Vaccino Covid: le Forze Armate e di Polizia chiedono la precedenza

Antonio Cosenza

12 Gennaio 2021 - 18:39

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Forze dell’Ordine: aumentano le richieste al fine di riconoscere una priorità al personale in divisa nell’ambito delle vaccinazioni per il Covid.

Vaccino Covid: le Forze Armate e di Polizia chiedono la precedenza

Anche le Forze Armate e di Polizia, dopo il personale della scuola, chiedono che venga loro riconosciuta una priorità nel piano vaccinazioni per il Covid.

Come noto, eccetto che per il personale sanitario - e per tutto il personale impiegato presso le RSA - il Governo non ha scelto di riconoscere alcuna priorità ad altre categorie di lavoratori. Una volta conclusa la prima fase si andrà avanti con le categorie più esposte ai rischi del contagio da Covid, quindi si procederà in ordine decrescente in base all’età e verrà data priorità a coloro che hanno malattie pregresse.

Da tempo, però, ci sono categorie che - essendo in prima linea nella lotta al Covid - chiedono di essere vaccinate per prime così da essere immunizzate e poter continuare il proprio lavoro di pubblica utilità senza dover temere per il contagio. Stiamo parlando principalmente del personale della scuola e delle Forze Armate e di Polizia.

Per i primi vi abbiamo già parlato della possibilità che il piano vaccinale possa essere rivisto proprio per immunizzare insegnanti e ATA in vista di una riapertura in sicurezza di tutte le scuole. Per quanto riguarda le Forze Armate, invece, abbiamo appena ricevuto una richiesta formale inviata dal Consiglio di Rappresentanza dell’Esercito allo SME (Stato Maggiore dell’Esercito) per chiedere che venga presa in considerazione la possibilità di dare la precedenza al personale militare nell’ambito della campagna vaccinale.

Forze Armate e di Polizia, “servizio essenziale”: priorità nella vaccinazione?

Il personale sanitario, comprensivo quindi di medici, infermieri e OSS, ha avuto la priorità nella campagna di vaccinazione per il Covid visto il servizio essenziale da questi effettuato.

Seppur in un modo differente, però, anche il personale delle Forze dell’Ordine è stato utilizzato in prima linea per la lotta al coronavirus. Ad esempio nei controlli per le strade, con il personale ogni giorno esposto ai rischi legati dal contagio. E non è un caso che tra le categorie di lavoratori con il maggior numero di contagiati figurino proprio le Forze dell’Ordine.

Nonostante questa situazione, e al netto dell’impiego del personale in divisa durante l’emergenza, nel piano vaccinale non sono previste priorità per le Forze Armate e di Polizia, le quali quindi potranno vaccinarsi insieme al resto dei cittadini, a seconda di quando arriverà il proprio turno in base ad età anagrafica e cartella clinica. Questo, però, significa che per il personale in divisa la possibilità di vaccinarsi arriverà solo dopo la primavera e in questi mesi - nel pieno della terza ondata - questi dovranno continuare a dare il loro contributo alla causa senza la tranquillità di essere vaccinati.

È per questo motivo che i delegati del Co.Ce.R. hanno scritto allo Stato Maggiore dell’Esercito per chiedere di “promuovere ogni azione utile” affinché al personale militare dell’Esercito venga data la possibilità di sottoporsi alla vaccinazione anti Covid in via prioritaria, come appunto previsto per le categorie appartenenti ai servizi essenziali.

Una richiesta condivisa da molti in Italia, sia interni che esterni alle Forze Armate e di Polizia.

Perché il Governo non dà priorità alle Forze dell’Ordine?

Eppure al momento il Governo sembra essere sordo rispetto a queste richieste, preferendo che la campagna vaccinale vada avanti senza priorità specifiche per le categorie di lavoratori, andando così ad immunizzare non coloro per i quali la possibilità di essere contagiati è più alta quanto quelli che rischiano di più per la loro salute nel caso in cui dovessero contrarre il Covid.

Dare la precedenza alle Forze dell’Ordine, come pure agli insegnanti, infatti, vorrebbe dire far passare in secondo piano coloro che hanno un’età compresa tra i 60 e i 79 anni (che saranno i primi ad essere vaccinati nella fase due), fascia d’età dove il tasso di mortalità per il Covid è tra i più elevati (10% tra i 70 e i 79 anni, 3% tra i 60 e i 69).

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