Tassa sugli extraprofitti: chi la dovrà pagare?

Chiara Esposito

20 Marzo 2022 - 20:09

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Si accende il dibattito sulle aziende chiamate a sostenere l’una tantum decisa dal Governo. Eni ed Enel al centro, possibili esoneri per Snam, Terna e Italgas.

Tassa sugli extraprofitti: chi la dovrà pagare?

La decisione del governo Draghi d’introdurre la tassa sugli extraprofitti per il settore energetico porta con sé le prime polemiche ma anche e soprattutto le speculazioni su quali saranno le aziende, i produttori e i rivenditori che l’esecutivo ha deciso di tassare.

Quelli che il premier ha definito «profitti straordinari» vedono infatti il no di Confindustria che boccia sonoramente le misure del governo definendole «deludenti» e ipotizzandone anche l’«anticostituzionalità», sebbene ancora tutta da verificare visto che si tratta pur sempre di una bozza.

A ogni modo, è bene conoscere anzitutto il contenuto del possibile testo del decreto legge che definisce i modi e i tempi di questo «prelievo straordinario».

Sappiamo che la manovra punta a far fronte ai rincari delle bollette della luce e del gas così come al prezzo dei carburanti dal benzinaio, ma veniamo ai nomi degli attori coinvolti. Ecco quindi le aziende che, stando alle prime indiscrezioni, potrebbero rientrare con maggior probabilità nelle maglie della tassazione e quelle che invece non saranno interessate da questa misura.

Extra profitto: cos’è e a cosa serve

La bozza del decreto legge comprende 38 articoli e definisce il «prelievo straordinario» come una tassa del 10% che verrà applicata sull’extra profitto (soltanto se superiore a 5 milioni) incassato da produttori e rivenditori di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi.

L’extra profitto si calcola infatti tramite la differenza tra le «operazioni attive e passive al netto dell’Iva» fatturate dagli operatori tra il primo ottobre 2021 e il 31 marzo 2022 rispetto allo stesso periodo a cavallo tra 2020 e 2021. Questo nodo è e sarà importante per capire chi rientrerà nel giro.

L’obiettivo finale, in ogni caso, è quello di distribuire i soldi che arriveranno da questo contributo privato alle famiglie e alle imprese che oggi si trovano in difficoltà a causa della crisi del settore energetico.

La stima e l’aspirazione attuale dello Stato è incassare 4 miliardi. Le imprese interessate da questo provvedimento però sono pronte a invocare il tema retroattività per proteggere i loro interessi.

Si attendono notizie da Eni ed Enel

Per ovvie ragioni tutti gli occhi sono puntati su Eni ed Enel nonostante entrambi i gruppi, seppur contattati da IlSole24Ore, non siano ancora riusciti a fornire informazioni puntuali in materia.

Il motivo principale è che la norma è ancora in bozza e, come tale, va compresa e interpretata. Arriva però una dichiarazione non da poco.

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ci tiene a sottolineare che:

«Non ci sono pressioni e interferenze di alcun tipo da parte del Governo italiano».

Chi è dentro e chi è fuori

Saranno molte le aziende coinvolte nel provvedimento passato venerdì in Consiglio dei ministri ma, stando all’articolo 37 della bozza, già si possono ipotizzare i nomi dei pochi esonerati.

Se infatti il prelievo straordinario coinvolgerà tutti i componenti della filiera energetica, i soggetti regolati che si occupano solo del trasporto e della distribuzione di energia elettrica e di gas non dovrebbero rientrare nel cerchio. Se questo sarà vero Snam, Terna e Italgas saranno escluse.

Dentro invece produttori, rivenditori e importatori della filiera dell’energia elettrica e del gas con produttori di metano ed estrattori di gas naturale ma anche industrie del panorama petrolifero, anche qui produttori, distributori e rivenditori.

Guardando alla modalità di calcolo, risulta però compresso calcolare il saldo tra le operazioni attive e passive per molte aziende. Tanti grandi nomi di società italiane sono infatti impegnate in molteplici campi.

Secondo le ricerche fino a ora condotte dal Sole24Ore, sono tutti da decidere i destini di Gas Plus, così come quelli dell’azienda petroliera Saras. Per il mondo dell’energia elettrica invece si guarda sia alle utility A2a, Iren, Hera e Acea, sia ai grandi gruppi produttori quali Edison, Erg, Falck Renewables.

Oltre all’una tantum infine dal 1° aprile verrà introdotto anche l’obbligo di comunicare mensilmente i prezzi medi di acquisto e vendita per maggiore trasparenza e chiarezza.

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