TFR in azienda: in caso di fallimento da chi viene pagato?

Lorenzo Rubini

23 Agosto 2021 - 19:19

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Per i lavoratori del settore privato che hanno il TFR custodito in azienda cosa accade in caso di fallimento?

TFR in azienda: in caso di fallimento da chi viene pagato?

Sicuramente mai come in questo ultimo periodo il fallimento aziendale è di attualità e proprio per questo rappresenta una preoccupazione concreta per il dipendente che rischia il licenziamento. Oltre alla perdita dello stipendio, infatti, in caso di fallimento aziendale ci si deve preoccupare anche della liquidazione del TFR maturato. Se l’azienda dichiara fallimento, infatti, lo fa per mancanza di soldi e, quindi, difficilmente ci saranno fondi per pagare la buonuscita ai dipendenti. Ma cosa accade?

Rispondiamo alla domanda di un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve, da circa 12 anni, lavoro per un’azienda con circa 150 dipendenti. Da marzo l’azienda è in amministrazione straordinaria e prossimamente dichiarerà il fallimento. Perderò il TFR lasciato in azienda? Mi pagheranno lo stesso? Cosa dovrò fare per avere il mio TFR? Grazie per la risposta.”.

TFR azienda fallita

Anche se l’azienda fallisce il lavoratore dipendente licenziato ha diritto al suo TFR e a garanzia delle somme dovute esiste un fondo di salvaguardia dell’INPS che, con una semplice istanza, permette al dipendente di ottenere le somme avanzate.

I soldi, quindi, si ricevono comunque, anche se a pagare non è il datore di lavoro. Ma per ottenerli occorre avere pazienza poichè potrebbe volerci più tempo di quanto sperato. Il Fondo di Garanzia dell’INPS, infatti, riconosce ai lavoratori tutti il TFR ma per ottenere le somme spettanti è necessario seguire determinati passi.

Innanzitutto è necessario, dopo la dichiarazione del fallimento dell’azienda, presentare una richiesta di ammissione al passivo aziendale che deve essere inviata al Curatore fallimentare che ha nominato il tribunale. Per reperire il nominativo del Curatore Fallimentare basta consultare la sentenza di fallimento o richiederlo in tribunale.

Una volta inviata la richiesta di ammissione al passivo bisogna attendere l’udienza in cui il giudice accetta la lista dei creditori con decreto di accoglimento di cui, al lavoratore, servirà una copia autentica che andrà richiesta alla cancelleria del tribunale. A questo punto, con la copia del decreto, è possibile inviare apposita domanda di pagamento al Fondo di Garanzia dell’INPS.

Ovviamente tutta la procedura può essere eseguita in autonomia ma ci si può rivolgere anche ad un legale per avere la sua assistenza ed avere la certezza di compiere tutti i passi nel modo corretto.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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