La corsa dei prezzi dell’oro si arresterà oppure è destinata a riprendere?
Attualmente l’oro 999/1000 con consegna agosto al Comex di New York quota 2.300 dollari oncia ma, per rispondere alla domanda di cui sopra, bisogna cercare di documentarsi sulla struttura del mercato, sulle caratteristiche della domanda e dell’offerta e sull’evoluzione delle dinamiche nel lungo periodo.
Ci viene in aiuto il WGC, il World Gold Council.
Il World Gold Council è nato 37 anni fa con sede a Londra ed è in pratica l’associazione industriale delle principali aziende minerarie aurifere a livello mondiale. È una fonte di notizie preziose per chi investe in oro oppure lavora l’oro per scopi industriali. WGC produce continuamente ricerche, studi di settore e prospettive industriali sull’oro, materiale utile non solo per le industrie, ma anche che per i consumatori e per il mercato della gioielleria a livello mondiale.
La maggior parte dell’oro fabbricato oggi viene utilizzato per la produzione di gioielli, ma l’oro è anche un metallo industriale essenziale che svolge funzioni critiche nei computer, nelle apparecchiature di comunicazione, nei veicoli spaziali, nei motori degli aerei a reazione e in una miriade di altri prodotti.
Come divulgato pochi giorni fa che, secondo il World Gold Council l’industria mineraria dell’oro sta lottando per sostenere la crescita della produzione poiché i nuovi giacimenti di metallo giallo diventano sempre più difficili da trovare.
leggi anche
“Comprate subito Btp (e non solo)”. Tutte le occasioni di investimento dopo le europee 2024
“Abbiamo registrato una produzione record nel primo trimestre del 2024, in aumento del 4% su base annua rispetto al 1° trimestre del 2023, ma se osserviamo un quadro più ampio e di più lungo periodo, penso che lo stock di produzione mineraria si stabilizzerà intorno all’output del 2016 o quello del 2018: sono circa 6 anni che non abbiamo visto alcuna crescita concreta nella produzione dell’oro”, ha affermato John Reade, Chief Market Strategist del WGC in una intervista alla CNBC. Il rapporto 2023 sull’oro lo potete leggere qui: Supply.
Il dato più interessante che ho rilevato è che, secondo i dati dell’associazione internazionale del commercio dell’oro, nel 2023 la produzione mineraria è aumentata solo dello 0,5% rispetto al 2022.
Nel 2022, a sua volta, la crescita era stata dell’1,35% su base annua, e nel 2021, l’anno prima, era stata del 2,7%, mentre nel 2020 la produzione globale di oro registrò il primo calo in un decennio, scendendo dell’1% rispetto al 2019.
Guardando al trend di lungo periodo, abbiamo avuto 10 anni di rapida crescita a partire dal 2008 circa e fino al 2018, ma ora la capacità estrattiva dell’industria mineraria fatica a registrare una crescita sostenuta della produzione, in grado cioè di venire incontro alla domanda per scopi industriali e per la produzione di gioielleria.
Il problema non sta solo nell’aumento dei costi per l’estrazione o nella difficoltà di ottenere le nuove licenze per iniziare a scavare. Il problema grave è che nuovi giacimenti di oro stanno diventando sempre più difficili da trovare in tutto il mondo, poiché molte aree potenziali sono già state esplorate, e senza molto successo, mentre i vecchi giacimenti talvolta stanno arrivando all’esaurimento fisico del metallo in questione.
