La sospensione mutui minaccia di far crollare il comparto bancario dell’Eurozona

La sospensione dei mutui, attivata per fronteggiare la crisi economica del Covid-19, potrebbe presto mettere a rischio le banche dell’Eurozona.

La sospensione mutui minaccia di far crollare il comparto bancario dell'Eurozona

La sospensione dei mutui decisa dai governi per fronteggiare la crisi economica del Covid-19 potrebbe mettere a rischio le banche dell’Eurozona nel prossimo futuro.

Le agevolazioni previste per le categorie in maggiore difficoltà economiche stanno portando gli istituti di credito del continente ad accumulare un enorme volume di debiti che, come riferito da Andrea Enria, presidente del Consiglio di sorveglianza della BCE, potrebbero superare gli 1,4 trilioni di euro.

Secondo l’economista, infatti, più a lungo si protrae la sospensione dei mutui, maggiori saranno i rischi che le banche si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi.

Sospensione mutui: i rischi per le banche dell’Eurozona

Nonostante il numero dei mutui sospesi fosse notevolmente diminuito durante l’estate, in molti potrebbero bloccare nuovamente la restituzione dei soldi con lo scoppio della seconda ondata, a causa delle perdite previste sul proprio reddito con le nuove misure restrittive.

Secondo stime UE, attualmente in Europa il debito personale, non solo per l’acquisto della casa, ma anche per elettrodomestici e auto, è tra i massimi storici.

Così, quando questi payment holidays si sono diffusi, le maggiori banche hanno iniziato ad accantonare i propri capitali per coprire i propri crediti e evitare quanto successo circa dieci anni prima con la crisi del debito pubblico.

In Italia 10% dei mutui messi in pausa

Di conseguenza, a causa di tali accantonamenti, gli sforzi della Banca Centrale Europea di immettere nuova liquidità nel sistema attraverso l’acquisto di obbligazioni statali potrebbero venire attenuati dalla necessità degli istituti privati di coprire possibili future perdite.

Tuttavia, se la situazione finanziaria privata dei mutuatari dovesse precipitare in caso di una riduzione delle misure pubbliche per il sostegno economico, neanche questa strategia potrebbe essere sufficiente nel salvare le casse delle banche.

Come riportato da European Datawarehouse, in Italia le sospensioni di mutui registrate nel culmine della prima ondata della pandemia corrispondevano a circa il 10% del totale, diminuendo in seguito alle riaperture di questa estate.

Bisogna però aspettare per comprendere le conseguenze dei nuovi lockdown, soprattutto per le persone che lavorano nei settori più colpiti, come quelli della ristorazione, alberghiero e turistico.

Stop degli aiuti statali: la “bomba a orologeria” del sistema

In caso le misure di tutela da parte degli Stati per queste e altre categorie di lavoratori dovessero diminuire, se non terminare, potrebbe esplodere anche il numero di persone pronte a interrompere il pagamento del proprio debito.

La fine del sostegno pubblico alle aziende e alle famiglie in crisi è stata quindi definita come la “bomba a orologeria” del sistema.

Al momento la sospensione di questi aiuti non è comunque prevista. Anzi, i fondi stanziati per i prossimi anni per il Recovery Fund potrebbero permettere la ripresa dell’economia e, di conseguenza, garantire in toto il pagamento dei mutui e degli altri debiti contratti.

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