Vaccino antinfluenzale obbligatorio nel Lazio? Facciamo chiarezza

La Regione Lazio ha imposto l’obbligo del vaccino antinfluenzale per over 65 e operatori sanitari da settembre, ma il Tar ha annullato l’ordinanza. Cosa succede ora?

Vaccino antinfluenzale obbligatorio nel Lazio? Facciamo chiarezza

Il vaccino antinfluenzale obbligatorio per over 65 e operatori sanitari, previsto dall’ordinanza della Regione Lazio dello scorso aprile, continua a essere oggetto di controversia.

Mentre Zingaretti, nel corso della conferenza stampa in cui si è ufficializzato l’obbligo di mascherina all’aperto h24, annunciava la data di partenza della campagna vaccinazioni ricordando che quest’anno cambiano le regole per chi deve vaccinarsi, il Tar del Lazio ha annullato l’ordinanza, precisando che l’“obbligo del vaccino è di competenza dello Stato”.

Vaccino influenza obbligatorio: cosa ha deciso il Lazio

Oggi in conferenza stampa il presidente di Regione Nicola Zingaretti, parlando della vaccinazione antinfluenzale 2020-2021, ha detto: “ricordiamo che nel Lazio il vaccino è obbligatorio per over 65 e operatori sanitari”. La decisione, presa con l’ordinanza firmata il 17 aprile scorso, prevede l’obbligo, per le persone con più di 65 anni e per chi lavora negli ospedali e nelle case di cura, di vaccinarsi contro l’influenza. La mancanza del vaccino comporterà per i primi il divieto di accesso ai centri anziani e ad altri luoghi di aggregazione, e per i secondi la sospensione temporanea dell’idoneità alla professione.

Nel Lazio la campagna vaccinazioni antinfluenzali parte ufficialmente il 15 ottobre, ma chi rientra nelle categorie che hanno diritto al vaccino gratuito (bambini da 6 mesi a 6 anni e over 60) può già prenotarsi presso il medico/pediatra.

Il Tar ha annullato l’ordinanza

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dell’Associazione Codici Nazionale e del Lazio, e ha respinto la validità dell’ordinanza firmata da Zingaretti il 17 aprile.

Pur riconoscendo che le Regioni possano legiferare su questioni di competenza dello Stato (come appunto la sanità), devono comunque essere rispettati i principi fissati dalla legge statale.

L’obbligatorietà del vaccino antinfluenzale è un’operazione complessa e articolata che tocca il campo della libertà del singolo e della tutela della salute individuale e collettiva, e pertanto non potrebbe essere derogata dalle regioni neppure in senso più restrittivo.

La sentenza del Tar afferma che la “normativa emergenziale Covid non ammette interventi regionali simili in materia di vaccinazioni obbligatorie. L’ordinamento costituzionale non tollera interventi regionali di questo genere, diretti nella sostanza ad alterare taluni difficili equilibri raggiunti dagli organi del potere centrale”. I giudici non mettono in discussione la ragionevolezza della misura, ma il fatto che la sua introduzione non è di competenza della Regione ma soltanto dello Stato.

L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato non è apparso troppo deluso: “Sapevamo che l’ordinanza aveva degli elementi di difficoltà in quanto sono atti che competono allo Stato”, ha detto, ma “invitiamo il Governo a riflettere sull’obbligatorietà del vaccino. Dobbiamo lavorare per avere la più ampia copertura vaccinale".

Quando e dove fare il vaccino per l’influenza nel Lazio

La Regione ha annunciato di aver comprato 2,4 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale, di cui 1 milione già distribuite, smentendo quindi le voci sui problemi di ritardi e di approvvigionamento.

Per rispondere alla domanda da parte dei soggetti non a rischio, sono state distribuite le prime 100mila dosi nelle farmacie; entro il 15 ottobre arriveranno altre 20mila dosi ogni settimana. Il vaccino potrà essere acquistato in farmacia dietro prescrizione, e sarà il proprio medico, oppure la farmacia stessa a somministrarlo.

Quest’anno, con l’epidemia di Covid-19 in corso, le autorità sanitarie stanno insistendo sull’importanza di farsi il vaccino antinfluenzale: l’obiettivo è togliere dagli ospedali i ricoveri inappropriati dovuti alle complicazioni dell’influenza negli anziani e agevolare la diagnosi (Covid-19 e sindrome influenzale hanno gli stessi sintomi).

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