Vaccino, quali lavori hanno o dovrebbero avere la precedenza?

Laura Pellegrini

15 Marzo 2021 - 12:32

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Quali sono i lavoratori che dovrebbero avere la precedenza nella somministrazione del vaccino contro il Covid? Dal personale sanitario e quello scolastico, dai giornalisti agli avvocati fino ai supermercati.

Vaccino, quali lavori hanno o dovrebbero avere la precedenza?

Il nuovo piano vaccini messo in modo dal generale Figliuolo intende implementare le somministrazioni e al contempo dare la priorità ad anziani e persone fragili.

Sul fronte lavoro, esistono delle professioni particolarmente esposte al rischio di contrarre il Covid per le quali è stata disposta un’ulteriore priorità a ricevere il vaccino.

Dopo personale medico e sanitario e ospiti delle Rsa, è toccato al personale scolastico e universitario docente e non docente, forze armate e di polizia, guardia di finanza, guardia costiera e vigili del fuoco; personale carcerario, detenuti e polizia penitenziaria e ai lavoratori dei servizi essenziali.

Ma sono diverse le categorie che ritengono di essere state lasciate fuori ingiustamente e di avere il diritto alla somministrazione prioritaria del vaccino poiché “lavoratori essenziali”. Dai giornalisti agli avvocati, passando per i dipendenti dei supermercati e le badanti, la protesta è ampia.

Vaccino Covid, quali lavori sono essenziali?

I numerosi Dpcm hanno fatto rientrare tra le attività essenziali numerose attività che risultano indispensabili nello svolgimento della vita di tutti i giorni. Per tale motivo, nonostante il lockdown o la zona rossa, per questi lavoratori non c’è mai stato un blocco totale dei servizi.

Basti pensare al lavoro svolto dai medici e dal personale sanitario in prima linea nella lotta contro il Covid-19, ma anche ai dipendenti delle Rsa, ai lavoratori all’interno dei supermercati, ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine sul territorio. Tutte queste categorie di lavoratori, quindi, sarebbero da considerare maggiormente esposti al rischio di contagio da Covid-19, proprio per il fatto di non essersi mai fermati di fronte alla pandemia.

Alla luce dei fatti, però, la vaccinazione contro il Covid-19 è stata resa prioritaria per medici e infermieri, oltre a ospiti e personale delle Rsa, forze dell’ordine e personale scolastico, mentre poco o nulla è stato fatto per somministrare le dosi anche ai lavoratori dei supermercati.

Vaccino Covid, la protesta dei supermercati

Di fronte alla loro esclusione dalla campagna vaccinale, i dipendenti dei supermercati hanno avanzato la protesta contro il Governo. Le attività commerciali di vendita di beni alimentari non hanno mai potuto chiudere per il fatto che l’approvvigionamento rientra tra le attività essenziali da svolgere nonostante il lockdown. Nonostante l’impegno, per queste categorie di lavoratori non è prevista la vaccinazione prioritaria.

In una lettera indirizzata al ministro della salute e al Commissario straordinario per l’emergenza, il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, si esprime in questi termini: “Mettiamo a disposizione i nostri spazi e ribadiamo la necessità di inserire anche i nostri dipendenti tra le categorie prioritarie per la vaccinazione, ultimata la prima fase mirata alla tutela degli operatori sanitari, forze pubbliche e soggetti fragili”.

Ma i lavoratori dei supermercati si stanno attivando in molte zone d’Italia per avanzare una protesta legittima nei confronti del Governo: sin dall’inizio della pandemia hanno svolto un’attività essenziale e sono stati esposti più volte al rischio di contagio da Covid-19.

Vaccino Covid, giornalisti e avvocati hanno la priorità?

Se da un lato è stata avanzata l’ipotesi di vaccinare con priorità i dipendenti dei supermercati, dall’altro lato è emersa la concessione di alcune Regioni alle somministrazioni prioritarie del vaccino per alcune categorie professionali quali giornalisti e avvocati.

I professionisti della giustizia, che hanno in media 53 anni, sono stati inseriti tra le categorie prioritarie in Friuli Venezia Giulia, Campania e a Perugia, nonostante la loro mansione non preveda un particolare contatto con il pubblico e spesso preveda l’adozione dello smart working.

Lo stesso vale per i giornalisti di alcune Regioni, come la Sicilia e il Molise, che ritengono la professione “un servizio pubblico essenziale nella gestione dell’emergenza sanitaria in atto”. Per loro la vaccinazione è avvenuta prima dei soggetti ritenuti “fragili”.

Vaccini Covid, necessario intervento del Governo

Le Regioni, quindi, hanno proceduto in modo sparso nella definizione delle categorie prioritarie nella somministrazione dei vaccini. Onde evitare la scarsità di vaccini disponibili per i soggetti più anziani o più fragili, quindi, Giuseppe Vanacore, il presidente di Aned Onlus (l’Associazione nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto) si è appellato al Governo.

Le persone più fragili, che hanno 3 volte e mezza la possibilità di perdere la vita in caso di contagio da Covid-19 continuano ad essere tagliate fuori dai calendari vaccinali” e vengono superate da altre categorie sociali per effetto di disposizioni regionali.

È necessario ripristinare il buonsenso e la giustizia - ha sottolineato Vanacore -. Ed è per questo che nelle scorse ore ho scritto al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e all’ufficio Disabilità della Presidenza del Consiglio per chiedere un cambio di passo. Ma nessuno si è degnato di rispondere. Mi appello dunque direttamente al presidente Draghi, affinché non lasci soli i più fragili”.

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