Taglio bollette del 10% per le PMI: come funzionerà?

Entro fine mese sarà presentato il piano ufficiale del Mise che avrà l’obiettivo di tagliare le bollette delle PMI del 10% entro il 2015.

Il costo dell’energia è sicuramente un importante fattore di competitività per le aziende e la loro spesa per quanto riguarda l’energia elettrica rappresenta il 68% dei costi di approvvigionamento energetico delle imprese con almeno 20 addetti.

Queste spese pesano altresì per il 31% sul costo del lavoro. Nel periodo 2003-2011 l’incidenza della spesa energetica sul fatturato è cresciuta dal 2,3% del 2003 al 2,6% del 2011.

Questa premessa ci fa comprendere cosa possa significare una bolletta per un’azienda, ecco perché il Governo Renzi ha deciso di intervenire: entro fine mese, dopo le elezioni europee, sarà pronto il pacchetto «taglia bollette», che consentirà una riduzione delle bollette elettriche del 10% per le PMI entro il 2015.

Secondo il ministro Guidi l’intervento seguirà la seguente logica:

"togliere a chi ha avuto troppo, restituire a chi ha pagato di più, e in particolare eliminare le rendite, eliminare i sussidi incrociati ingiustificati, far funzionare la concorrenza e promuovere la legalità”.

Taglio bollette 10%: come funzionerà?

Cosa prevede il piano del Mise? Dal mese di giugno il piano verrà attuato con una ventina di misure, di cui godranno tutti i consumatori, anche se parte dei risparmi deriveranno dalla riduzione dei sussidi incrociati tra categorie di consumatori.

Come viene riportato dalle agenzie di stampa e i quotidiani dell’energia, tra le riduzioni anche:

  • riduzioni delle agevolazioni:
    - riduzione degli sconti alle Ferrovie;
    - addebito progressivo (si parte con il 10%) degli oneri di sistema anche a Riu, Seu, Seseu;
    - abolizione degli sconti agli ex dipendenti di aziende di distribuzione elettrica;
    - eliminazione delle agevolazioni per Vaticano e San Marino;
    - eliminazione dei contributi alle centrali a olio per le emergenze gas.
  • riduzione dei costi di sistema:
    - stretta sulla garanzia dei ricavi di Terna e sui costi per la remunerazione degli operatori di rete;
    - potenziamento delle reti;
    - introduzione di prezzi negativi sulla Borsa elettrica;
    - interventi contro l’abuso del potere di mercato, in particolare in Sicilia;
    - rafforzamento dei controlli sui beneficiari degli incentivi;
    addebito dei costi di funzionamento del Gse agli operatori che usufruiscono dei suoi servizi (principalmente i produttori da rinnovabili).

A ciò si aggiungo misure con effetti diretti sulle tariffe del gas.

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Argomenti:

Bollette PMI

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