Vaccino influenza diventa obbligatorio nel 2020: chi dovrà farlo

Il vaccino per l’influenza diventa obbligatorio da settembre per le categorie a rischio. Firmata l’ordinanza della Regione Lazio per proteggere la popolazione dalla seconda ondata del coronavirus prevista in autunno.

Il vaccino anti influenzale diventa obbligatorio a partire dal prossimo autunno: la proposta avanzata dalla Regione Lazio si concretizza con l’ordinanza firmata oggi dal presidente Nicola ZIngaretti. Dal 15 settembre 2020 avranno l’obbligo di vaccinarsi contro influenza e pneumococco gli over 65 e il personale medico sanitario; la mancanza del vaccino comporterà per i primi il divieto di accesso ai centri anziani e ad altri luoghi di aggregazione, e per i secondi la sospensione temporanea dell’idoneità alla professione.

La proposta del vaccino contro l’influenza obbligatorio, avanzata già il 6 aprile, aveva come obiettivo è quello di “raggiungere almeno 2,5 milioni di persone, il doppio di quanto avvenuto l’anno scorso”, ha spiegato D’Amato, l’assessore regionale alla Sanità: “Provate a immaginare cosa succederà in autunno, con la seconda ondata di epidemia da coronavirus e in parallelo la diffusione, come ogni anno, dell’influenza”.

Con l’arrivo di una possibile seconda ondata di contagi bisognerà assicurarsi che i soggetti più esposti al rischio di contrarre il virus sarà stata vaccinata. Questo perché i pronto soccorso della regione non potrebbero reggere di fronte agli ingressi dei pazienti affetti da COVID-19 o dalla classica influenza stagionale.

Proprio per questo motivo, l’assessore regionale alla Sanità ha aggiunto inoltre che gli ospedali COVID, allestiti durante l’emergenza, non saranno smantellati una volta superato il momento di crisi, ma anzi saranno potenziati dal momento che “sarà una battaglia ancora lunga

Vaccino influenza 2020: per chi sarà obbligatorio?

Il provvedimento della Regione Lazio prevede l’obbligo il vaccino antinfluenzale e antipneumococcica per le categorie più a rischio, ossia gli anziani over 65 e tutti gli operatori sanitari. Non sono inclusi nella lista le forze dell’ordine e i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico, presenti invece nella proposta iniziale dell’Assessore alla Sanità.

Come si legge sul sito ufficiale della Regione Lazio,

“l’obbligo sarà a decorrere dal 15 settembre 2020 in concomitanza con l’inizio della campagna di vaccinazione regionale. La mancata vaccinazione per il personale sanitario comporterà l’inidoneità temporanea allo svolgimento della mansione lavorativa ai sensi del Dg. 81. La mancata vaccinazione per le persone ultra 65 anni comporterà l’impossibilità di accedere a centri anziani o altri luoghi di aggregazione che non consentano di garantire il distanziamento sociale, inoltre vi è una forte raccomandazione per effettuare il vaccino antinfluenzale per tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni attraverso il pieno coinvolgimento dei pediatri di libera scelta.”

“Con questa ordinanza”, commenta Zingaretti, “il Lazio raccoglie l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi”.

La decisione non è legata a una maggiore protezione nei confronti del coronavirus SARS-CoV-2, ma alla tutela della salute pubblica. Ogni anno in Italia muoiono moltissime persone per complicanze dell’influenza, soprattutto le persone più fragili e con malattie croniche.

In un’intervista D’Amato aveva detto che il vaccino anti-influenzale obbligatorio sarà utile per 2 motivi soprattutto:

  • vaccinando gli anziani, i medici sapranno che nel caso in cui si manifestassero dei sintomi legati all’influenza, questi sarebbero da ricondurre al coronavirus;
  • una vaccinazione di massa permetterebbe agli ospedali di ridurre l’afflusso e i ricoveri di pazienti affetti dalla comune influenza, lasciando più posti letto disponibili per i pazienti COVID-19.

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