SocGen: gli 8 cigni neri che potrebbero far crollare l’economia globale

Vittoria Patanè

18 Marzo 2015 - 08:57

Ecco, secondo Société Générale, quali sono i cigni neri che potrebbero minacciare i mercati globali

SocGen: gli 8 cigni neri che potrebbero far crollare l’economia globale

Un cigno nero è un evento che ha poche probabilità di realizzarsi. Proprio per questo, nel momento in cui si verifica, comporta ricadute gravissime, al limite del catastrofico.

All’interno del report dal titolo «Global Economic Outlook», gli economisti di Société Générale hanno parlato dei cosiddetti black swan che, data l’attuale situazione politico-finanziaria mondiale, rappresentano le più grandi minacce per i mercati globali.

Secondo gli esperti di SocGen, ad oggi, le «catastrofi economiche» più gravi potrebbero essere causate in particolare da due eventi. Quali? Il crollo (nel report viene chiamato «hard landing», letteralmente «atterraggio duro») dell’economia cinese e il referendum sull’Unione Europea nel Regno Unito. Ecco cosa si legge nel documento:

«Secondo la nostra view, uno scenario di hard landing è quello in cui il tasso di crescita reale del Pil (cinese), ufficiale e su base annua, crollerebbe al di sotto del 5% nel 2015. Un qualsiasi tasso inferiore al 5% potrebbe gravemente destabilizzare il mercato del lavoro e aumentare il rischio finanziario a livello sistemico»,

Ma gli analisti di Société Générale si spingono oltre. Quante probabilità ci sono che questo cigno nero si verifichi? Non sono così basse come può sembrare e attualmente le probabilità che il prodotto interno lordo della Cina cresca sotto il 5% del prodotto interno lordo sono pari al 30%.

Per quanto riguarda l’ormai celeberrimo «Brexit», sarebbe a dire la possibilità che il Regno Unito decida di uscire dall’Unione Europea, Brian Hilliard, economista della società francese, afferma:

«Un grave rischio (del 25%) è che i Conservatori vincano (alle elezioni) e vincano talmente bene da formare un governo capace di indire un referendum sull’opzione Brexit, così come è stato promesso, entro la fine del 2017»,

Insomma, difficili ma non impossibile.

A questi due eventi che minacciano di destabilizzare l’economia mondiale, nel Global Economic Outlook, se ne aggiungono altri sei che non solo hanno più probabilità di verificarsi rispetto ai precedenti, ma che potrebbero condizionare l’andamento dei mercati nel breve termine. Quali sono? Eccoli:

1) L’impatto dei prezzi del petrolio, dei tassi di interesse e dei rapporti di cambio sull’economia

2) La creazione di nuovi posti di lavoro e l’aumento degli stipendi in negli Stati Uniti creerà un incremento del reddito delle famiglie, mentre l’impatto negativo proveniente dai prezzi più bassi del petrolio sarebbe fortemente mitigato.

3) L’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel mese di giugno e il quantitative easing della Banca centrale Europea.

4) la lenta, ma progressiva uscita dal contesto di tassi sui bond «eccezionalmente bassi».

5) La «reazione» dei mercati emergenti all’innalzamento dei tassi della Federal Reserve

6) La ripresa dell’Eurozona. In questo ambito SocGen specifica che:

«In assenza di rischi esogeni, sembra esserci poco nell’area domestica dell’Eurozona che possa scatenare nel 2015 una nuova forte crisi».