Tampone obbligatorio per viaggiare in Italia: quando e per chi

Fiammetta Rubini

26/04/2021

26/04/2021 - 13:29

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Chi deve fare il tampone se viaggia in Italia: ecco le nuove regole in vigore su test obbligatorio per gli spostamenti tra regioni o dall’estero.

Tampone obbligatorio per viaggiare in Italia: quando e per chi

Dal 26 aprile chi ha intenzione di fare un viaggio fuori regione per vacanza e senza comprovati motivi, ma lo spostamento avviene tra regioni di colore diverso (ad esempio tra zona arancione e gialla) dovrà partire munito di certificazione verde Covid-19. Tra i requisiti richiesti, l’essersi sottoposti a un tampone risultato negativo nelle 48 ore antecedenti il viaggio.

La nuova misura è prevista dal decreto-legge “riaperture” del 22 aprile 2021 e si aggiunge alle regole su tampone obbligatorio già in vigore fino al 30 aprile per chi entra/torna in Italia dall’estero.

Tampone per viaggiare in Italia: quando è obbligatorio

Dal 26 aprile al 31 luglio chi va in una regione gialla da una regione arancione o rossa (o viceversa) senza comprovati motivi di lavoro, necessità, salute o rientro al proprio domicilio/residenza deve essere minuto di certificazione verde Covid-19. Per gli spostamenti dovuti ai motivi sopracitati basterà invece avere la “solita” autocertificazione.

Se la persona che si sposta tra regioni non gialle o di colore diverso non ha ancora fatto il vaccino o non ha un certificato di guarigione dall’infezione nei 6 mesi precedenti, dovrà fare il tampone. O meglio, dovrà risultare negativo a un tampone rapido o molecolare effettuato entro le 48 ore precedenti il viaggio.

Il “pass verde” del tampone ha validità 48 ore e viene rilasciato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria pubblica o privata che ha effettuato il test, dalla farmacia o dal medico di famiglia.

Nel certificato verde Covid-19 di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo devono essere riportati i seguenti dati: nome e cognome, data di nascita, malattia o agente bersaglio Covid-19, tipo di test effettuato, nome del test, produttore del test, data e orario del test, del risultato, il nome del centro o della struttura in cui è stato effettuato il test, Stato membro, struttura che detiene il certificato e identificativo univoco del certificato.

Per chi falsifica il certificato del test si va sul penale: prevista la reclusione da 6 mesi a 6 anni.

Chi deve fare il tampone al rientro in Italia

Per quanto riguarda gli spostamenti in Italia dall’estero, ad oggi è previsto l’obbligo di tampone negativo (molecolare o antigenico) nelle 48 ore antecedenti l’arrivo, per chi viene in Italia da uno di questi Paesi dell’elenco C, anche in caso di soggiorno o transito nei 14 giorni precedenti: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

Tra le altre cose è obbligatorio compilare un’autodichiarazione e informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente.

Indipendentemente dall’esito del test, all’arrivo in Italia è prevista anche una quarantena di 5 giorni, al termine della quale bisogna fare un altro tampone molecolare o antigenico.

Anche all’arrivo in Italia dai Paesi dell’elenco D (Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia) e Paesi del resto del mondo a basso rischio epidemiologico dell’elenco E c’è l’obbligo di presentare certificato di tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia, oltre che di sottoporsi a quarantena di 10 giorni al termine della quale è obbligatorio fare un altro test. Se si è entrati in Italia prima del 18 aprile, il periodo di isolamento è di 14 giorni ma non è richiesto il secondo test.

Chi non deve fare il tampone

A condizione che non insorgano sintomi compatibili con Covid-19 e fermi restando gli obblighi di autodichiarazione, è esonerato dall’obbligo di tampone nelle 48 ore precedenti l’arrivo, dall’isolamento e dal secondo tampone:

a) l’equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) il personale viaggiante;
c) chi viene da San Marino o Città del Vaticano;
f) chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
g) chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
l) i lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
m) il personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
o) gli alunni e gli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

Devono fare il tampone nelle 48 ore precedenti l’arrivo ma non quarantena e secondo tampone:
il personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie
i funzionari e agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, funzionari e impiegati consolari, personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali, e delle Forze di Polizia, personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni.

I cittadini e i residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro oltre le 120 ore (in provenienza da Paesi in elenco D o E, tranne Brasile) devono sottoporsi comunque a un test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia, ma non sono soggetti all’isolamento di 10 giorni e successivo test.

Tuttavia, se nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia c’è stato un soggiorno o un transito dai Paesi dell’Elenco C, devono anche sottoporsi a una quarantena di 5 giorni e successivo test. Rimane, anche in questo caso, l’obbligo di compilare il formulario digitale di localizzazione o l’autodichiarazione.

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