Boom dei prezzi. Di questo aumenta la tua bolletta a febbraio

Ilena D’Errico

10 Febbraio 2026 - 20:23

Le bollette di febbraio potrebbero nascondere un’insidia. Nuovi aumenti nel gas, ecco perché.

Boom dei prezzi. Di questo aumenta la tua bolletta a febbraio

Cattive notizie per i consumatori. Un nuovo boom di prezzi ci attende pesando soprattutto sui consumi del gas. Da febbraio le bollette aumentano per tante famiglie italiane, colte di sorpresa visto che i listini internazionali sono tutto sommato stabili. Non è infatti nel costo del gas che troviamo un’impennata. Questa volta l’elevato aumento rispetto all’anno passato è dovuto a un insieme di fattori, ma anche per questo può più facilmente essere contenuto con qualche accorgimento.

Per riuscire a evitare, almeno parzialmente, gli aumenti in bolletta bisogna quindi prepararsi e cambiare approccio alle fatture. Bollette, contratti, termosifoni e contatore devono essere controllati minuziosamente per correggere eventuali anomalie finché si è in tempo. Soltanto così sarà possibile limitare la corsa dei prezzi durante quest’inverno.

Di quanto e perché aumentano le bollette del gas

Nonostante la scalata del gas sia stata riportata a un livello di controllo, questo inverno sarà ancora più caro dei precedenti. Il riscaldamento si appresta ad assumere un peso ulteriormente maggiore nelle spese di famiglie e aziende. Cominciando con le brutte notizie, c’è un importante fattore che non è controllabile da parte dei consumatori, ossia il fabbisogno energetico dell’abitazione. A tal proposito, i meteorologi fanno riferimento al grado giorno, un’unità di misura che indica proprio il fabbisogno energetico di un edificio per il riscaldamento. Semplicemente, i gradi giorno corrispondono alla differenza di temperatura tra quella ideale negli ambienti interni (intorno ai 20 °C) e quella esterna media.

La valutazione viene effettuata su un periodo annuale di riscaldamento, proprio per avere contezza delle differenze di consumo tra edifici a seconda della località in cui si trovano. Ecco, i gradi giorno sono aumentati esponenzialmente quest’anno rispetto ai precedenti, traducendosi in consumi volumetrici molto maggiori. Semplificando, le temperature sono grosso modo più basse rispetto al passato, quindi per riscaldare gli appartamenti (o qualsiasi altro immobile) serve una quantità maggiore di energia.

Insomma, quando i costi del gas si stabilizzano, ci pensa l’inverno gelido a compensare il rientro dei prezzi. Una beffa del destino, se proprio vogliamo, soprattutto per alcune famiglie italiane. Sebbene il problema sia diffuso in tutto il Belpaese, infatti, in alcune città il divario termico tra il 2025 e il 2026 è particolarmente accentuato. Pur con valori complessivi più contenuti, visto che si tratta di aree tendenzialmente più miti, in questi casi l’incremento proporzionale è davvero anomalo. Si passa da un aumento intorno all’11% per Milano e Torino, città fredde, al 14,9% di Roma e ancora al 16,6% di Genova, ma non è tutto. A Napoli l’incremento medio è addirittura del 35%.

Come fare per contenere le bollette?

Il freddo esterno non si può controllare e lo stesso vale per il fabbisogno interno, se non evitando la dispersione di calore della struttura e degli impianti. Nonostante ciò, i consumatori possono comunque sperare di migliorare la propria situazione, variando l’offerta o altrimenti direttamente il fornitore. A tal proposito, è bene controllare con grande attenzione bollette e contratto, verificando soprattutto che la spesa per ogni metro cubo di gas consumato (alla voce “smc”) rientri nella media, in base al Punto di scambio virtuale e al Title transfer facility, tenendo conto anche dei livelli fissati dall’Arera. In questo modo è possibile valutare con la chiarezza di punti di riferimento oggettivi l’efficienza della propria offerta energetica. Il controllo deve essere effettuato tenendo conto di tutti gli aspetti soggettivi, compresa la località geografica e le spese ulteriori rispetto alla sola materia prima. In questo periodo si tratta di una verifica ancora più importante da compiere alla luce del parziale rientro dei costi del gas, che non tutte le compagnie energetiche hanno assorbito.

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