Caos Uber: Londra ritira la licenza

Causa questioni di sicurezza, da Londra arriva lo stop ad Uber. L’azienda ha annunciato ricorso.

Caos Uber: Londra ritira la licenza

Per la seconda volta in poco più di due anni, da Londra è arrivato lo stop al trasporto privato con conducente di Uber.

Lo stop alla licenza del gruppo californiano è legato ad una “serie di inadempienze” in materia di sicurezza.

Lo stop delle autorità londinesi sta penalizzando le azioni Uber a Wall Street. Dopo aver toccato in avvio di seduta un minimo a 28,38 dollari, al momento le azioni Uber arretrano dell’1,12% a 29,23 dollari.

Uber: non è la prima volta che TfL sospende la licenza

L’autorità che regola i trasporti nella capitale britannica, il Transport for London (TfL), già ha sospeso una volta, nel 2017, la licenza di Uber, segnalando problematiche relative gli standard di sicurezza.

Dopo questo primo stop della licenza, Uber ha ottenuto due distinte licenze temporanee: una prima, di 15 mesi, rilasciata nel 2018, ed una seconda, concessa dal TfL a settembre.

“Uber –riporta una nota dell’autorità londinese- ha apportato una serie di modifiche positive e di miglioramenti nella sua cultura, nella sua leadership e nelle sue procedure”.

Uber: da Londra stop dopo falla nella sicurezza

Nonostante questo, il TfL ha individuato una serie di criticità dell’azienda, “tra cui diverse violazioni che hanno messo a rischio i passeggeri e la loro sicurezza”.

In particolare, il TfL ha riscontrato che una modifica ai sistemi di Uber ha permesso a conducenti non autorizzati di caricare le proprie foto sugli account di altri conducenti. In questo modo, i conducenti non autorizzati hanno potuto, in almeno 14 mila viaggi, prelevare i passeggeri ed effettuare viaggi come se fossero i conducenti prenotati.

Anche se la società è attiva nella risoluzione di questi problemi, “il TfL crede che si tratti di questioni che si riproporranno i futuro e quindi ha concluso che la società al momento non può operare”.

Uber: faremo ricorso a stop di Londra

Ovviamente Uber ha fatto sapere che presenterà ricorso (ha 21 giorni di tempo per farlo): in questo modo, i circa 45 mila autisti che lavorano nella capitale britannica potranno continuare ad operare.

“Nonostante si stia occupando di alcuni di questi problemi, TfL non nutre fiducia nel fatto che problemi simili non si ripresenteranno in futuro e questo porta il TfL a concludere che la società non sia adeguata in questo momento.”

Uber, nel mirino in praticamente in tutti i mercati in cui opera, ha definito la decisione “straordinaria e sbagliata”. Jamie Heywood, responsabile di Uber Est e Nord Europa, ha annunciato che sarà presentato un ricorso.

“Negli ultimi due mesi abbiamo controllato tutti i conducenti di Londra e rafforzato ulteriormente i nostri processi”, ha spiegato Heywood. “Uber dispone di sistemi efficaci per confermare l’identità dei conducenti, e introdurremo presto un nuovo processo di riconoscimento facciale”.

“A nome dei 3,5 milioni di rider e dei 45 mila conducenti con licenza che dipendono da Uber a Londra, continueremo ad operare e collaboreremo attivamente con il TfL per risolvere questa situazione”.

Sindaco Londra: sostegno a stop Uber

Sostegno e comprensione alla decisione del TfL è arrivato dal sindaco di Londra, Sadiq Khan. “Senza ombra di dubbio, Londra è posto adatto alle società innovative […] ma è essenziale che queste agiscano nel rispetto delle regole per garantire la sicurezza degli utenti”.

Il compito delle autorità regolatrici “è di garantire sicurezza agli abitanti di Londra e sottostare agli standard del TfL è essenziale per chi vuole una licenza per operare a Londra”.

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