Stellantis: cosa aspettarsi con la crisi dei chip?

Violetta Silvestri

31/08/2021

31/08/2021 - 14:38

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Stellantis nel pieno della crisi di chip: come altri big dell’automotive, anche il gruppo nato dalla fusione FCA-PSA sta soffrendo la mancanza di semiconduttori. Stabilimenti chiusi e previsioni nere.

Stellantis: cosa aspettarsi con la crisi dei chip?

Stellantis cade nella trappola della carenza di chip e rallenta la sua produzione: questa l’ultima novità sul fronte automotive.

Il settore, già fortemente colpito dalla pandemia sin dal 2020, stenta a riprendersi a causa dei colli di bottiglia che si sono creati nella supply chain e, soprattutto, della carenza sempre più grave di semiconduttori.

Queste componenti sono essenziali per la realizzazione di veicoli, tanto che tutte le principali aziende del comparto, dagli USA alla Germania, stanno rivedendo i piani produttivi. Con stime, ovviamente, al ribasso sulla ripartenza.

Anche Stellantis naviga nelle stesse acque agitate: la mancanza di chip ha fermato anche Melfi. Cosa aspettarsi?

Stellantis ferma la produzione: è crisi chip

Il quarto gruppo automobilistico mondiale si trova pressato dalla mancanza di semiconduttori ed è costretto ad adeguarsi alla crisi: lo stabilimento di Melfi slitta la sua riapertura e rimodula gli orari di lavoro.

Nello specifico, l’impianto citato, il più grande d’Europa del gruppo, dove si fabbricano i modelli Jeep Compass, Jeep Renegade, Fiat 500X, resterà attivo soltanto giorni a settimana a partire dal 13 settembre.

Un freno al lavoro importante, che colpirà anche l’occupazione e l’economia italiane considerando che la sua capacità di produzione è di 400mila veicoli, per un equivalente 50% dei volumi di passenger car realizzati nel nostro Paese secondo i dati 2020.

Anche Pomigliano e Sevel Atessa sono state costrette al rallentamento della fabbricazione per lo stesso problema.

Quanto peserà la carenza di semiconduttori?

Il terzo trimestre sarà ancora difficile e la crisi dei chip si farà sentire: è la stessa sociietà Stellantis ad averlo preannunciato, posticipando - almeno - al quarto trimestre una stima di maggiore crescita.

Secondo gli analisti di Equita Sim, come riportato da Milano Finanza, l’arresto produttivo in corso potrebbe tradursi in circa 20.000 unità in meno nel terzo trimestre, ovvero l’1% delle vendite di tutto il gruppo.

Ci sono, comunque, anche scenari più pessimisti, comprendenti 45mila veicoli persi, ovvero l’1,3%/0,7% dei volumi del gruppo.

Per Intesa Sanpaolo la carenza di chip si estenderà anche al 2022.

Alcuni osservatori, comunque, hanno fatto notare che Stellantis nel primo trimestre ha mostrato margini e utili importanti (sia per il gruppo sia per le divisioni Nord America ed Emea), focalizzandosi sulla produzione di veicoli ad alta marginalità. La stessa guidance 2021 è stata aumentata.

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