Venture capital: il divario di genere costa $2 trilioni annui al Pil globale, lo rivela Citigroup

Gabriele Stentella

9 Marzo 2022 - 07:33

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Secondo il report della banca Usa Citigroup, l’eliminazione del divario di genere nell’accesso al capitale di rischio permetterebbe di far crescere il Pil mondiale di $2 trilioni.

Venture capital: il divario di genere costa $2 trilioni annui al Pil globale, lo rivela Citigroup

Le imprese guidate da donne hanno meno probabilità di ricevere i finanziamenti elargiti alle realtà guidate dagli uomini. È quanto emerge nell’ultimo rapporto pubblicato dalla banca statunitense Citigroup, che ha anche evidenziato gli effetti di questa disparità di genere sul Prodotto Interno Lordo e sul tasso di occupazione globale.

Secondo gli analisti di Citigroup, le diseguaglianze nell’erogazione del capitale di rischio sarebbero spesso imputabili a errate valutazioni da parte delle società di venture capital, alle quali si somma l’impatto della pandemia di Covid-19, che ha contribuito ad ampliare il divario di genere lavorativo anche nel nostro Paese.

Venture Capital e diseguaglianze di genere: i dati

Dal rapporto di Citigroup intitolato «Global Perspectives & Solutions» emerge che solo l’11% della popolazione mondiale femminile riveste il ruolo di titolare di un’impresa, contro il 14% di quella maschile. L’origine di tale divario può essere ricondotta a molteplici fattori:

  • in 104 nazioni su 190 sono in vigore leggi che impediscono alle donne di esercitare l’attività imprenditoriale, o ne limitano l’operatività a determinati settori;
  • in 19 nazioni su 190 le donne non godono di diritti di proprietà;
  • a livello globale, meno dell’1% della spesa pubblica è destinata alle imprese guidate da donne;
  • il potenziale delle aziende guidate da donne è mediamente sottostimato del 50%, vale a dire più del doppio rispetto alle aziende aventi titolari uomini.

Citigroup sostiene che la disparità di genere negli investimenti in venture capital deriverebbe in parte da un pregiudizio nei confronti delle aziende guidate da donne, e in parte dalla scarsa rappresentanza femminile all’interno delle società che erogano capitale di rischio alle imprese. Tuttavia, i dati forniti dalla banca Usa smentiscono l’ipotesi secondo la quale le realtà guidate da donne abbiano una redditività minore rispetto a quelle guidate dai loro colleghi: le prime generano mediamente $0,78$ per ogni dollaro raccolto, mentre le entrate generate dalle secondo si fermerebbero a $0,31 per ogni dollari ricevuto.

Sulla base delle analisi eseguite dalla banca statunitense, l’annullamento delle disparità di genere nella raccolta di finanziamenti aumenterebbe di circa $2 trilioni il Pil globale annuo, e potrebbe generare dai 288 milioni ai 433 milioni di nuovi occupati ogni anno.

“Dagli Stati Uniti e dal Regno Unito al Messico e all’India, le donne di tutto il mondo hanno meno accesso ai servizi finanziari rispetto alle loro controparti maschili (...) Citigroup si impegna a investire in opportunità per 15 milioni di famiglie, inclusi 10 milioni di donne, a livello globale entro il 2025 ”.

È quanto ha riferito Kyla Gineitis, analista di Citigroup, che già l’anno scorso aveva presentato un pacchetto di strategie per incentivare l’occupazione femminile.

Le possibili soluzioni fornite dagli analisti

Al fine di promuovere l’imprenditoria femminile e colmare le disparità di genere riguardanti l’erogazione del capitale di rischio, gli analisti di Citigroup hanno fornito una serie di raccomandazioni per le società di venture capital, gli investitori privati e i governi.

In primo luogo, si dovrebbero costruire portafogli d’investimento sulla base di dati raccolti in maniera disaggregata, in modo tale da non basare le proprie valutazioni su pregiudizi legati al genere del titolare di una startup. In secondo luogo, i finanziatori dei progetti dovrebbero stringere collaborazioni strategiche con associazioni o reti d’imprenditrici, per facilitare l’inclusione delle lavoratrici all’interno delle realtà sulle quali si vuole investire.

In conclusione, ai governi nazionali spetta il compito di limare le disparità di genere mediante strategie a sostegno dell’imprenditorialità e dell’occupazione femminile.

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