USD/CAD: gli effetti dei report sul lavoro di Stati Uniti e Canada

I Non-Farm Payrolls degli Stati Uniti e il cambiamento dell’occupazione in Canada oltre ogni previsione: ma quali sono i dati sottostanti? Ecco come influiscono sul cambio dollaro statunitense/dollaro canadese.

Sia gli Stati Uniti sia il Canada hanno registrato risultati sopra ogni previsione riguardo i dati sull’occupazione di gennaio, ma quale dei due Paesi ha assistito al miglior report sul lavoro?
Sotto quale report si celano delle componenti che rendono i dati non così rosei come sembra?

E cosa potrebbero significare i dati positivi dei Non-Farm Payroll degli Stati Uniti e il report sul lavoro canadese per la price action sul cambio USD/CAD?

Scaviamo un po’ più in profondità per scoprire come il cambio tra dollaro statunitense e dollaro canadese sarà influenzato dall’occupazione.

I Non-Farm Payrolls degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti continuano a registrare dati sorprendenti nelle ultime pubblicazioni dei NFP: l’economia statunitense ha aggiunto 257 mila posti di lavoro nel mese di gennaio, risultato più forte dell’aumento previsto a 236 mila. Una rapida occhiata alle pubblicazioni precedenti svela come gli Stati Uniti abbiano assistito a delle letture sui NFP migliori del previsto negli ultimi quattro mesi.

Per finire, i dati di dicembre sono stati aggiornati e mostrano ora un aumento di 329 mila assunzioni, in rialzo dal dato inizialmente riportato a 252 mila. Sommando le revisioni al rialzo nelle pubblicazioni precedenti si ottiene un aumento aggiuntivo di 147 mila nuovi posti di lavoro.

Sorprendentemente, il tasso di disoccupazione è salito dal 5,6% al 5,7% per gennaio, ma i forex trader hanno subito notato che l’aumento era per lo più il risultato di una crescita del tasso di partecipazione alla forza lavoro. Il tasso di partecipazione infatti è salito dal 62,7% al 62,9%, indicando che le migliori prospettive occupazionali sono ora molto incoraggianti per gli americani alla ricerca di lavoro.

Anche la crescita sui salari stupisce, con la retribuzione media oraria che mostra un annualizzato 2,2% di aumento da gennaio scorso, superiore all’aumento del mese precedente dell’1,7%. Ciò conferma che la dinamica del mercato del lavoro negli Stati Uniti si sta traducendo in salari più alti, consentendo ai consumatori di vivere al meglio il potere d’acquisto, contribuendo maggiormente alla crescita.

Il report sul lavoro del Canada
Anche il Canada registra dei forti dati nel report sul lavoro, con il cambiamento nell’occupazione che si traduce in un aumento di 35.4 mila nuovi posti di lavoro. Di gran lunga migliore rispetto all’aumento stimato a 4.7 mila ed abbastanza per mantenere il tasso di disoccupazione stabile al 6,6% invece di aumentare al 6,7% come previsto.

La notizia dà un freno al calo sull’occupazione in Canada registrato sia a novembre sia a dicembre, causato soprattutto dalla crisi petrolifera. Uno sguardo più da vicino alle componenti del report di gennaio, tuttavia, indica che la maggior parte dell’aumento delle assunzioni è spinto dai posti di lavoro part-time, mentre l’occupazione a tempo pieno rimane per lo più invariata.

Inoltre, le revisioni sui dati precedenti rivelano anche che la situazione in Canada riguardo i posti di lavoro non è così rosea come i dati principali di gennaio vogliono suggerire. In realtà, l’Istituto di Statistica del Canada ha mostrato che l’economia ha aggiunto solo 121 mila posti di lavoro nel 2014, un downgrade del 30%, confrontato all’aumento inizialmente riportato di 185.7 mila.

La prospettiva di indebolimento nel mercato del lavoro ha spinto molti canadesi ad uscire dalla forza lavoro e a rinunciare alla ricerca: infatti, il tasso di partecipazione è sceso dal 65,9% al 65,7%. Gli analisti prevedono che questi numeri potrebbero peggiorare ancora nei prossimi mesi in quanto la cassa integrazione tra le compagnie petrolifere e il suo effetto sul dato occupazionale del Paese deve ancora riflettersi sulle statistiche.

USD/CAD: quali sono gli effetti sul cambio?
Il boom nel mercato del lavoro negli Stati Uniti ha spinto diversi esperti a prevedere che la Fed possa dare il via all’aumento dei tassi di interesse entro giugno di quest’anno. Dopotutto, i funzionari del FOMC sembravano un po’ più “aggressivi” nella loro ultima dichiarazione riguardo i tassi, lasciando intendere che stiano già iniziando a prendere in considerazione una politica monetaria normalizzante.

Dall’altra parte, le prospettive di rallentamento sull’occupazione in corso suggeriscono che la BOC possa virare verso una politica monetaria più espansiva. La banca centrale del Canada ha già annunciato un taglio sui tassi di interesse nella riunione del mese scorso, ma potrebbe essere necessario fare di più per mantenere l’economia a galla.

Con questo, si potrebbe assistere ad un ulteriore rialzo su USD/CAD, soprattutto se i trend sui report del lavoro per Stati Uniti e Canada riusciranno a persistere e se le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed si rafforzeranno ancora di più.

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