Statali: che fine ha fatto l’anticipo del TFS?

Oggi scadono i termini per il decreto attuativo per l’anticipo del TFS dei dipendenti pubblici. Manca ancora la convenzione con l’ABI per la definizione dei termini dell’accordo.

Statali: che fine ha fatto l'anticipo del TFS?

Se siete dipendenti pubblici ad un passo dalla pensione molto probabilmente ricorderete quando Salvini - il 17 gennaio scorso - si vantava per aver previsto nella riforma delle pensioni una soluzione per anticipare il TFS dei dipendenti pubblici fino ad un massimo di 30.000€.

Un’ottima notizia per i dipendenti pubblici che vanno in pensione, specialmente per quelli che lo fanno ricorrendo ad una forma di pensionamento anticipato per i quali i tempi di pagamento per la buonuscita possono raggiungere i 27 mesi (o anche di più nel caso di Quota 100). Successivamente il Governo ha fatto persino meglio: con la conversione in legge del decreto 4/2019, infatti, il limite per l’anticipo del TFS è stato portato a 45.000€.

Senza dimenticare che qualche settimana fa è arrivata la conferma per cui l’anticipo del TFS è l’unica soluzione per i dipendenti pubblici di disporre della buonuscita prima dei tempi dettati dalla normativa vigente: la Corte Costituzionale, infatti, incalzata sull’argomento non ha riscontrato alcuna violazione dei principi costituzionali nelle norme che stabiliscono i tempi (e pagamento in più tranche) per il pagamento del trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici.

Viste queste premesse ci sembra impensabile quanto sta succedendo - o meglio, “non sta succedendo” - in questi giorni: ad oggi, infatti, non è ancora possibile fare richiesta di anticipo del TFS visto che manca il decreto attuativo per il provvedimento, per il quale i termini scadono oggi.

Che fine ha fatto quindi la promessa fatta ai dipendenti pubblici di un prestito a tasso agevolato?

Anticipo TFS dipendenti pubblici: manca decreto e convenzione con ABI

Oggi scadono i termini entro i quali il Ministero dell’Economia e della Funzione Pubblica avrebbe dovuto emanare il decreto attuativo con le regole e le istruzioni operative per l’anticipo del TFS dei dipendenti pubblici.

Ancora oggi, quindi, la possibilità di ricorrere ad un prestito agevolato per prendere fino a 45.000€ di TFS prima dei tempi previsti dalla normativa è solo teorica: nei fatti, infatti, questo non è ancora possibile e non lo sarà fino a quando il Governo non completerà le operazioni necessarie.

Anche dopo la pubblicazione del decreto attuativo, d’altronde, non si potrà richiedere l’anticipo: gli appartenenti al pubblico impiego, infatti, devono attendere che l’amministrazione stipuli una convenzione con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) nella quale saranno definiti i termini dell’accordo, compreso il tasso d’interesse agevolato per coloro che intendono ricorrere a questo strumento.

Vista la - paradossale - situazione, sembra difficile a questo punto che l’anticipo del TFS diventi operativo in tempo per agosto, data in cui sono previste le cessazioni dal servizio per quei lavoratori del pubblico impiego che hanno fatto ricorso a Quota 100 per anticipare l’accesso alla pensione.

Detassazione TFS per compensare gli interessi

Ricordiamo comunque che nel contempo sarà prevista una detassazione del trattamento di fine rapporto con la quale verrà compensato il tasso d’interesse applicato sul prestito.

Nel dettaglio, per ogni annualità che c’è tra cessazione del servizio e il pagamento della buonuscita scatterà una riduzione dell’1,5% di Irpef, fino ad un massimo del 7,5% (ricordiamo infatti che per chi va in pensione con Quota 100 la liquidazione può arrivare anche dopo cinque anni).

Una buona soluzione quindi per coloro che intendono beneficiare di questo strumento: peccato che ad oggi non si sappia ancora quando se ne potrà fare ricorso.

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