Tassazione regime forfettario 2018

Come funziona la tassazione del regime forfettario 2018?

Tassazione regime forfettario 2018

Attualmente il regime forfettario è l’unico che consente ai contribuenti che intendono avviare un’attività di impresa o di lavoro autonomo di fruire di una tassazione di vantaggio.

In realtà è ancora possibile usufruire del “vecchio” regime dei minimi, ma si tratta di una possibilità residuale per i contribuenti che hanno aperto partita IVA negli anni precedenti (e lo sarà fino al 35° anno di età di questi soggetti ovvero fino al quinto periodo d’imposta consecutivo).

In questo intervento cerchiamo di comprendere come funziona la tassazione nel regime forfettario. Si considerino subito due aspetti: i contribuenti forfettari pagano solo un’imposta sostitutiva - in luogo di Irpef, addizionali e Irap - con due diverse aliquote: 5% (startup) oppure 15% (attività già in essere). La base imponibile è rappresentata dal fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività attribuito dalla legge al codice Ateco considerato. Ciò a patto di rispettare una serie di requisiti, a partire dal un volume di fatturato non superiore a determinati importi.

Per poter calcolare il limite di fatturato per poter aprire una partita Iva in regime forfettario o per poter verificare il possesso dei requisiti per la permanenza bisognerà prendere come riferimento il codice ATECO dell’attività esercitata.

Per poter aprire una partita Iva beneficiando del regime a tassazione agevolata sul reddito forfettario, l’unica agevolazione prevista oggi per chi ha una piccola attività o per chi vuole avviare una nuova impresa, bisognerà rispettare una serie di requisiti, tra cui quello di non superare il limite di fatturato e di ricavi compreso nel range tra i 25.000 euro e i 50.000 euro.

Limiti di fatturato e ricavi regime forfettario

Per poter rientrare o permanere nel regime forfettario bisognerà considerare i limiti di ricavi e fatturato previsti nella tabella dei codici ATECO relativi alle diverse attività svolte (nella tabella è contenuto anche il coefficiente di redditività per il calcolo del reddito forfettario imponibile):

Settore economicoradice codice ATECOCoefficiente redditivitàLimite ricavi\fatturato
Industrie alimentari e delle bevande (10 - 11) 40% 45.000 euro
Commercio all’ingrosso e al dettaglio [45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9] 40% 50.000 euro
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40% 40.000 euro
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 - 47.8 54% 30.000 euro
Costruzioni e attività immobiliari 41 - 42 - 43 - (68) 86% 25.000 euro
Intermediari del commercio 46.1 62% 25.000 euro
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 55 - 56 40% 50.000 euro
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 -73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88) 78% 30.000 euro
Altre attività economiche (da 01 a 03 a 05 a 09), (da 12 a 33, da 35 a 39), (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99) 67% 30.000 euro

Per i contribuenti che esercitano più attività si ricorda che ai fini del calcolo dei limiti per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario bisognerà considerare il limite più alto tra quelli fissati per ciascuna attività.

Regime forfettario: tassazione e regole per la verifica dei ricavi

In merito alle regole e alle istruzioni per la verifica dei ricavi per le partite Iva in regime forfettario è necessario tener presente quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con la nota circolare 10/E/2016.

Oltre al limite di fatturato diversificato in base all’attività svolta, ai fini della verifica dell’eventuale superamento del limite bisognerà tener conto del regime contabile applicato nell’anno di riferimento.

Quindi per chi ha operato in regime di contabilità ordinaria il calcolo dell’ammontare dei ricavi dovrà essere effettuato applicando il criterio di competenza mentre per le partite Iva già in regime forfettario bisognerà utilizzare il criterio di cassa così come per i semplificati.

Tassazione regime forfettario e ragguaglio di ricavi e compensi per chi apre una partita Iva durante l’anno

Tra i dubbi di molti contribuenti vi sono le regole circa le modalità di calcolo di ricavi e compensi per chi apre una partita Iva nel corso dell’anno.

Il limite da tener a riferimento e riportato nella tabella con i codici ATECO sopra riportata considera come periodo temporale di riferimento l’anno.

Per chi aderisce al regime forfettario nel corso dell’anno i ricavi e i compensi dovranno essere ragguagliati ad anno, il che sta a significare in pratica che il limite da rispettare dovrà essere riproporzionato sulla base del periodo d’esercizio dell’attività.

Per cercare di capire come fare il calcolo prendiamo, come esempio, il caso di una partita Iva in regime forfettario relativa ad un attività di commercio all’ingrosso a al dettaglio, per la quale il limite di ricavi e compensi è fissato a 50.000 euro.

Il nostro contribuente, il signor Rossi, ha avviato la sua attività il 1° luglio 2017 e, per stabilire se anche nel 2018 rispetterà il requisito del fatturato per permanere nel regime forfettario, il limite di 50.000 euro dovrà essere suddiviso su base mensile e di seguito moltiplicato per il numero di mesi di esercizio.

In questo caso bisognerà quindi procedere in questo modo:

  • (50.000 euro/12)*6

Il calcolo nel caso portato di seguito è facile a farsi, perché il limite di 50.000 euro viene di fatto dimezzato a 25.000 euro.

Calcolo limiti di fatturato a giorni

Per fornire un ulteriore esempio di calcolo ragguagliato del limite di reddito ai fini della permanenza e\o ingresso nel regime forfettario vediamo il caso del sign. Bianchi, commerciante ambulante di alimenti e bevande.

In questo caso l’attività è stata avviata il 15 ottobre 2017 e alla fine dell’anno ha fruttato ricavi pari a 15.000 euro.

Per poter calcolare se siano stati o meno superati i limiti di ricavi e fatturato per la permanenza nel regime forfettario bisognerà considerare oltre all’importo stabilito per tali attività, pari a 40.000 euro, anche i giorni lavorati nell’anno.

In sostanza, il calcolo da effettuare è il seguente:

  • (40.000/365)*77 (giorni lavorati) = 8.438,36

Avendo superato di gran lunga il limite di ricavi previsti il sign. Bianchi non potrà continuare ad applicare nel 2018 il regime forfettario ma potrà sicuramente rallegrarsi: significa che la sua attività sta andando più che bene.

Per conoscere tutte le regole e i requisiti per rientrare nel regime forfettario per le partite Iva nel 2018 consulta la guida con tutte le istruzioni su come funziona.

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