Tiffany & Co., il futuro è «triste». LVMH si ritira dall’offerta con una causa

Il gigante del lusso LVMH si ritira dall’accordo di acquisizione di Tiffany & Co. e intenta una causa. Le prospettive per il brand di gioielleria statunitense sarebbero «tristi».

Tiffany & Co., il futuro è «triste». LVMH si ritira dall'offerta con una causa

Le prospettive per il noto marchio di gioielleria di lusso sarebbero «tristi», come dichiarato da LVMH (MC), che ha intentato una causa giudiziaria ai fini di annullare l’accordo che l’avrebbe visto acquisire Tiffany & Co. (TIF).

Stando alle dichiarazioni del colosso del luxury, la società statunitense avrebbe delle prospettive assai ridimensionate per effetto della pandemia da coronavirus, tanto da decidere di volersi ritirare dall’offerta.

LVMH non ci sta, si ritira dall’offerta per Tiffany & Co.

LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton ha citato in giudizio Tiffany & Co. nell’ambito del tanto discusso accordo di fusione, affermando che l’attività di gioielleria statunitense è stata danneggiata così profondamente durante la pandemia che l’accordo di acquisizione sarebbe da ritenersi invalidato.

La causa, intentata nella serata di lunedì presso la Chancery Court nel Delaware, si contrappone alla causa che Tiffany ha presentato questo mese contro LVMH dopo che il conglomerato francese - proprietario di Louis Vuitton, Dior e molti di altri marchi di lusso - ha dichiarato di voler rinunciare alla sua acquisizione per un valore di 16 miliardi di dollari.

All’interno della causa di LVMH si afferma che la società Tiffany non è stata gestita in maniera appropriata durante la pandemia e che è particolarmente vulnerabile ai venti contrari che con ogni probabilità si imbatteranno sull’industria negli anni a venire. Tiffany ha subito un «sostanziale cambiamento negativo» all’interno della sua attività, afferma LVMH, innescando uno scostamento rispetto agli accordi di fusione che consentirebbe all’acquirente di ritirarsi.

Al momento nessun commento da parte di Tiffany & Co..

Guai in vista per Tiffany

Nella causa si afferma che la dipendenza di Tiffany dal mercato statunitense e dal traffico pedonale nei centri commerciali comporta un peggioramento nelle prospettive del brand.

«Gli effetti negativi della pandemia per l’industria del lusso e per Tiffany in particolare persisteranno fino al 2021 come minimo», afferma LVMH nel documento. «Tiffany è particolarmente inadatta verso le sfide future».

Per sfuggire a un contratto di acquisizione, la società compratrice deve affrontare l’onere di dimostrare che le prestazioni della società da acquisire siano state insolitamente negative rispetto a quelle delle altre aziende dello stesso settore.

Inoltre, all’interno della causa LVMH ribadisce che gli sia stato legalmente vietato di completare l’accordo attraverso una lettera inviata dal ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, secondo cui LVMH «dovrebbe» ritardare l’acquisizione di Tiffany all’inizio di gennaio, più di un mese dopo la scadenza per la chiusura della trattativa.

«’Dovrebbe’ è la traduzione di ’il conviendrait’, usata nella lettera originale in francese, che si intende avere un significato obbligatorio (educato) secondo la legge francese», specifica LVMH.

Prima che Le Drian inviasse la sua lettera, i rappresentanti di LVMH avevano chiesto aiuto al ministro delle finanze francese per annullare l’accordo per rilevare Tiffany.

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