Da almeno un paio di settimane le valute esotiche sono molto acquistate, grazie alle attese di un nuovo rinvio della stretta sui tassi Usa. Sugli scudi le monete asiatiche
Secondo quanto emerso sia dai verbali dell’ultima riunione della FED (le cosiddette “minute”) sia dalla recente pubblicazione del Beige Book, l’avvio del ciclo di rialzo dei tassi di interesse negli Usa potrebbe essere rimandato (probabilmente al primo trimestre del 2016). La FED ha ribadito più volte di temere uno shock sui mercati emergenti, ma ha anche sottolineato come la frenata economica della Cina e la forza del dollaro americano richiedano un’attenta analisi prima di procedere con la stretta sui tassi. Insomma l’istituto monetario di Washington ha deciso di rinviare ancora l’aumento del costo del denaro, che ormai non viene incrementato da metà 2006.
Le aspettative dei mercati relative all’aumento dei tassi Usa solo a partire dal 2016 stanno scatenando le speculazioni finanziarie sulle valute dei paesi emergenti, che avevano sofferto molto negli ultimi mesi proprio in vista di un imminente rialzo del costo del denaro in America. Il boom di acquisti su queste valute esotiche è stato favorito anche dalla pubblicazione di un articolo sul Wall Street Journal da parte di Jon E. Hilsenrath, chief economics correspondent per il noto quotidiano di Washington, uno dei giornalisti più ascoltati dagli investitori internazionali.
L’esperto ritiene che la stretta sui tassi Usa è ormai da escludere durante il meeting della FED di fine mese, mentre a dicembre appare quasi improbabile anche a causa del ritmo di crescita economica degli Stati Uniti ancora troppo modesto. In questo contesto si è scatenato una sorta di “panic buying” sulle valute emergenti, in particolare sulle monete del Sud-Est asiatico (ringgit malese, won sudcoreano e rupia indonesiana su tutte). Il cambio USD/MYR, che era salito fino a 4,48 a fine settembre ai top dal 1997, è crollato sotto 4,10 per un deprezzamento del 9%.
Il cambio USD/KRW è in caduta libera da inizio mese: la valuta di Seul ha guadagnato il 7% circa in un paio di settimane, salendo sui massimi a tre mesi sul biglietto verde (registrando tra l’altro anche il miglior guadagno degli ultimi 4 anni). Il cambio USD/IDR è invece passato dai massimi storici di 14.855 di fine settembre a 13.140, per un calo del 13%. Forti acquisti, poi, su rublo russo, peso messicano, rand sudafricano, dollaro di Singapore e lira turca, anche se gli specialisti del forex ritengono si tratti solo di un rimbalzo tecnico.
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