Trump firma decreto anti-Huawei: guerra commerciale o sicurezza nazionale?

Ecco perché, a seguito del provvedimento anti-Huawei, le società americane non potranno utilizzare apparati di telecomunicazione prodotti da aziende straniere.

Trump firma decreto anti-Huawei: guerra commerciale o sicurezza nazionale?

Non solo dazi nella guerra commerciale tra Usa e Cina. Donald Trump ha firmato un provvedimento, già ribattezzato decreto anti-Huawei – per impedire alle società americane di utilizzare apparati di telecomunicazione prodotti da aziende straniere che possano rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale.

Una decisione chiaramente contro Pechino, sospettata dagli Stati uniti di spiare governi e società occidentali proprio attraverso i sistemi Tlc non solo di Huawei ma anche di Zte.

Trump e il decreto anti-Huawei

Il provvedimento, che entrerà in vigore non prima di sei mesi, si inserisce nel più ampio e complicato contesto della guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina. Ma il governo statunitense smentisce e spiega la decisione con ragioni di sicurezza nazionale.

Non a caso, il ministro del Commercio statunitense, Wilbur Ross, ha dichiarato che l’atto firmato da Trump

“impedirà che la tecnologia americana venga utilizzata da entità straniere in un modo tale da minare la sicurezza nazionale Usa o gli interessi di politica estera”.

Restrizioni a grandi società cinesi che operano nelle telecomunicazioni sono state già applicate, tra l’altro, proprio la settimana scorsa dalla Federal Communications Commissione che non ha concesso l’autorizzazione a China Mobile a operare sul mercato americano.

La replica di Huawei

Huawei, da parte sua, ha sempre negato ogni coinvolgimento in eventuali attività di spionaggio e non solo ha definito “irragionevoli” le restrizione decise dal governo americano, ma ha anche sollevato questioni legali.

“Limitare la possibilità di Huawei di fare business negli Usa non solo non renderà gli Usa più sicuri o più forti ma contribuirà a rendere inferiori e più costose le alternative per gli Usa, lasciando in ritardo il Paese nella distribuzione del 5G. Inoltre restrizioni irragionevoli violano i diritti Huawei e sollevano altre questioni legali”

ha scritto in una nota il colosso cinese fondato da Ren Zhengfei.

Intanto, i maggiori gruppi TLC statunitensi hanno già provveduto a limitare le forniture con Huawei, finita nella lista nera degli Usa insieme alle sue 70 affiliate.
Problemi potrebbero registrarsi invece sul fronte delle aziende più piccole che operano nel settore delle telecomunicazioni che di solito si affidato agli apparati delle aziende incriminate per ragioni di convenienza economica.

Le prossime mosse di Trump

Nuove tensioni dunque agitano i mercati. Dopo l’aumento dei dazi sui prodotti cinesi e la firma del decreto anti-Huawei, la guerra commerciale Usa-Cina potrebbe riservare nuovi colpi di scena.

In questo scenario, arriva però una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo: Trump sarebbe pronto a rinviare di sei mesi l’introduzione di nuove tariffe fino al 25% sulle auto e sulla componentistica prodotte in Europa e Giappone.

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