Tesla perde la carica: crollo in borsa

Il titolo quotato nel Nasdaq, venerdì ha ceduto un altro 4% raggiungendo il -42% dagli inizi del 2019. Si prospetta un possibile crollo?

Tesla perde la carica: crollo in borsa

L’azienda di Elon Musk è da giorni sotto i riflettori di Wall Street. Venerdì il titolo ha chiuso di nuovo in ribasso scendendo in un mese da quota $ 258 a $ 190. Se da un lato vi sono molte critiche da parte degli analisti, la società Tesla ha però ancora sostenitori che continuano a credere in una sua possibile ripresa nei prossimi giorni. Quali sono le possibili prospettive del titolo dopo questa settimana? Di seguito andremo ad evidenziare alcuni aspetti.

L’andamento degli ultimi mesi: l’analisi del -42%

A fine 2018 le azioni Tesla valevano 332 dollari e sembravano in una fase di piena crescita. Le notizie della produzione di nuovi modelli di auto e la creazione di nuovi stabilimenti, hanno spinto numerosi investitori a credere nella visione di Elon Musk. Un esempio è stato quello di Larry Ellison il patron di Oracle, il quale ha acquistato 3 milioni di dollari di azioni pari a 1,7% del capitale. Oggi anche se come dichiara Ellison, “crede ancora nel valore dell’azienda “, del suo investimento ha perso circa 420 milioni di dollari.
Un titolo che continua la sua discesa e che secondo gli analisti di Morgan Stanley potrebbe continuare fino al raggiungimento di 10 dollari e perdere il 95% del suo valore.

Le cause della crisi e di un possibile crollo

Il crollo in borsa ha avuto diverse cause, alcune di esse esposte con precisione dagli analisti di Wedbush i quali criticano una gestione dispersiva da parte di Musk.
Inoltre a contribuire alla perdita vi sono stati la chiusura di alcuni punti vendita, i rallentamenti nella produzione del Modello 3 e i dazi doganali imposti alla Cina, sul quale Elon Musk ha puntato moltissimi con la costruzione di un nuovo stabilimento finalizzato all’aumento della produzione.
A questo si aggiungono la necessità continua di finanziamenti e il problema perenne della liquidità.
Inoltre sulla società pesa anche la concorrenza da parte delle altre case automobilistiche sul settore dell’elettrico puro, ormai allargato non solo ai marchi Nissan e Renault, ma anche Bmw, Honda, Kya e Hyunday.

Le possibilità di ripresa e un’attenta gestione della spesa

Ma anche se le prospettive sono in rosso la situazione non sembra preoccupare Elon Musk che in settimana ha scritto un’email ai suoi dipendenti, ribadendo come le prospettive di crescita per il Modello 3 sono in netto aumento e che la società si avvia verso un record di consegne raggiungendo quota 50.000 nuovi ordini nel trimestre.
Inoltre per risolvere il problema di liquidità, il fondatore ha effettuato una vendita di 175 mila azioni privilegiate che ha portato nelle casse atri 35 milioni di dollari.
Rimangono comunque una diminuzione degli ordini e i pagamenti dei finanziamenti che sono pesanti e hanno spinto lo stesso Musk ha dichiarare “che sarebbe salutare una dieta spartana”.

La visione degli analisti e dei trader

Vi sono però analisti che continuano a credere nella forza del titolo. In un’intervista alla CNBC, Tasha Keeney appartenente all’Ark Invest, società che detiene importanti investimenti in Tesla, ha ribadito che Wall Street “sta fraintendendo la storia di Tesla e il potenziale di Musk. I suoi successi sono ampiamente riconosciuti”. L’analista ha inoltre sottolineato che “Ark Invest crede talmente in Tesla che ha preventivato il raggiungimento di quota 560 $ nei prossimi cinque anni”.

Una visione completamente differente rispetto a quella di quanto previsto da Morgan Stanley e dai consulenti di Wedbush. Al di la delle previsioni e delle prospettive future, il titolo Tesla continua a essere sotto gli occhi dei trader.

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