinese.

Un dettaglio non secondario accomuna diverse piazze in questa annata: è la stagione dei centenari. Napoli, Roma e Fiorentina festeggiano tutte i cento anni di storia, mentre Bologna e Torino celebrano rispettivamente il secolo del Dall’Ara e i 120 anni di vita granata. Ricorrenze che, come vedremo, hanno spinto molti club a bloccare i listini per premiare la fedeltà dei tifosi.

Quanto costano gli abbonamenti delle big

Partiamo dalle grandi, dove le forbici di prezzo sono più ampie e dove si concentra la parte più consistente della spesa dei tifosi.

L’Inter, reduce dal double di Scudetto e Coppa Italia, ha strutturato la sua offerta su tre formule: Base a partire da 329 euro, Plus da 459 euro e Full da 519 euro, quest’ultima l’unica che comprende anche la League Phase di Champions League. I prezzi sono in leggero aumento rispetto alla scorsa stagione, con qualche mugugno tra i tifosi nerazzurri. Da segnalare una novità figlia dei cantieri: per il 2026/27 non è più possibile abbonarsi ai parcheggi di San Siro, a causa dei lavori legati al nuovo stadio.

La Juventus ha scelto la strada opposta, congelando le tariffe (anche complice la non qualificazione in Champions League). All’Allianz Stadium le tre formule partono da 529 euro per la Base, 575 euro per la Full e 647 euro per la Star, che include anche le quattro gare interne della fase a girone unico di Europa League. La grande novità bianconera è l’accesso 100% digitale: gli abbonamenti non vengono più caricati sulla Juventus Card ma sull’app Allianz Stadium, con tecnologia NFC pensata per arginare bagarinaggio e secondary ticketing.

Il Milan tiene i prezzi fermi per il terzo anno consecutivo e ridisegna l’offerta su due formule, Classic e Plus. Il rossonero che vuole solo il campionato parte da 15,70 euro a partita, mentre la vendita libera per i posti residui si apre da circa 400 euro. La formula Plus aggiunge alle 19 gare di Serie A le quattro notti europee di Europa League a San Siro e l’ottavo di Coppa Italia, per un totale di 24 partite.

Il Napoli, nell’anno del suo Centenario, ha bloccato i prezzi e articolato l’offerta in due pacchetti: Italia da 20 gare (campionato più una di Coppa Italia) e Full da 24 gare (con in più le quattro di Champions). Le tariffe intere per i nuovi abbonati partono da 280 euro per le Curve Inferiori nella formula Italia e arrivano fino ai 2.580 euro della Tribuna Posillipo Premium nella formula Full. Per abbonarsi è obbligatoria la Fidelity Card, la Fan Stadium Card, acquistabile online a 20 euro con validità triennale.

La Roma, tornata in Champions League e anch’essa proiettata verso il centenario del 1927-2027, ha applicato aumenti definiti «contenuti». I rinnovi vanno dai 283 euro della Curva Nord e dai 299 euro della Curva Sud fino a superare i 1.889 euro della Monte Mario, il settore più prestigioso dell’Olimpico. Il club ha confermato il tetto massimo di 40.000 abbonati, con oltre 80.000 tifosi già in fila alla presentazione della campagna.

Dall’altra parte del Tevere, la Lazio propone un abbonamento valido per 20 partite, comprese le 19 casalinghe di campionato e la prima di Coppa Italia. Il prezzo più contenuto è quello della Curva Maestrelli a 280 euro, mentre per Curva Nord e Distinti nord servono 295 euro.

L’Atalanta, nella sua New Balance Arena, introduce una particolarità: l’abbonamento vale per 21 gare anziché 20, perché include, oltre alle 19 di Serie A e all’ottavo di Coppa Italia, anche la gara interna del playoff di Conference League. Le tariffe intere in prelazione partono da 290 euro per Parterre Rinascimento, Curva Nord Pisani e Curva Sud Morosini, con una «Promo 100» da 100 euro di sconto su alcuni settori.

La Fiorentina, terza delle centenarie, ha lasciato invariati i prezzi. Il settore più economico resta la Curva Ferrovia, a partire da 290 euro per chi rinnova e da 365 euro per i nuovi abbonati, mentre si sale fino ai 2.900-3.364 euro della Tribuna VIP. La Curva Fiesole resta chiusa anche quest’anno per i lavori di riqualificazione del Franchi.

