A quale età non si va più in carcere?

Isabella Policarpio

27/01/2021

28/01/2021 - 12:26

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Gli anziani vanno in carcere o esiste un limite di età oltre il quale la detenzione è esclusa? Dipende dalla gravità del reato. Ecco cosa prevede la legge.

A quale età non si va più in carcere?

Se ti sei chiesto a che età non si va più in carcere e cosa prevede la legge per la detenzione degli anziani sei nel posto giusto. In questo articolo chiariremo regole ed eccezioni secondo cui, dopo una certa età, non si può più essere condannati a scontare la pena detentiva in carcere ma, in alternativa, ai domiciliari a casa propria.

L’età indicata dalla legge è 70 anni, ma il superamento di questa soglia non sempre si traduce nell’esclusione del carcere, occorrono precisi requisiti stabiliti dall’articolo 47 ter della Legge sull’ordinamento penitenziario, che andremo ad illustrare dettagliatamente.

Anticipiamo che in caso di reati gravi ed elevata pericolosità del soggetto, anche un anziano può finire in carcere, a meno che non abbia comprovate patologie incompatibili con la detenzione, certificate dal medico.

Dopo i 70 anni si va in carcere?

A questa domanda non possiamo rispondere in modo assoluto. Come si è anticipato, non sempre il giudice stabilisce che il colpevole ultrasettantenne debba scontare la pena ai domiciliari e non in carcere.

E non è corretto asserire che la detenzione dei soggetti anziani sia sempre disumana, degradante e incostituzionale. Questo è stato affermato dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 8585/2020, con la quale si è respinto il ricorso di un ultraottantenne condannato a scontare la pena dietro le sbarre.

Infatti al giorno d’oggi gli istituti di detenzione sono attrezzati per far fronte ad eventuali bisogni assistenziali; per questo un anziano, se in buona salute e colpevole di reati gravi, può finire in carcere anche se ha superato la soglia legale dei 70 anni prevista dall’articolo 47 ter della legge n. 345 del 26 luglio 1975 sull’ordinamento penitenziario.

La detenzione domiciliare dopo i 70 anni

Quanto detto non toglie che in molti casi le persone ultrasettantenni colpevoli possono scontare tutta la pena in detenzione domiciliare. A prevederlo è l’articolo 47 ter della legge sull’ordinamento penitenziario che abbiamo citato poc’anzi.

Si tratta una misura più favorevole di cui possono beneficiare soltanto alcuni soggetti. Il giudice di merito dovrà verificare che il colpevole con più di 70 anni abbia commesso un reato ad eccezione di quelli previsti:

  • dal libro II, titolo XII, capo III, sezione I (quindi riduzione in schiavitù, tratta ed altri reati contro la personalità individuale);
  • dagli articoli 609-bis, 609-quater e 609-octies del codice penale, ovvero i reati sessuali;
  • dall’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale (quindi associazione a delinquere, sequestro di persona);
  • dall’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario, cioè i reati associativi come associazione di tipo mafioso, con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico.

Si tratta di fattispecie particolarmente gravi, per le quali nemmeno gli anziani hanno diritto a sconti o misure di detenzione più favorevoli.

Invece per i “reati minori” non compresi nell’elenco tassativo dell’articolo 47 ter, gli over 70 sono generalmente dirottati alla detenzione domiciliare, anche se in buona salute.

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