Torna il virus Zika, nuovi contagi: a rischio anche il cervello degli adulti

Secondo uno studio, il virus Zika potrebbe danneggiare anche il cervello degli adulti. Intanto in Florida cinque nuovi casi di contagio.

Zika, il virus che ha messo a rischio la salute degli atleti alle Olimpiadi di Rio, torna ad essere un problema di massima urgenza. Prima con il sospetto caso dell’atleta indiana rientrata dai giochi olimpici, poi con nuovi casi di trasmissione in Florida, che estendono il numero dei casi non legati a viaggi in paesi endemici.

Mentre il mondo è ancora in attesa di un vaccino, secondo un recente studio, il virus Zika potrebbe danneggiare anche il cervello degli adulti, con lo stesso iter con cui danneggia i feti, causando microcefalia.

Zika, nuovi contagi in Florida

In Florida si registrano cinque nuovi casi di trasmissione locale del virus Zika, di cui quattro nella zona Wynwood, a Miami, che il 1 agosto era già stata dichiarata zona di contagio locale.

L’annuncio è stato dato dal governatore Rick Scott, che ha confermato i quattro casi nel distretto di Miami.
Il quinto caso è stato registrato a più di 400 chilometri dal focolaio, precisamente nella contea di Pinellas, verso la Tampa Bay e quindi affacciato sulla costa occidentale della Florida.

Secondo le autorità sanitarie, la donna contagiata a Pinellas non ha avuto contatti di nessun tipo con le zone endemiche, il che fa salire a 42 il numero dei casi in Florida scollegati da viaggi in zone ad alto rischio.

Il virus Zika può danneggiare anche il cervello degli adulti

Oltre ai danni sui feti, Zika potrebbe essere un pericolo anche per il cervello degli adulti, a stabilirlo è uno studio congiunto di un gruppo di ricercatori del La Jolla Insitute alla University of California, a San Diego.

Il virus, finora ritenuto dannoso soltanto per i feti, potrebbe causare fenomeni di microcefalia anche negil adulti.
Dai test sulle cavie, sono state registrate le differenze tra tra gli effetti del virus su adulti e feti ed è emerso che Zika colpisce e danneggia le cellule staminali neuronali, sia nel cervello dei feti e ad un livello molto inferiore anche quello degli adulti.

Per il momento, i sintomi verificati sugli adulti si limitano a forti mal di testa, arrossamento degli occhi e dolori articolari e febbre.

Intanto l’atleta indiana Sudha Singh, messa in quarantena subito dopo il rientro dalle Olimpiadi di Rio, è un caso di febbre suina e non di Zika come si era ipotizzato inizialmente a causa della febbre alta e dei dolori articolari. L’atleta rimarrà in isolamento per altri sette giorni.

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