Un caso a parte è il Como - che è una nuova grande - che vive la stagione più importante della sua storia con il debutto assoluto in Champions League. La società lariana ha definito la campagna con qualche settimana di ritardo rispetto ai grandi club, con i prezzi comunicati progressivamente e quelli europei rinviati al dopo-sorteggio. Il Como ha però fatto discutere per il pugno di ferro sul regolamento: chi salterà più di tre gare casalinghe senza giustificazione rischia di perdere l’abbonamento e il diritto di rinnovo, e nei settori di casa sono vietate maglie e sciarpe delle squadre avversarie. Una stretta pensata, spiega il club, per riempire il Sinigaglia solo di tifosi comaschi.

Il confronto: dalle grandi alle “piccole”, quanto pesa la differenza

È qui che il quadro si fa interessante. Se le big fissano l’asticella del settore più economico intorno ai 280-530 euro, le piazze medie e le neopromosse raccontano un calcio ancora accessibile.

Il Bologna, nell’anno dei cento anni del Dall’Ara e con i prezzi bloccati, parte dai 310 euro della Curva Bulgarelli e arriva ai 1.650 euro delle Poltrone Gold. Il Torino, tra la celebrazione dei 120 anni e le tensioni con una tifoseria in aperta contestazione, propone i Distinti a 280 euro, con un costo che scende sotto i 13 euro a partita.

Sul fronte delle neopromosse, il Monza apre la forbice più bassa dell’intero campionato, con la Curva Sud a partire da 200 euro e la Tribuna Gold centrale fino a 700 euro. Il Frosinone, al suo quarto campionato di massima serie, parte dai 290 euro delle curve in prelazione e sale fino ai 2.500 euro della Tribuna Autorità del Benito Stirpe.

La distanza tra i due estremi è netta: dai 200 euro di una curva a Monza si arriva a spendere oltre dieci volte tanto per una tribuna di prestigio a Firenze o Napoli.

I vantaggi dell’abbonamento: perché conviene ancora?

Al di là del prezzo, la tessera stagionale conserva vantaggi concreti che il singolo biglietto non offre. Il primo è il posto garantito: l’abbonato ha il proprio seggiolino per tutte le gare interne di campionato, senza dover rincorrere la disponibilità partita per partita, un aspetto tutt’altro che banale per i big match che vanno regolarmente esauriti.

Il secondo è il risparmio. Praticamente tutti i club dichiarano che la tessera abbatte il costo a partita rispetto all’acquisto singolo, con riduzioni che in diversi casi superano il 50%. Il Torino, per esempio, propone i settori a meno di 13 euro a gara, mentre il Milan scende sotto i 16.

Il terzo è il pacchetto di diritti e priorità riservati: prelazione sui posti per le gare non incluse, diritto di precedenza per i biglietti extra dei big match, sconti negli store ufficiali (fino al 20% nell’Atalanta Store, il 10% per la Black&White Membership juventina e per gli abbonati rossoblù del Bologna), possibilità di rateizzare l’importo e, in molte piazze, di rivendere il proprio posto quando non si può essere presenti, recuperando parte della spesa. A questo si aggiungono le agevolazioni per under, over 65, donne e famiglie, con sconti che in alcuni club, come il Napoli, arrivano al 50% per gli under 14.

Come e quando abbonarsi: modalità e scadenze

Il meccanismo, ormai standardizzato, si articola quasi ovunque in fasi successive. Si parte dalla prelazione riservata ai vecchi abbonati, che possono confermare il proprio posto a tariffa agevolata o richiederne uno nuovo; si prosegue con le finestre dedicate al cambio posto e ai programmi loyalty; si chiude con la vendita libera, aperta a tutti fino a esaurimento dei posti disponibili.

La stragrande maggioranza dei club ha spostato l’acquisto quasi interamente online, sui propri siti ufficiali o tramite i circuiti Vivaticket e TicketOne, spesso affiancati da uno sportello fisico allo stadio per l’assistenza. Diverse società richiedono una tessera di fidelizzazione obbligatoria (la Fan Stadium Card del Napoli, la Dea Card dell’Atalanta, la InViola Premium Card della Fiorentina) e propongono la rateizzazione a tasso zero per diluire la spesa.

Attenzione alle scadenze: chi non rinnova entro la fase di prelazione perde il diritto sul proprio posto, che finisce nella vendita libera, e in genere la prelazione non è cedibile a terzi. Con il campionato al via il 22 agosto, le campagne delle grandi piazze sono ormai nelle loro fasi conclusive, mentre alcuni club, come il Como alle prese con l’esordio europeo, completano il quadro proprio a ridosso del fischio d’inizio.

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