Svimez: ecco perché l’economia del Sud è tornata a crescere dopo 7 anni

Antonio Atte

10 Novembre 2016 - 12:55

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Svimez: dopo 7 anni il Pil del Mezzogiorno è tornato a crescere (+1% nel 2015). Le ragioni della svolta, evidenziata anche dall’Istat.

La discesa economica del Mezzogiorno, durata sette anni consecutivi, si è ufficialmente fermata. E’ quanto evidenzia la Svimez nel suo ultimo rapporto sull’economia del Sud Italia.

Nello studio realizzato dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno si legge che nel 2015 il Pil del Sud è cresciuto dell’1%, recuperando in parte la flessione dell’1,2% registrata nell’anno precedente, con una crescita superiore di 0,3 punti percentuali a quella rilevata nel resto del Paese, +0,7%.

La Svimez ricorda inoltre che dal 2007 che in quest’area il prodotto interno lordo è calato del -12,3%, quasi il doppio della flessione registrata nel Centro-Nord (-7,1%).

Secondo l’Associazione, la performance dell’economia meridionale

“ha dei tratti di eccezionalità, avendo beneficiato di alcune condizioni peculiari, che sul piano tendenziale non è detto si ripetano. In particolare, l’annata agraria particolarmente favorevole e il turismo che ha beneficiato dell’esplodere della crisi che ancora sta travagliando la sponda Sud del Mediterraneo. Come nella crisi l’epicentro è stato il mercato del lavoro, così in questa circostanza è stata l’occupazione, con l’aumento dell’1,6 per cento, a risultare decisiva per la crescita del prodotto”.

Svimez: ecco le ragioni della ripresa del Sud

La Svimez spiega che la dinamica favorevole

“è stata in parte dovuta alla decontribuzione sulle nuove assunzioni a tutele crescenti, e in parte alla dinamica di alcuni settori – come l’agricoltura e il turismo, appunto – che spiegano anche l’incremento più intenso della componente a termine dell’occupazione”.

Ma il fattore decisivo è rappresentato dalla chiusura del ciclo di programmazione dei Fondi strutturali europei 2007- 2013, la quale

“ha portato a un’accelerazione nella spesa pubblica nella fattispecie di un sensibile incremento degli investimenti pubblici: la spesa europea ha continuato tuttavia ad avere forti caratteri di sostitutività, anche per il ricorso ai progetti ‘retrospettivi’ ai fini di una rendicontazione tutta tesa all’obiettivo del pieno assorbimento delle risorse comunitarie”.

Sud in crescita: i dati Istat di luglio

Il rapporto Svimez fa eco ai dati diffusi a luglio dall’Istat, il quale ha spiegato come nel 2015 il prodotto interno lordo italiano, a valori concatenati, abbia registrato un incremento in linea con quello nazionale nel Nord Est (+0,8%), più debole al Centro (+0,2%), e di poco superiore alla media nazionale sia nel Nord Ovest che nel Meridione (+1,0%).

Per il Sud - si legge sempre nel report di luglio dell’Istat - arrivano responsi confortanti anche sul fronte lavoro. A livello nazionale la percentuale di occupati cresce dello 0,6%. Mentre nelle regioni del Nord Ovest e del Centro l’incremento è dello 0,5% - e il Nord Est segna addirittura un calo dello 0,5% - le regioni del Sud Italia registrano la performance migliore, con un rialzo dell’1,5%.

Ma a cosa è dovuta questa inversione di tendenza? Come mai il Sud è tornato a crescere dopo ben 7 anni di caduta ininterrotta? Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo nell’economia del Meridione.

Istat, il Sud torna a crescere: ma l’anno scorso...

Appena un anno fa, il rapporto Svimez tracciò un quadro impietoso sulla situazione economica del Sud del Paese, spiegando come il divario di Pil pro capite tra Centro Nord e Sud nel 2014 - anno in cui quasi il 62% dei meridionali ha guadagnato meno di 12mila euro annui - fosse tornato ai livelli del 2000.

Stando sempre al rapporto Svimez, negli anni della crisi 2008-2014 il Sud ha perso circa il doppio (-13%) di quanto ha perso il Centro Nord (-7,4%), “con profonde difficoltà in Puglia (-12,6%), Sicilia (-13,7%), Campania (-14,4%)” e “una situazione ancora più negativa in Basilicata (-16,3%) e Molise (-22,8%)”.

Allarmante il confronto con la Grecia, rispetto alla quale il Sud è riuscito a fare anche peggio. Dal 2000 al 2013 - infatti - il Mezzogiorno è cresciuto del 13%, la metà del Paese di Tsipras, che ha segnato +24%.

E oggi è arrivata la tanto attesa inversione di tendenza segnalata dall’istituto nazionale di statistica. Quali sono le cause di questo nuovo trend?

Istat, il Sud torna a crescere: l’importanza del settore agricolo

La ripresa del Mezzogiorno - spiega l’Istat - ha risentito in positivo della considerevole crescita registrata dal valore aggiunto nel comparto agricolo (+7,3%), ma non solo. Buoni gli incrementi osservabili in altri settori come il commercio, i pubblici esercizi, i trasporti, le telecomunicazioni (+2,6%) e le costruzioni (+1,4%).

Quasi nulla, invece, la variazione per quanto riguarda l’industria. L’unico a presentare un calo è il settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (-0,6%).

Istat, il Sud torna a crescere: il futuro è l’agricoltura

Sarà quindi l’agricoltura a salvare l’economia del Sud e - più in generale - dell’Italia intera? Secondo un’indagine condotta nel dicembre 2015 da SWG per Pink Lady sembrerebbe proprio di sì.

Nel settore agricolo - storicamente caratterizzato da un ricambio generazionale particolarmente lento - gli occupati under 35 sono aumentati del 9%.

Si tratta per lo più di ragazzi di 25-30 anni provenienti dalle grandi città del Centro Sud e dalle Isole, in possesso di un titolo di studio elevato, come dimostra l’incremento delle iscrizioni alle facoltà di scienze agrarie, forestali e alimentari (+2,9% sul 2011/2012), ma anche agli istituti tecnici in agraria, agroalimentare e agroindustria (+25% negli ultimi tre anni).

Parliamo tuttavia di un settore ancora molto frammentato - l’80,7% delle aziende impiega meno di un dipendente - ma i dati recenti dimostrano che l’Italia (e il Sud specialmente) possono ripartire da lì.

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