Straordinari dipendenti pubblici: non sono obbligatori. Ecco cosa dice la Cassazione

Lo straordinario al lavoro è obbligatorio? Ecco cosa ha sancito la Cassazione in riferimento ad un caso di un dipendente comunale. Quando è ammesso lo straordinario?

Straordinari dipendenti pubblici? Non sono obbligatori. Con la sentenza n. 17582/2014 la Cassazione ha sancito la legittimità del rifiuto del dipendente pubblico a fermarsi oltre il proprio orario di lavoro, svolgendo turni straordinari.

Il caso specifico ha avuto come oggetto il caso di un dipendente comunale a cui è stata inflitta una sanzione disciplinare per non aver partecipato ad un Consiglio Comunale indetto di sera, quindi al di fuori dell’orario di lavoro.

Quando è ammesso lo straordinario? Secondo la normativa:

«le prestazioni di lavoro straordinario sono rivolte a fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali e non possono essere utilizzate come fatto ordinario di programmazione del tempo di lavoro e di copertura dell’orario di lavoro. La prestazione di lavoro straordinario è disposta sulla base delle esigenze individuate dall’amministrazione, rimanendo esclusa ogni forma generalizzata di autorizzazione».

Se i ccnl non dispongono altrimenti, il lavoro straordinario «è ammesso soltanto previo accordo tra datore e prestatore di lavoro”. In particolare:

»è ammesso, salvo diversa previsione del contratto collettivo, nei casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive e di impossibilità di fronteggiarle attraverso l’assunzione di altri lavoratori”.

Nel caso specifico secondo la Corte le riunioni serali del Consiglio era diventate la regola e quindi non erano dovute a cause straordinarie: il rifiuto del dipendente non è quindi considerato illegittimo.

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Argomenti:

Corte di Cassazione

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