Ricordiamoci infatti che non è facile estrarre oro in maniera efficace: l’estrazione dell’oro su larga scala è ad alta intensità di capitale e richiede attività di esplorazione e di sviluppo delle vene aurifere che sono molto significative. Infatti, una volta scoperta una vena aurifera sufficientemente grande da giustificare gli investimenti per l’estrazione, si impiega in media dai 10 ai 20 anni prima che una miniera sia pronta per la produzione. Se volete sapere il perché, nel 2018 il WGC ha anche elaborato un interessante report sulla tecnica e i costi di produzione dell’oro a livello mondiale (vedi qui: Gold Mining Industry Primer)
In quel rapporto leggerete come, anche durante il processo di esplorazione, la probabilità che una scoperta effettiva di un giacimento progredisca poi nello sviluppo di una vera e propria miniera è bassa. Infatti, solo il 10% circa delle scoperte di oro a livello mondiale riguardano giacimenti che contengono una quantità di metallo sufficiente a giustificare i costi dell’estrazione mineraria.
Un’altra fonte importante di notizie sull’oro a livello mondiale è l’agenzia statale USA denominata USGS, la United States Geological Survey.
Sul sito ufficiale della USGS non troverete solo ricerche e statistiche sull’oro, ma in generale sui minerali e sulle commodities ferrose e non ferrose. Ma quello che scrivono sull’oro è decisamente interessante. Per esempio ho scoperto (leggendo qui: How much gold has been found in the world?) che dal 1800 ad oggi sono state estratte circa 187.000 tonnellate di oro, la maggior parte proveniente da Cina, Sud Africa e Australia e che sempre secondo lo United States Geological Survey le riserve auree che possono essere scavate sono stimate a circa 57.000 tonnellate. L’oro non è una risorsa infinita.
Insomma, si produce sempre meno oro. E, cosa più importante, quel che resta da produrre diventa sempre più costoso da estrarre, anche perché disperso in vene aurifere sempre più piccole e sempre più in profondità, difficili cioè da raggiungere e da sviluppare.
leggi anche
Petrolio, inizia un lungo trend ribassista. Ecco perché e come posizionarsi per trarne profitto
E poi ci sono problemi dal punto di vista amministrativo. A parte il processo di individuazione e scoperta della vena aurifera, si ha bisogno dei permessi, e i permessi governativi sono sempre più difficili da ottenere: una volta fatta la domanda, questa richiede sempre più tempo per essere approvata. Pensate che l’ottenimento delle licenze e dei permessi necessari prima che le società minerarie possano avviare veramente le operazioni di trivellazione può richiedere anche diversi anni.
Insomma, ai problemi logistici si affiancano problemi burocratici. Tutto ciò ha reso l’estrazione mineraria più difficile rispetto a 20 oppure 30 anni fa.
Inoltre, molti progetti minerari sono previsti per aree remote del Cile, del Sudafrica o dell’Australia, aree che richiedono infrastrutture come strade, energia elettrica e condutture d’acqua, oltre ad ingenti opere di urbanizzazione, con conseguenti costi aggiuntivi nella costruzione di queste miniere e nel finanziamento delle operazioni suddette.
Il rally recente dell’oro quindi, seppur supportato da fattori tecnici di breve periodo, come l’acquisto da parte delle banche centrali della Cina e dell’India, è destinato a proseguire nel tempo (tra alti e bassi ovviamente) perché ci sono fattori tecnici di lungo periodo che inficiano l’offerta del metallo giallo, a fronte di una crescente domanda per scopi industriali e di gioielleria. Se l’offerta sarà cronicamente insufficiente a sostenere la domanda, il prezzo non potrà che salire da qui a 5 anni oppure 10 anni.
Più volte abbiamo parlato in questa sede della opportunità dell’investimento in oro (*), ma non è errato pensare all’oro come investimento stanziale nel vostro portafoglio, cioè destinato a rimanere permanentemente fra i vostri investimenti, con una quota variabile a seconda della vostra propensione al rischio: l’oro è destinato agli investitori prudenti e con una visione di lungo periodo.
Vi segnalo quindi due ETC quotati sulla borsa italiana su i quali non è ancora troppo tardi per investire:
- Invesco Physical Gold A ISIN IE00B579F325 Ticker SGLD
- iShares Physical Gold ETC ISIN IE00B4ND3602 Ticker PPFB
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |