Quali tasse si pagano sul conto corrente?

Ci sono delle tasse che devono essere pagate una volta che si apre un conto corrente? Si, vediamo quali sono.

Quali tasse si pagano sul conto corrente?

Prima di aprire un conto corrente bisogna fare qualche valutazione per capire se questa scelta può essere conveniente o meno.

Questo proprio perché oltre ai costi per l’apertura e la gestione del conto bisogna considerare anche le imposte che devono essere versate per questo strumento bancario.

Esistono due tipi di imposte in Italia che tutti i titolari di un conto corrente sono costretti a versare, ma ci sono dei casi in cui è prevista l’esenzione. Vediamo quindi quali sono i tributi che si devono versare quando si decide di aprire un conto corrente e quali soggetti sono esonerati dal pagamento.

L’imposta di bollo sui conti corrente

Tutti i titolari di conto corrente, che siano essi persone fisiche o altri tipi di soggetti, sono tenuti a versare l’imposta di bollo.

Questa tassa, entrata in vigore nel 2012, ha subito poi diverse modifiche nel corso degli anni soprattutto nel campo dei prodotti finanziari e nello specifico dei conti corrente, dei conti deposito e dei conti carta.

Proprio per questo motivo l’Amministrazione finanziaria con le circolari n. 48 del 21 dicembre 2012 e n. 15 del 10 maggio 2013 ha fornito dei chiarimenti sulle nuove modalità di applicazione dell’imposta di bollo a seguito delle richieste degli intermediari finanziari.

Nel caso di estratti di conto corrente bancario o postale, di rendiconti e di libretti di risparmio bancari e postali, l’imposta si applicherà nelle seguenti misure:

  • 34,20 euro per le persone fisiche;
  • 100,00 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

La tassa si applica al momento dell’emissione dell’estratto conto o del rendiconto ed è relativa al periodo rendicontato anche in caso di apertura e chiusura in corso d’anno.

Nel caso di assenza di rendiconto nell’anno, l’imposta è applicata al 31 dicembre di ciascun anno. Inoltre se un soggetto intrattiene più rapporti di conto corrente e risulta intestatario di più libretti di risparmio, l’imposta annua deve essere versata per ciascun rapporto.

L’attuale normativa prevede dei casi di esenzione; infatti bisogna ricordare che quando il valore medio di giacenza di un cliente - inteso come persona fisica - non è superiore a 5.000 euro non è necessario versare l’imposta di bollo.

La ritenuta fiscale sul conto corrente

Nel caso in cui si dovessero maturare degli interessi attivi sulle somme depositate sul conto corrente è necessario pagare una ritenuta fiscale del 26%.

Gli interessi attivi sono quelli che la banca riconosce ai propri clienti per il deposito di un certo capitale che può essere utilizzato per le operazioni finanziarie.

Per calcolare gli interessi sul conto corrente, e di conseguenza anche la ritenuta fiscale, basta applicare la seguente formula:

Interesse=(Capitale depositato * tasso di interesse annuo * tempo)/36500

Il risultato riporterà gli interessi lordi, ai quali bisogna quindi detrarre le spese sostenute per il conto corrente e la ritenuta fiscale.

Per ulteriori informazioni i lettori possono leggere anche Come aprire un conto corrente: requisiti, documenti e quale conviene.

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