Zona bianca, regole: cosa è aperto e cosa cambia in Sardegna

Fiammetta Rubini

27/02/2021

27/02/2021 - 14:59

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La Sardegna in fascia bianca dal 1 marzo. Cosa significa? Ecco cosa si può fare in zona bianca, cosa riapre, quando scatta e le differenze con la zona gialla.

Zona bianca, regole: cosa è aperto e cosa cambia in Sardegna

Per la prima volta scatta la fascia bianca in Sardegna. Ma cosa significa essere in zona bianca, quali sono le regole previste e le differenze con la zona gialla? Ecco le cose da sapere.

Zona bianca: cos’è e cosa prevede

La zona bianca si è aggiunta alle 3 zone gialla, arancione e rossa a partire dal 16 gennaio, per effetto del Decreto-Legge 14 gennaio.

L’area bianca scatta nelle Regioni meno a rischio, dove grazie a una circolazione del virus sotto i livelli di alert e altri parametri positivi, non si applicano le misure restrittive previste dai DPCM per le aree gialle, arancioni e rosse.

Niente più coprifuoco, e cadono le limitazioni per bar e ristoranti. Possono riaprire, nel rispetto di specifici protocolli, le attività rimaste chiuse come musei, teatri, cinema, palestre, piscine e scuole.

Quando scatta la zona bianca

Per accedere alla zona bianca una Regione o Provincia Autonoma deve avere un Rt inferiore a 1 e un’incidenza di non più di 50 casi Covid ogni 100mila abitanti per 3 settimane.

Per scenario di tipo 1 si intende infatti Rt inferiore a 1, bassa incidenza (che per la zona bianca deve essere sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti per 3 settimane consecutive) con trasmissione associata a focolai identificati. I sistemi sanitari riescono facilmente a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai.

In sostanza, una Regione diventa bianca solo se presenta questi requisiti: tra bassissima incidenza e indice Rt, scarsa circolazione del virus, ottima tenuta delle strutture ospedaliere e capacità di tracciamento e monitoraggio dei casi.

Le regole della zona bianca

Nella zona bianca non sono valide le misure restrittive previste nelle altre 3 fasce.

  • riaprono scuole e università con lezioni in presenza
  • riaprono musei, teatri, cinema, sale da concerto, centri sportivi al chiuso, impianti sciistici
  • non c’è il coprifuoco dalle 22 alle 5
  • i ristoranti e i bar possono restare aperti la sera, con servizio al tavolo dopo le 18

Una situazione che si avvicinerebbe al ritorno alla normalità dopo quasi un anno di limitazioni e divieti.

Ma essere in zona bianca non vorrebbe dire fine delle misure anti-contagio: nel decreto viene specificato che “nella zona bianca le attività si svolgeranno secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree potranno comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico”.

Continuerà a essere obbligatorio indossare la mascherina all’aperto e nei luoghi chiusi e non fare assembramento, mantenere il distanziamento interpersonale e igienizzarsi le mani all’ingresso dei negozi.

Differenze zona bianca - zona gialla

Resta da capire se in zona bianca resterà il limite di invitare a casa massimo 2 persone non conviventi, misura valida anche in zona gialla, e come saranno regolamentati gli spostamenti dalla zona bianca verso le Regioni di altri colori. Ricordiamo che fino al 27 marzo è confermato il divieto a spostarsi da una Regione all’altra anche in zona gialla.

Ciò che le due fasce “meno a rischio” avrebbero in comune è, invece, la riapertura dei musei, che in area gialla è consentita nei giorni feriali. In area gialla i musei hanno riaperto “in area gialla si riapriranno i musei come luogo simbolico della cultura del Paese”, a differenza di palestre, piscine, teatri, cinema e sale da concerto che dovranno aspettare ancora per poter riaprire i battenti.

Quali Regioni in zona bianca?

La Sardegna sarà la prima regione in zona bianca. In realtà, accanto all’entusiasmo, permane un tono di estrema cautela anche tra gli amministratori dell’isola.

Nonostante gli indicatori positivi, a giustificare il passaggio nel colore con meno restrizioni, la paura delle varianti è alta.

Per questo, probabilmente la Sardegna passerà a una zona bianca sorvegliata e guidata, come anticipato dall’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.

Il tavolo con ministero della Salute e Iss è in corso.

Argomenti

# DPCM

Iscriviti alla newsletter

Money Stories