Vaccino, in molti non tornano per la seconda dose. I dati

Marco Ciotola

29/06/2021

07/07/2021 - 17:23

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Più di 1 persona su 10 ha saltato la seconda dose di vaccino contro il Covid-19 negli USA

L’importanza di ricevere entrambe le dosi di vaccino contro il coronavirus al fine di ottenere la copertura maggiore possibile è stata più volte evidenziata, anche con grossi risalti in termini mediatici.

Ma i dati in arrivo dallo scenario statunitense raccontano nelle ultime ore di un numero crescente di persone, al momento quantificabile in più di una su 10, che ha saltato la seconda dose di vaccino.

Si tratta di una cifra che innesca non poche preoccupazioni, specie in un momento simile, con la variante Delta che mostra un grado elevatissimo di trasmissibilità e sta prendendo piede in moltissimi Paesi.

Statistiche simili sul fronte italiano al momento non sembrano essere ancora disponibili, ma come spesso accade da oltreoceano si anticipa una problematica che potrebbe essere presto registrata come un trend anche del Belpaese e di altre importanti realtà europee.

Vaccino, in molti non tornano per la seconda dose. I dati

Stando ai numeri diffusi dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), al 16 giugno circa l’88% di coloro che hanno ricevuto una dose di vaccino ed erano idonei per la seconda ha portato a termine il proprio ciclo.

Questo vuol dire che quasi il 12% per cento di chi ha ricevuto la prima dose ha saltato il richiamo superando l’intervallo di tempo previsto tra una dose e l’altra. La percentuale corrisponde a circa 15 milioni di persone.

Sebbene si registri ancora una netta prevalenza di chi rispetta il proprio ciclo di somministrazioni, è comunque in deciso calo rispetto al tasso di completamento del 92% registrato a inizio dell’anno.

Gli studi hanno mostrato che i vaccini anti-Covid sono molto più efficaci contro la variante Delta - nota anche come B.1.617.2 e identificata per la prima volta in India - dopo il completamento delle due dosi:

“Considerando che il virus è mutato, ne esistono versioni che si mostrano maggiormente in grado di sfuggire a una parte della protezione immunitaria che otteniamo dal vaccino”,

ha spiegato il celebre chirurgo statunitense Vivek Murthy, nel corso di un’intervista rilasciata alla CNN.

Molto spesso infatti, negli USA ma anche in Europa, viene citata la recente ricerca che ha rivelato come due dosi del vaccino Pfizer/BioNTech offrano una protezione dell’88%, rispetto al 33% che si ottiene dopo la prima somministrazione.

La variante delta avanza

I dati diffusi dai CDC arrivano proprio mentre la maggior parte degli esperti segnalano che la variante Delta potrebbe presto diventare il ceppo dominante negli Stati Uniti e non solo.

Una circostanza che potrebbe verificarsi anche già nelle prossime settimane, e che impone per questo una decisa accelerazione della campagna vaccinale nelle aree che qualche giorno fa Anthony Fauci ha definito “sottovaccinate”.

Se infatti al momento in Italia sono tre le Regioni che non registrano casi di variante Delta, i dati del CDC mostrano che negli USA rappresentano più di un caso su cinque nuovi segnalati.

Questo mette a rischio i milioni di persone che sono solo parzialmente vaccinate, ed ecco perché la scelta di saltare la seconda dose in un simile scenario può rivelarsi molto pesante sullo stato di emergenza sanitaria di un Paese.

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