Wall Street sbanda con i dazi: l’analisi tecnica degli indici Nasdaq Composite e S&P 500

Indici di Wall Street sotto pressione sulla questione dazi Usa-Cina. Per il momento però nessun dramma sul quadro grafico di Nasdaq Composite e S&P 500 grazie alla tenuta chirurgica di due importanti sostegni

Wall Street sbanda con i dazi: l'analisi tecnica degli indici Nasdaq Composite e S&P 500

Ieri sera Wall Street ha chiuso in forte calo, ma in risalita rispetto ai minimi toccati nel corso della giornata. La questione dazi e le ripetute bagarre fra il Presidente Donald Trump e l’omologo cinese hanno infiammato i mercati finanziari nella giornata di ieri, dapprima le Borse europee per poi contagiare anche i tre indici americani. Il termometro della volatilità negli States, l’indice VIX, è salito del 25% a 17,3 punti, massimi dall’aprile scorso.

Solo in tarda serata sono arrivati segnali di distensione, con Peter Navarro, consigliere della Casa Bianca al commercio, che ha detto in un’intervista che la direttiva del Tesoro di cui si parla da giorni sui giornali non contiene alcuna restrizione indiscriminata all’investimento nelle società statunitensi dell’alta tecnologia, molto di quanto è stato riportato è falso.

Grazie a queste parole gli indici azionari statunitensi hanno recuperato una parte del terreno perso nel corso della seduta. Il Dow Jones Industrial, arrivato a perdere 500 punti base, grazie alla risalita dell’ultima ora ha chiuso con un calo dell’1,3%, contenendo la perdita a 330 punti. Rosso dell’1,4% per l’S&P500 mentre il peggiore è stato l’indice tecnologico Nasdaq Composite con un -2,1 per cento.

Nasdaq Composite: tenuta chirurgica del supporto statico a 7.500 punti


Grafico giornaliero Nasdaq Composite; fonte: Bloomberg

Per quanto riguarda l’indice Nasdaq Composite ieri è stato lasciato aperto un gap ribassista a 7.692 punti, close della seduta di venerdì scorso. Il ribasso di ieri non ha comunque danneggiato la struttura primaria dell’indice, anche grazie alla tenuta chirurgica del supporto statico a 7.500 punti che ha evitato il collasso del listino. Inoltre il movimento di ieri ha permesso all’oscillatore RSI di rientrare dagli eccessi di Ipercomprato dovuti alle elevate quote dei corsi. I volumi sono stati contenuti rispetto alla sessione precedente.

Dal punto di vista operativo si potrebbero valutare strategie osservando l’apertura odierna dei mercati Usa. Quota 7.530 punti sembra idonea ad un posizionamento lungo per entrare sul rimbalzo delle quotazioni. Questa operatività avrebbe punto di uscita a 7.458 punti e come possibili target dapprima 7.650 e poi la ricopertura del gap a 7.690 punti.

S&P 500: vicino il test della media mobile a 200 periodi


Grafico giornaliero S&P 500; fonte: Bloomberg

Anche l’S&P 500 si è mosso bruscamente al ribasso, e anche in questo caso il supporto statico a 2.700 punti ha arginato le spinte ribassiste in maniera chirurgica. Questo livello, così come quota 7.500 punti per il Nasdaq, ha contribuito a far scattare le ricoperture sul mercato agevolando il timido recupero di chiusura.

Il massimo arrotondato disegnato dall’indice fra l’11 e il 14 giugno potrebbe non aver ancora esacerbato il suo potenziale. A questo punto, se il sostegno a 2.700 punti dovesse cedere il passo nelle prossime sedute, i successivi obiettivi possono essere individuati a 2.665 punti, dove passa la media mobile a 200 periodi, e a 2.635 punti, dove è in transito la trendline discendente tracciata con i top del 26 gennaio e 13 marzo 2018 e già passata da resistenza a supporto dinamico.

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