Zona arancione: i Comuni in Italia che hanno cambiato colore

Fiammetta Rubini

3 Settembre 2021 - 17:17

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Sempre più Comuni in zona arancione: scattano regole più severe in molte zone della Sicilia. Ecco dove sono le nuove zone arancioni, le regole previste e cosa si può e non si può fare.

Zona arancione: i Comuni in Italia che hanno cambiato colore

Sale il numero di Comuni in zona arancione. Mentre si attende il verdetto del ministro Speranza sulle regioni che rischiano di diventare gialle da lunedì 6 settembre, nell’unica regione gialla d’Italia - la Sicilia - aumentano le zone arancioni, ossia quelle dove alle misure già in vigore se ne aggiungono di più restrittive.

Ecco dove sono le zone arancioni locali in Italia e le regole previste.

11 Comuni in zona arancione

Con un’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci è stata prorogata fino a giovedì 9 settembre la zona arancione a Barrafranca (Enna) e a Niscemi (Caltanissetta). In questi due Comuni continua a essere consentita l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, pur mantenendo il limite massimo di 4 persone al tavolo (limite che non vale per i conviventi) e l’obbligo di green pass per i locali al chiuso.

Lo stesso provvedimento stabilisce l’ingresso in zona arancione per altri 9 comuni siciliani. Da sabato 4 settembre a martedì 14 settembre compreso diventano arancioni Augusta, Avola, Pachino, Noto, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Ferla, Francofonte, in provincia di Siracusa, e Catenanuova in provincia di Enna.

Le regole in zona arancione: cosa si può fare e cosa no

In zona arancione non si può uscire fuori dal proprio Comune, a meno che non si abbiano comprovati motivi di lavoro, salute o necessità, o per fare rientro al luogo di residenza, domicilio o abitazione. Si possono raggiungere le seconde case. Gli spostamenti in entrata e in uscita dalla zona arancione sono consentiti solo con green pass. Ricordiamo che dal 1° settembre in tutta Italia, quindi anche in zona arancione, per viaggiare sui trasporti a lunga percorrenza come treni Intercity e Alta Velocità, pullman e autobus che collegano più di due regioni, aerei e navi (ma non i traghetti dello Stretto di Messina).

Altra regola prevista in zona arancione è il coprifuoco: nella normativa nazionale in questa fascia sono vietati gli spostamenti non essenziali tra le 22 e le 5 del mattino.

Per quanto riguarda le attività, ristoranti e bar in zona arancione possono fare solo servizio di asporto e delivery, mentre i negozi sono tutti aperti, compresi parrucchieri e centri estetici. I centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Chiusi cinema, teatri, musei, parchi divertimento, sale scommesse, palestre e piscine. Così come in zona gialla, in zona arancione vige l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto.

Le regole in zona arancione in Sicilia

Ma le regole delle zone arancioni locali attualmente in vigore in Sicilia non rispecchiano sono un po’ diverse da quelle a cui eravamo abituati prima della zona bianca nazionale.
Grazie a un aumento delle vaccinazioni anti-Covid registrato in pochi giorni, dal 1° settembre nei comuni arancioni di Comiso, Vittoria, Barrafranca e Niscemi è stato consentito un alleggerimento di alcune delle restrizioni. Aperti ristoranti e bar, con il limite massimo di 4 persone sedute allo stesso tavolo (limite che non vale per i conviventi) e l’obbligo di esibire il green pass se si consuma al tavolo al chiuso.

Per spostarsi serve il green pass, ma non si può uscire dal Comune o dalla regione tranne che per motivi di lavoro, salute e necessità. Consentito raggiungere seconde case e fare rientro al proprio domicilio.

I negozi sono tutti aperti, mentre sul coprifuoco la regola non è chiara: teoricamente il coprifuoco è stato abolito, ma la direzione indicata a sindaci e prefetti sarebbe quella di applicare il vincolo agli spostamenti dalle 22 alle 5 solo ai Comuni ad alto contagio e con pochi vaccini.

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