Spike Lee rilancia la teoria del complotto sull’11 settembre 2001

Luna Luciano

24 Agosto 2021 - 20:27

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Spike Lee rilancia la teoria cospiratoria dell’11 settembre e finisce sotto i riflettori per la sua nuova serie. Vediamo cosa ha detto.

Spike Lee rilancia la teoria del complotto sull'11 settembre 2001

Il regista statunitense Spike Lee torna a far parlare di sé per le proprie posizioni e opinioni. Si dimostra degno della propria reputazione che lo vuole una persona schietta, franca e dai modi a volte un po’ bruschi.

Al di là delle critiche mosse negli anni contro Spike Lee, il regista non è mai tornato indietro sui suoi passi e ha sempre detto ciò che pensava. Anche questa volta è finito sotto i riflettori per alcune dichiarazioni rilasciate durante la promozione della sua nuova serie incentrata sull’11 settembre 2001.

Spike Lee: la docu-serie sull’attentato alle Torri Gemelle

Il controverso regista di “Fa’ la cosa giusta” e “Malcom X” è autore di una nuova serie documentaria: “New York Epicenters: 9/11-2021½” dedicata all’attentato al Worl Trade Center dell’11 settembre 2001.

L’evento scosse l’intero mondo occidentale e sancì l’inizio delle future missioni statunitensi in Medio Oriente. Pochi mesi dopo, infatti, gli USA bombardarono l’Afghanistan dove si era rifugiato l’autore e mandante dell’attentato Osama bin Laden, capo dell’organizzazione terroristica Al Qaida.

Sull’11 settembre si è detto tanto e negli anni sono fiorite diverse teorie cospiratorie, alcune molto fantasiose e altre che hanno sempre un po’ inquietato e attratto il grande pubblico.

La docu-serie del regista premio Oscar sarà divisa in quattro parti e vedrà la partecipazione di un cast eterogeneo; ed è proprio guardando quel cast che si rimane sconcertati.

Infatti, oltre alle solite figure ufficiali come il sindaco Bill de Blasio, la rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez e il senatore Chuck Schumer, la serie ospiterà anche alcuni teorici della cospirazione.

La loro principale teoria sostiene che il crollo delle torri non sarebbe stato causato dallo schianto degli aerei né dall’incendio, ma da droni o missili e da un esplosivo posto negli edifici.

Spike Lee e le teorie complottiste nella serie

Spike Lee ha quindi deciso di ospitare nella sua serie alcuni membri del gruppo cospirativo «Architects & Engineers for 9/11 Truth» lasciando il pubblico un po’ perplesso.

Questo gruppo negli anni ha infatti insinuato che dietro all’attentato del World Trade Center si nascondessero gli stessi funzionari del governo statunitense.

La presenza di questi personaggi all’interno della serie non rappresenta però un problema per il regista che ha poi aggiunto:

Ho delle domande, e spero che l’eredità di questo documentario sia che il Congresso tenga un’udienza sull’11 settembre.

Spike Lee rilancia la teoria complottista dell’11 settembre

È lo stesso Lee a rilanciare la teoria del complotto dell’11 settembre. Secondo il gruppo “Architects & Engineers for 9/11 Truth” la quantità di calore necessaria per far fondere le travi d’acciaio non fu mai raggiunta, quindi l’incendio causato dal carburante aereo non poté portare al crollo quindi degli edifici.

L’ipotesi più accreditata secondo i cospirazionisti è che il crollo sia stato causato dalla presenza di esplosivo nelle strutture. Lo stesso Lee ricorda che il crollo sembra essere quello di un qualsiasi edificio che crolla durante la demolizione.

Le critiche a Spike Lee

Molte sono state le persone a criticare il regista per la scelta del cast, o meglio per la presenza dei complottisti all’interno della serie. Il timore è che la serie influenzi gli spettatori. Davanti a questa possibilità Lee si oppone fermamente: “spetterà al pubblico decidere a cosa credere”.

È lo stesso regista a ribadire il concetto e lo scopo della del suo documentario. L’approccio che si nasconde dietro a “New York Epicenters: 9/11-2021½” è solo quello di voler inserire tutte le informazioni e lasciare che le persone pensino con la propria testa:

Rispetto l’intelligenza del pubblico.

Lee non è nuovo alle critiche ed è per questo che continua a non prestarvi troppa attenzione: “la gente penserà quello che pensa”. Infatti, negli anni Lee è stato additato come razzista per il film “Fai la cosa giusta” mentre anni dopo avrebbe discusso con Tarantino per il suo film “Django” che, secondo Lee, non avrebbe portato rispetto agli schiavi neri suoi antenati.

Ed è per questo che alle domande dei giornalisti sulle critiche chiosa in maniera beffarda:

Le persone penseranno solo quello che pensano. E tu sai cosa? Sono ancora qui, a quattro decenni di cinema.

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