Trasformazione digitale, quale impatto sull’economia e sul mondo del lavoro?

La trasformazione digitale è ormai un processo inevitabile, ma qual è il suo impatto sull’economia e sul mondo del lavoro e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Trasformazione digitale, quale impatto sull'economia e sul mondo del lavoro?

Negli ultimi mesi il processo di digitalizzazione e tecnologizzazione del nostro Paese ha dovuto subire un obbligato quanto necessario processo di accelerazione, forzato anche dalle nuove necessità dovute all’emergenza sanitaria, ma già a partire dagli anni ‘90 l’avvento di internet e della tecnologia ha dato il via ad un inarrestabile cambiamento che ha stravolto, oltre alla quotidianità, anche il modo di lavorare e fare impresa.

Il processo di digitalizzazione avvenuto in questi mesi deve tuttavia essere affiancato anche da una formazione che permetta di rendere le competenze digitale appannaggio di tutti, poiché vi saranno anche delle ripercussioni nell’ambito del risparmio e degli investimenti.

Ormai è inevitabile che la trasformazione digitale stia correndo, soprattutto in Oriente, dove trova la sua massima espressione in Cina. Sebbene il nostro Paese non sia esattamente al passo con le altre super potenze mondiali, l’emergenza sanitaria potrebbe dare il via ad un veloce processo di digitalizzazione. Sono questi i temi trattati nel corso della seconda conferenza della Family Economy Week.

I trend del settore digitale

Allo stato attuale, secondo quanto riportato da varie ricerche, sono state evidenziate tre principali tendenze, spiega la professoressa Annamaria Lusardi, direttore del Comitato EduFin. La prima concerne la fragilità finanziaria ormai diventata un vero e proprio problema strutturale aggravato ulteriormente dall’emergenza sanitaria, che ha portato diverse famiglie sul lastrico. Inoltre, continua la professoressa, nel nostro Paese si continua a registrare un basso tasso di conoscenze finanziarie, che vanno a discapito di una resilienza finanziaria: “ovvero chi sa, sa anche come difendersi al meglio economicamente rispetto a questa pandemia. Per questo continuiamo a ribadire quanto sia importante lavorare per accrescere l’educazione finanziaria”.

Anche nel mondo digitale, negli ultimi anni, si sono resi sempre più evidenti alcuni specifici trend, spiega David Older di Carmignac, che è riuscito a individuarne quattro:

  • L’e-commerce, che nel corso dell’ultimo decennio ha cambiato completamente le modalità di acquisto di persone e che ha visto un vero e proprio boom nella fase pandemica;
  • Il social commerce;
  • Lo sviluppo dei pagamenti digitali, che hanno portato ad una riduzione dell’uso del contante;
  • I big data, informazioni preziosissime in grado di migliorare la relazione tra aziende e clienti.

Il ruolo della tecnologia nel mondo del lavoro

La tecnologia sta avendo un notevole impatto anche sul modo del lavoro, spiega Luisella Giani di Oraclem, in cui si sta assistendo ad una “fortissima accelerazione della digitalizzazione e di trend già esistenti. Il lavoro a distanza ha colto molti impreparati, sia le aziende sia le famiglie. Ovviamente c’è ora un cambio di approccio da parte delle imprese”.

È dunque ipotizzabile che in futuro lo smart working possa essere una scelta sempre più disponibile tra i benefit dei lavoratori. Un ulteriore trend mostra inoltre una vasta preferenza per l’interazione con i chatbot, rispetto a quella con le altre persone. Giani ricorda “come la pandemia abbia messo in risalto l’importanza dell’apprendimento continuo, proprio per essere competitivi in ottica futura e non farsi cogliere impreparati dai cambi di scenario”. All’interno di quest’ottica la trasparenza assume un ruolo fondamentale, precisa Paolo Sirone di Ib, se si vogliono ottenere dei risultati eccellenti:

“Bisogna capire come favorire a livello di legge questa trasformazione. Guardando anche al modello cinese, ma ovviamente mutuandolo su quello che è il contesto europeo. L’Italia non fa sistema come altri Paesi, per farlo serve trasparenza. Che è un principio fondante di molte regolamentazioni europee. La trasparenza è poi anche un valore fondamentale per la sostenibilità a lungo termine dei programmi digitali. Per questo è importante darle il giusto rilievo”.

Tutti gli operatori sono quindi chiamati ad una call to action che abbia come obiettivo quello di favorire la rivoluzione digitale che avrà degli effetti a medio-lungo periodo molto forti”, aggiunge Rosario Cerra, presidente del Centro Economia Digitale. Sebbene la trasformazione digitale sia un processo inevitabile anche nel settore finanziario, come dimostra lo sviluppo del fintech degli ultimi anni, è necessario continuare ad avere una “guida come può essere un consulente finanziario. Il digitale è ottimo, ma è importante essere affiancati da un professionista, precisa Matteo Astolfi, managing director financial intermediaries di Capital Group.

Cosa aspettarsi per il futuro?

Sicuramente la tecnologia continuerà a progredire a passi da gigante come dimostra anche l’intelligenza artificiale, che “si propone di far fare alle macchine cose intelligenti. E lo fa dandogli gli elementi per poter eseguire al meglio determinati task”, spiega Piero Poccianti, presidente dell’AI*IA, tuttavia è necessario comprendere il contesto e cosa si vuole ottenere, al fine di evitare degli effetti dannosi per tutti.

Segnali di speranza arrivano anche da Maurizio Bernardo, presidente di AssoFintech, che al termine della tavola rotonda ha precisato che l’Italia non è impreparata, ma anzi sta lavorando a pieno regime per essere realmente competitiva, ad esempio nei pagamenti digitali, aggiunge Elena Lavezzi, Head of Southern Europe Market di Revolut.

In collaborazione con Fidelity International

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories