Trovato un pesticida che fa male a neonati e bambini: stop negli USA

Giorgia Bonamoneta

23 Agosto 2021 - 23:59

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L’EPA blocca l’utilizzo sugli alimenti di un pesticida collegato a danni sulla salute dei più piccoli. L’amministrazione Biden si concentra sull’ambiente e ferma la produzione di clorpirifos.

Trovato un pesticida che fa male a neonati e bambini: stop negli USA

L’EPA (Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente) presenterà un documento per bloccare l’uso massiccio di un pesticida. Il clorpirifos (chlorpyrifos) è un pesticida usato per uccidere parassiti come insetti e vermi, ma che allo stesso tempo è la causa di intossicazioni e problemi di salute nei soggetti più giovani.

Ad annunciare la presa di posizione, lo scorso 18 agosto, è stato il Presidente Joe Biden, che ha voluto rilanciare un’iniziativa portata avanti già da Barack Obama contro determinati pesticidi, tra cui il clorpirifos.

A festeggiare non sono solo le associazioni degli agricoltori, che finalmente potranno vivere senza l’ansia di intossicare se stessi e i loro figli, ma anche l’Agenzia per la protezione dell’ambiente che da anni chiedeva il ritiro di questo prodotto.

Che cos’è il clorpirifos e perché è tanto pericoloso?

Il clorpirifos è un pesticida contro gli insetti introdotto per la prima volta sul mercato nel 1965 dalla multinazionale Dow Chemical Company. Da allora è usato su larga scala nella produzione di frutta e verdura, per scacciare gli insetti appunto, ma fin da subito c’erano stati dei reclami. Nel corso del tempo questi sono diventati denunce e petizioni per abolirlo.

Il clorpirifos è molto pericoloso. È tra le sostanze che all’anno generano maggiori intossicazioni e possono, nel lungo periodo, essere la causa di alcune patologie invadenti come parkinson e deficit cognitivi. Tra i sintomi ipersalivazione, lacrimazione, diarrea, aumento della minzione, vomito, broncospasmo, bradicardia e miosi (diminuzione del diametro della pupilla).

Cosa ha deciso l’amministrazione Biden?

Dopo anni di tentennamenti, la decisione di bloccare l’uso del clorpirifos sugli alimenti (mais, soia, mele, broccoli, asparagi e altri prodotti) è finalmente arrivata.

Già l’amministrazione Obama nel 2015 aveva iniziato il processo di revoca del pesticida, ma i tempi avevano permesso che la data di inizio di revoca spassasse sotto l’amministrazione Trump che nel 2020 ha ignorato gli studi e le prove scientifiche e aveva reso vana la petizione.

Finalmente però, dopo anni di battaglie legali, l’EPA ha potuto dichiarare, in collaborazione con l’attuale presidenza, la fine della vendita per uso alimentare. Resterà invece valido l’utilizzo a scopo non alimentari per trattare campi erbosi, come quelli da golf, i pali della luce e le recisioni contro scarafaggi e formiche.

I danni sulla salute dei bambini: gli risultati di EPA

Come abbiamo detto, erano anni che si studiavano gli effetti negativi del pesticida sulla salute, in particolare su quella dei più piccoli e delle donne incita. Alcuni studi hanno collegato la presenza e l’uso di clorpirifos alle nascite premature, a un ridotto volume celebrare e altri problemi dello sviluppo.

Oggi l’EPA sta compiendo un passo in ritardo per proteggere la salute pubblica”, ha riferito il capo dell’agenzia stessa, Michael S. Regan. Ha aggiunto sulla decisione dello stop che questa “contribuirà a garantire che i bambini, i lavoratori agricoli e tutte le persone siano protetti dalle conseguenze potenzialmente pericolose di questo pesticida”.

Perché il passo indietro di Donald Trump nel 2020?

Un passo in ritardo ha detto Michael S. Regan, ma che è arrivato dopo una lunga battaglia con i legali dell’ex presidente Donald Trump che facevano gli interessi di una parte degli agricoltori e delle aziende che producevano pesticidi simili.

Le aziende che producono pesticidi e gli imprenditori agricoli avevano tutto l’interesse di bloccare la petizione per la fine della produzione, così come Trump (dopo aver ricevuto un milione di dollari per la propria campagna elettorale da parte della Dow Chemical Company) aveva un interesse politico a permetterne la vendita.

La decisione presa in questi giorni permetterà per altri 6 mesi di produzione per uso alimentare, dopo questo periodo sarà però vietato su tutto il territorio americano. Alcuni stati hanno già impedito la vendita e l’uso con largo anticipo.

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