Stellantis nei giorni scorsi ha fatto parlare di sé per i primi licenziamenti che hanno interessato 150 lavoratori dello stabilimento di Belvidere negli Stati Uniti a causa del calo della domanda per Jeep Cherokee. Adesso il nuovo gruppo nato dalla fusione di PSA con Fiat Chrysler e guidato dal CEO Carlos Tavares torna alla ribalta per un’altra novità che sta suscitando non poche polemiche.

Stellantis sposta la produzione di un nuovo motore dalla Francia all’Ungheria

Infatti Stellantis nella giornata di ieri ha comunicato ufficialmente la sua intenzione di delocalizzare la produzione del nuovo motore EP che da Douvrin in Francia sarà adesso prodotto nello stabilimento Opel di Szentgottard in Ungheria. Si tratta di un duro colpo per il sito produttivo francese che si trova a Pas-de-Calais.

Infatti a causa di questa scelta si fa un po’ più nebuloso il futuro dei lavoratori di questa fabbrica che attualmente vedranno limitato il proprio lavoro alla produzione di solo due motori: EB benzina e DVR diesel. Questi ultimi però a breve non saranno più prodotti.

In ogni caso Stellantis ha già detto ampiamente che questa decisione non influirà sull’occupazione del suo stabilimento di Douvrin per il quale infatti non sono previsti per il momento tagli.

Lo stabilimento di Douvrin nei piani di Stellantis si dovrebbe trasformare nel giro di qualche anno in una vera e propria Gigafactory per il nuovo gruppo. Infatti qui dovrebbero venire costruite batterie per le future auto elettriche del gruppo in collaborazione con Total.

Per questo dunque non solo non ci saranno licenziamenti ma si prevede che entro il 2030 dovrebbero nascere ulteriori 2 mila posti di lavoro. Nonostante ciò in Francia qualcuno ha storto il naso dinnanzi alla decisione di Carlos Tavares di spostare la produzione del nuovo motore a benzina in Ungheria.

Qualcuno ha addirittura parlato di tradimento alla Francia e di prima decisione negativa del neonato gruppo. Quello che qualcuno mette in dubbio e che in vista di questa fase di transizione alcuni degli attuali dipendenti dell’impianto di Douvrin potrebbero anche perdere il posto.