USA, DISOCCUPAZIONE - Diamo uno sguardo più da vicino alle proposte del Presidente Obama per scoprire come potrebbero risollevare il turbato mercato del lavoro americano
Innanzitutto, nell’ American Jobs Act americano c’è il piano di Obama di attuare tagli fiscali per le piccole imprese. Ciò comporterebbe il dimezzamento delle imposte pagate dalle imprese sui primi 5 milioni di dollari nel libro paga. Ciò favorirebbe la maggior parte delle aziende americane in quanto circa il 98% delle imprese possiede libri paga inferiori a 5 milioni di dollari. A parte questo, le imprese che aumentano il loro libro paga o con l’aggiunta di nuovi lavoratori o con l’incremento del salario dei lavoratori già assunti e in attività, potranno godere di una completa esenzione fiscale sui salari.
Obama vuole anche incoraggiare gli americani a tornare nel mondo del lavoro. Ha in programma di farlo dando crediti d’imposta alle aziende che assumono disoccupati e veterani impedendo licenziamenti di insegnanti, poliziotti e vigili del fuoco. Ha inoltre disposto i suoi piani per ricostruire e modernizzare le infrastrutture degli Stati Uniti, in modo efficace, con conseguente assunzione di più lavoratori.
Un’altra parte del disegno di legge è la proposta di Obama di riformare l’assicurazione contro la disoccupazione. Si prevede di consentire agli Stati di utilizzare i fondi per i programmi di assicurazione contro la disoccupazione come il lavoro di condivisione, i tirocini e la formazione on-the-job volontaria, le opportunità imprenditoriali e gli impieghi sovvenzionati per i giovani. In primis, vuole espandere i tagli sulla payroll tax (imposta sui libri paga) implementati lo scorso anno al 2012.
Tuttavia, nonostante queste proposte impressionanti, in molto si dichiarano poco convinti.
Forse il più grande difetto che gli oppositori hanno sottolineato è che non è niente di più che un piano a breve termine. Per gli scettici il Jobs Act non affrontrebbe le questioni importanti che ostacolano la crescita economica. In particolare, non direbbe molto sul rilancio del settore dell’edilizia abitativa, né offrirebbe una soluzione agli Stati Uniti per far fronte alla crisi finanziaria in Europa.
C’è anche da considerare il costo del piano di stimolo che equivale a 447 miliardi di dollari. Non è un segreto che gli Stati Uniti hanno un enorme deficit di bilancio e alcuni analisti temono che al Dipartimento del Tesoro potrebbero servire circa dieci anni per guadagnare tutti i soldi necessari. E poi ci sono anche coloro che sostengono che il piano potrebbe portare a un ulteriore aumento del soffitto del debito.
Ma, naturalmente, il presidente Obama è abbastanza intelligente per non lasciare che questo accada. Dopo tutto, pochi mesi fa ha insistito sul fatto che il Tesoro dovrebbe fermare ogni ulteriore incremento del massimale del debito. Allora, dove si ha intenzione di trovare tutto quel denaro?
Innanzitutto reprimendo le agevolazioni fiscali per coloro che guadagnano più di 250.000 dollari all’anno, le compagnie petrolifere, e i proprietari di jet aziendali. In questo modo il governo spera di risparmiare fino a oltre 400 miliardi di dollari. Imposte sugli utili dei dirigenti, di hedge fund manager, degli investitori immobiliari saranno implementate per generare entrate e coprire il resto delle spese.
Secondo le stime, il Jobs Act potrebbe incrementare il PIL dell’ 1,3% nel 2012 che si tradurrebbe in 1,3 milioni di persone con un lavoro. Tuttavia, nel 2013, aggiungerebbe solo un misero 0,2% alla crescita economica.
Guardando il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, dobbiamo riconoscere che si tratta di un inizio. Dopo tutto, non vi è alcun modo rapido ed a prova di fallimento per rinvigorire l’economia in difficoltà. Chi lo sa, il piano del presidente Obama potrebbe farcela e riportare il mercato del lavoro di nuovo in pista.
Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it
Fonte: babypips.com