Come Zingaretti ha ucciso il Partito Democratico

Alessandro Cipolla

22/08/2019

22/08/2019 - 16:01

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Nicola Zingaretti ha aggiunto come richiesta non trattabile ai 5 Stelle la revisione del progetto del taglio dei parlamentari: con questa mossa il segretario del PD ha messo a serio rischio la trattativa con i 5 Stelle, condannando il partito a presentarsi alle urne nel caos più totale.

Come Zingaretti ha ucciso il Partito Democratico

Il Partito Democratico in questo afoso giovedì 22 agosto è morto. Ucciso, la storia ne darà il responso, da Nicola Zingaretti proprio nel momento in cui i dem erano tornati al centro della scena politica nostrana.

In questa crisi di governo il PD aveva davanti a sé due strade: la prima era quella di mettersi l’elmetto e prepararsi alle elezioni anticipate, la seconda invece era la possibilità di costruire una nuova maggioranza con il Movimento 5 Stelle per costruire un governo di lunga durata.

Nicola Zingaretti però dopo i cinque punti programmatici proposti ai pentastellati, che sarebbero anche andati bene ai grillini, ha aggiunto altri tre paletti su cui non ci sarebbe possibilità di trattativa: passi per l’abiura dei due decreti Sicurezza e per le misure economiche da attuare, ma la richiesta di rivedere il taglio dei parlamentari rappresenta la pietra tombale alla trattativa.

Con questa pretesa il Partito Democratico si è precluso la buona riuscita di entrambe le opzioni sul tavolo: non potrà nascere un governo con il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico si presenterà alle urne come il partito che si è opposto al taglio dei parlamentari, ovvero la misura più popolare e trasversale che possa esistere.

Non è un caso che i renziani si sono subito definiti “sconcertati” da queste nuove tre richieste che, durante la direzione del Partito Democratico di ieri, non erano state né paventate né votate.

Se dovesse naufragare la trattativa con i 5 Stelle per via del diktat sul taglio dei parlamentari, potrebbe arrivare la definitiva spaccatura con Matteo Renzi che a quel punto potrebbe cogliere la palla al balzo per fare quella scissione da tempo evocata.

Se il PD ha mostrato dei segnali di ripresa alle ultime elezioni europee e gli ultimi sondaggi erano anche incoraggianti, specie dopo la figura fatta da Matteo Salvini al Senato, adesso il rischio concreto è quello di andare al voto ancora più divisi e con il fardello di aver fatto naufragare un governo giallorosso per non tagliare i parlamentari. L’omicidio o il suicidio perfetto.

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