Sorpresa UE: fondo per la ripresa forse finanziato con bond garantiti dai 27

Cristiana Gagliarducci

14 Aprile 2020 - 11:36

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L’UE scuote la polemica sugli eurobond: occhio alle dichiarazioni di Valdis Dombrovskis

Sorpresa UE: fondo per la ripresa forse finanziato con bond garantiti dai 27

L’UE è tornata a far parlare di eurobond.

Le ultime dichiarazioni di Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea per gli Affari economici, sono finite sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e internazionali e hanno inevitabilmente riacceso il dibattito.

A fine marzo, per far fronte all’emergenza coronavirus, l’Italia ha proposto all’UE l’adozione degli eurobond ma l’opposizione degli stati del Nord (Germania e Olanda in primis) non si è fatta attendere. L’Eurogruppo della scorsa settimana ha in qualche modo limitato le discussioni in merito, ma l’argomento oggi è tornato sulla bocca di tutti grazie alle parole del vicepresidente.

UE: eurobond sì o no? Le dichiarazioni di Dombrovskis

Le parole dell’uomo sono giunte come un fulmine a ciel sereno nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Handelsblatt, durante la quale però la parola eurobond non è stata mai utilizzata.

Nell’Eurogruppo della scorsa settimana, i membri dell’UE hanno trovato un accordo su un pacchetto di misure anti-coronavirus, dal valore di 500 miliardi di euro. Molti, però, i punti ancora da sviscerare e le discussioni da approfondire.

I rappresentanti dell’Unione hanno convenuto di lavorare su un fondo per la ripresa, il cosiddetto Recovery Fund, che potrebbe essere finanziato tramite obbligazioni garantite dai 27, stando a quanto confermato da Dombrovskis.

“Posso immaginare una simile infrastruttura finanziaria. Ma nulla è ancora stato deciso”,

ha dichiarato l’uomo dopo una domanda mirata a testare la possibilità di supportare il fondo tramite obbligazioni per un valore massimo di 1.500 miliardi.

Come anticipato, Dombrovskis non ha direttamente menzionato gli eurobond, ma le sue dichiarazioni in merito alla possibilità di usare obbligazioni garantite dagli Stati membri dell’UE hanno inevitabilmente riacceso il dibattito, soprattutto in Italia.

Il vicepresidente, inoltre, ha parlato di una Commissione aperta a tutte le alternative.

“Non escluderemo alcuna opzione se gli Stati membri saranno d’accordo. Come sappiamo, questo non è il caso per gli eurobond”.

Il riferimento è alle discussioni delle ultime settimane che hanno contrapposto in particolar modo l’Italia e l’Olanda.

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