UE, obbligazioni per fondo SURE a ruba. Primo passo verso gli eurobond?

Grande successo per i bond del fondo SURE emessi dall’Unione Europea, le richieste arrivano a 233 miliardi di euro.

UE, obbligazioni per fondo SURE a ruba. Primo passo verso gli eurobond?

Giornata storica per l’Unione Europea che ha lanciato i primi bond comuni per il fondo SURE sul mercato obbligazionario ottenendo un grande successo.

Occorre specificare che non si tratta di degli eurobond di cui si parla da tempo, ovvero titoli attraverso cui i Paesi membri dell’UE condividono la responsabilità del debito. Tuttavia secondo diversi analisti potrebbe essere interpretato come un primo passo in questa direzione.

Bond UE per il fondo SURE, successo nel mercato obbligazionario

I titoli per finanziare il fondo SURE, denominato come la Cassa integrazione europea, hanno ottenuto un successo clamoroso in queste prime ore.

Infatti, nonostante fosse stato stabilito un valore complessivo compreso tra i 10 e i 15 miliardi di euro, sono state registrate richieste da parte degli investitori internazionali per un valore di 233 miliardi.

Al momento sono presenti due tipi di sure-bond con scadenza a 10 e a 20 anni. Per il primo, cui tasso di interesse è pari a -0,26%, gli ordini sono stati di 145 miliardi di euro, a fronte di un totale di 10 miliardi stanziati.

Per i bond ventennali, i quali offrono un rendimento di +0,1%, le richieste ammontano a 88 miliardi di euro, con un collocamento di 8 miliardi.

27,4 miliardi per l’Italia

Attraverso il fondo SURE, l’Italia riceverà 27,4 miliardi di euro da mettere a disposizione della Cig, diventando quindi il beneficiario a cui andranno maggiori risorse europee.

Sono in molti a definire quello dell’UE come un ingresso trionfale nei mercati finanziari, il quale potrebbe tentare le istituzioni europee a sovvenzionare i fondi comuni attraverso questo genere di strumenti.

Infatti, il rating delle obbligazioni è stato valutato di massima affidabilità da tutte le agenzie come Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s, allo stesso livello dei Bund tedeschi, i quali offrono rendimenti sempre più negativi (-0,62%).

Gli investitori internazionali, quindi, potrebbero essere molto interessati nel possedere titoli più convenienti nel futuro, ma con un’affidabilità massima, facendoli diventare i nuovi beni rifugio della finanza globale.

Un primo passo verso gli eurobond?

In quest’ottica, le parole di Christine Lagarde a Le Monde potrebbero essere interpretate come un primo indizio.

La presidente della BCE, infatti, ha dichiarato al quotidiano francese di auspicarsi che le misure messe in campo per contrastare la crisi economica da coronavirus, come il Recovery Fund e lo stesso fondo SURE, non vengano ritirate troppo presto.

In molti, quindi, ipotizzano che lo stesso discorso potrebbe valere anche per i metodi di finanziamento di tali fondi. Si tratta però solamente di un’interpretazione non confermata.

Tuttavia la giornata di oggi ha dimostrato un fatto incontrovertibile: in caso l’UE decidesse di ricorrere a nuovi eurobond, non mancherebbe di certo la domanda di acquisto.

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