Spese legali: quanto costa una causa?

Far valere i propri interessi, anche intentando una causa se necessario, è un diritto di ogni cittadino; ma un processo ha un suo costo e costituisce una spesa sostanziosa che deriva dalla somma di varie imposte e compensi dovuti spesso in anticipo.

Spese legali: quanto costa una causa?

Il cittadino che si senta leso nei suoi diritti prima di trascinare in tribunale qualcuno dovrà considerare che ogni causa ha un costo: le cosiddette spese legali.

Questa ragione porta molti a rinunciare anche a un processo in cui credono per non rischiare di spendere molto tempo e soldi inutilmente.

Ma non bisogna disperare: lo Stato va incontro alle esigenze anche di chi da solo non riuscirebbe a sostenere tutte le spese, sempre che questi si riveli in possesso di alcuni specifici requisiti.

Le spese legali in questione comunque gravano sia su chi promuove la causa sia su chi la subisce e vanno rese in anticipo dalle parti che potranno recuperarle solo in caso di vittoria: pertanto sarà bene sapere a quanto di preciso ammontano prima di procedere.

Quali spese legali

Le spese legali da considerare sono molte e non si limitano al solo compenso dovuto all’avvocato scelto per la propria difesa. Nel dettaglio i versamenti dovuti sono i seguenti:

  • il compenso del difensore;
  • gli adempimenti fiscali (contributo unificato e imposta di registro);
  • eventuali spese per l’attività di consulenti tecnici.

Alcune spese sono fisse e se ne potrà avere un’idea chiara fin da subito, altre variano a seconda dell’andamento del processo e si potranno conoscere solo in un secondo momento.

Adempimenti fiscali

Gli adempimenti fiscali di cui andrà tenuto conto sono due:

  • contributo unificato;
  • imposta di registro.

Queste imposte andranno pagate prima di qualsiasi altra cosa quando si procede in giudizio e sono spese più o meno fisse di cui sarà bene tenere conto. Prima di passare al calcolo del contributo unificato bisognerà valutare a quanto ammontano i costi dell’imposta di registro cioè il costo di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria.

Il contributo unificato è un versamento che fa parte delle cosiddette spese di giustizia, cioè quelle spese dovute all’amministrazione giudiziaria, e in particolare racchiude in sé i bolli e le tasse di iscrizione al ruolo.

Tale imposta andrà pagata ogni volta che una parte darà luogo a una causa civile e bisognerà versarla nuovamente per tutti i gradi di giudizio del processo; anche per quanto riguarda il processo penale si parlerà di contributo unificato ma esclusivamente per l’esercizio dell’azione civile che ha luogo quando ci si costituisce parte civile.

L’ammontare totale di questa spesa dipende da tre fattori fondamentali:

  • valore della causa;
  • grado di giudizio;
  • tipo di procedimento.

Per calcolare l’importo dovuto quindi sarà necessario che l’avvocato proceda alla dichiarazione di valore ossia all’indicazione del valore della causa. In alcuni casi ci si potrà astenere dal versamento di tale contributo a seconda del tipo di procedimento giudiziario e del reddito di chi ha avanzato la causa.

Per una trattazione più specifica della tassazione degli atti giudiziari rimandiamo al nostro articolo sul tema.

Liquidazione delle spese

Una volta che il giudice ha emesso la sentenza definitiva procede alla cosiddetta liquidazione delle spese condannando una delle parti al pagamento delle stesse.

Ma come si determina l’ammontare di quanto dovuto? La determinazione avviene solitamente sulla base della nota spese depositata con l’ultimo atto del processo dai legali difensori delle due parti, i quali indicheranno nella nota il compenso dovutogli distintamente dalle spese affrontate per l’attività difensiva. Nel caso questa nota non sia stata depositata il giudice determinerà la quota da versare sulla base dei parametri forensi.

In ogni caso il giudice valuterà il compenso sulla base dei seguenti fattori:

  • le caratteristiche dell’attività compiuta;
  • l’urgenza e l’importanza dell’attività prestata;
  • la sua difficoltà ed il suo valore;
  • i risultati conseguiti;
  • la complessità della questione trattata.

Di solito il giudice condanna la parte soccombente al pagamento di tutte le spese, comprese quelle anticipate dalla controparte che ha diritto al rimborso; in alcuni casi può anche decidere che nessuna delle parti deve qualcosa all’altra e dividere le spese dovute equamente.

Nei procedimenti di volontaria giurisdizione non varrà la regola generale: per mancanza della parte soccombente e di quella vittoriosa, il giudice non può condannare una di esse al pagamento delle spese processuali.

Il gratuito patrocinio

Secondo quanto detto fin qui sembrerebbe davvero difficile per un semplice cittadino che ritenesse di aver subito un torto difendersi senza rischiare di spendere tutto quello che ha; bisogna tener presente però che la Costituzione Italiana garantisce a tutti i cittadini il diritto di difesa quindi anche a quelli meno abbienti.

Pertanto lo Stato ha istituito a sue spese un patrocinio gratuito cui si può accedere nel caso in cui un cittadino ritenga che i suoi diritti siano stati lesi ma non possa permettersi di sostenere le spese legate al processo. Lo Stato garantisce quindi il diritto di intentare una causa per difendere le proprie ragioni con l’aiuto di avvocati iscritti in appositi elenchi.

Ovviamente per accedere a tale agevolazione bisognerà essere in possesso di un requisito fondamentale: il soggetto non non dovrà avere un reddito imponibile (risultante cioè dalla somma dei redditi di tutti i conviventi) superiore agli 11.493,00 euro.

Il reddito andrà sempre calcolato su base imponibile tranne quando sono in gioco i diritti della personalità: in tal caso si farà riferimento solo al reddito del soggetto interessato. Per le cause penali invece il limite di reddito viene innalzato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente.

Chi sarà ritenuto idoneo in base al reddito sarà esonerato dal pagamento di alcune spese e lo Stato stesso ne pagherà delle altre al suo posto.

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Imposte Avvocati

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