USA, accordo sul debito: solo un pasticcio bipartisan?

Nadia Fusar Poli

02/08/2011

USA,  accordo sul debito: solo un pasticcio bipartisan?

L’accordo raggiunto dal Congresso degli Stati Uniti di aumentare di oltre 14mila miliardi di dollari (14.3 per la precisione) il soffitto del debito ha risparmiato alla nazione una catastrofe immediata, ma ha potenzialmente delineato l’assetto di un cammino disastroso, a più lungo termine.

L’ euforia iniziale dei mercati finanziari si è sbiadita velocemente. L’S & P 500 Index degli stocks americani, è diminuito per il sesto giorno consecutivo, perdendo lo 0,4 per cento Lunedì, per chiudere a 1,286.94. Il dollaro ha guadagnato contro l’euro e lo yen ma è scivolato ad un minimo storico rispetto al franco svizzero.

La risposta del mercato è espressione di una triste realtà: mentre il governo potrebbe avere evitato di auto-infliggersi una pena, non ha risolto i problemi fondamentali e, anzi, sembra averne creati di nuovi. Ciò di cui gli Stati Uniti hanno maggiormente bisogno, è una riduzione del piano di deficit per affrontare a lungo termine il gap fiscale, senza dover pesare troppo su una debole ripresa.
Invece, si sta facendo il contrario: tagli (immediati) alla spesa che minacciano la ripresa nel breve periodo, ma che non sono abbastanza (e sufficienti) per riparare, a lungo termine, i problemi di bilancio.

Secondo l’accordo che la Camera ha approvato ieri, il governo l’anno prossimo dovrà trovare 21 miliardi dollari - per nuovi tagli alla spesa - e forse molti di più. Se i legislatori non riusciranno a decidere entro la fine di questo anno su almeno 1.200 miliardi dollari per un ulteriore riduzione del deficit, il paese dovrà affrontare tagli indiscriminati nei programmi nazionali e di difesa.

I tagli potrebbero ostacolare la ripresa, soprattutto in considerazione dei 250 miliardi di dollari in scadenza per le indennità di disoccupazione, della fine del taglio alle imposte sul libro paga temporaneo e della discesa tortuosa del programma di stimolo.

La crescita è stata appena accennata nella prima metà dell’anno, e la relazione di Lunedì sul settore manifatturiero ha mostrato un forte peggioramento, sia nell’attività che nei piani di assunzione nel mese di luglio.

Un’economia in crescita è fondamentale per sistemare le finanze del governo. La produzione economica è il denominatore nel peso del debito del governo statunitense, che attualmente è pari a quasi il 100 per cento del prodotto interno lordo, secondo il Fondo monetario internazionale - il livello più alto all’indomani della seconda guerra mondiale.

Anche se l’economia non vacillerà sotto i tagli, l’accordo offre troppo poco in termini di riduzione del disavanzo futuro per portare le finanze del governo su un percorso sostenibile, e forse troppo poco per mantenere il rating AAA. Gli economisti stimano che il deficit strutturale di bilancio degli Stati Uniti - il gap che deve essere chiuso per ottenere stabilità a lungo termine - è a circa il 5-6 per cento del PIL. I 2.400 miliardi dollari di riduzione del disavanzo previsti nel piano, ammonteranno all’1 per cento del PIL previsto nel prossimo decennio.

L’accordo non sembra allinearsi del tutto alle reali ragioni dell’economia della nazione, alle tendenze demografiche e alla sua realtà sociale. Oltre alla fase di stallo della crescita economica, c’è una popolazione che invecchia e la disuguaglianza è crescente, con circa un terzo della ricchezza del paese controllato dall’ 1 per cento dei cittadini.

Solo un pasticcio empio e bipartisan?

Tradotto da Nadia Fusar Poli per Forexinfo.it
Fonte: bloomberg.com