Settore auto: con la rivoluzione digitale delle smart car guadagni da 160 miliardi di dollari

Oltre 250 milioni investiti ed un incremento di produttività di 160 miliardi ogni anno per l’industria auto, ma solo per le aziende pronte per la digital revolution. Ecco i numeri del report Capgemini

Settore auto: con la rivoluzione digitale delle smart car guadagni da 160 miliardi di dollari

L’industria automobilistica può guardare al suo futuro con ambizione grazie alle innovazioni tecnologiche in ambito smart. Grazie agli investimenti effettuati in innovazione il settore automotive dovrebbe registrare un aumento della produttività annuale pari a 160 miliardi di dollari entro il 2023.

Lo rivela uno studio condotto dal Digital Transformation Institute di Capgemini dal titolo “ Automotive Smart Factories: How Auto Manufacturers can Benefit from the Digital Industrial Revolution ”. Secondo questo report, quasi la metà delle aziende del comparto auto ha investito oltre 250 milioni di dollari in fabbriche intelligenti, più di ogni altro settore.

Nel report si afferma che entro cinque anni dall’implementazione di una fabbrica completamente intelligente, ognuno dei primi 10 produttori di auto a livello mondiale potrebbe realizzare ulteriori 4,6 miliardi di dollari o una crescita del 50% dei profitti operativi annui.

Entro il 2023, dunque, la crescita media della produttività delle smart factory nel settore automotive sarà pari al 7% e i costruttori potranno raggiungere il pareggio di bilancio entro un anno dall’esecuzione del pieno potenziale delle stesse.

Così Domenico Cipollone, executive vice president, automotive di Capgemini Italia:

La maturità digitale è la chiave per esprimere il pieno potenziale delle iniziative in ambito smart factory. Il nostro studio dimostra chiaramente che le aziende del comparto dell’auto sono inclini a investire in fabbriche intelligenti e consapevoli dei benefici a lungo termine. Tuttavia, è possibile fare di più per i fornitori automobilistici attraverso l’adozione di un approccio collaborativo con i produttori di apparecchiature originali (OEM), al fine di ottimizzare tali iniziative. I prossimi anni saranno fondamentali, poiché gli OEM miglioreranno la loro maturità digitale, aumentando i benefici per l’azienda

I produttori di automobili prevedono che il 24% delle loro fabbriche sarà intelligente entro la fine del 2022. Iniziative in ambito smart factory sono già state avviate in quasi la metà delle aziende dell’industria automotive (46%), preceduta solo dal settore manifatturiero (67%) e quello aerospaziale (63%), mentre il 43% delle stesse ha per ora soltanto formulato questo tipo di iniziative. Secondo il rapporto del DTI, il settore automotive vanta la percentuale più alta (49%) di aziende che hanno investito oltre 250 milioni di dollari in fabbriche intelligenti.

Nonostante le premesse davvero rosee, la strada da fare è ancora molta. Il 42% dei produttori di auto ritiene di non essere sulla buona strada nella realizzazione del pieno potenziale delle smart factory e sta avendo difficoltà a livello tecnologico. Si tratta della percentuale più elevata tra tutti i settori considerati. Come indicato dal report, le aziende che stanno compiendo i maggiori progressi investono tre volte di più di quelle con problemi di implementazione. I produttori più all’avanguardia stanno anche investendo in advanced analytics e intelligenza artificiale, mentre quelli in difficoltà si concentrano troppo su componenti hardware.

Mentre quasi la metà (46%) dei produttori di apparecchiature originali (original equipment manufacturer-OEM) ha dato vita a iniziative di successo sulle smart factory, meno di un terzo dei fornitori del settore auto (32%) dichiara di aver ottenuto buoni risultati. Lo studio sottolinea come gli OEM siano all’avanguardia, ma possono fare di più per supportare i fornitori nel percorso verso le fabbriche intelligenti, ad esempio a livello finanziario o lavorando a stretto contatto con i fornitori sul fronte dell’innovazione tramite startup e accademie. Quando OEM e fornitori collaborano per creare processi per le smart factory, riescono a minimizzare presto i problemi rilevati nel processo produttivo.

Grégoire Ferré, Chief digital officer di Faurecia e cliente di Capgemini, ha affermato che “attraverso l’utilizzo di tecnologie smart factory sono stati riscontrati grandi benefici in termini di produttività per il nostro business. I dipendenti di Faurecia utilizzano strumenti sofisticati come i robot intelligenti, capaci di creare un ambiente più sicuro e offrendo a loro volta più tempo per concentrarsi su altri importanti compiti”.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Settore auto

Condividi questo post:

Commenti:

Prova gratis le nostre demo forex

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Potrebbero interessarti

Marco Ciotola -

Tesla: Musk accusato di false dichiarazioni per aumentare il prezzo delle azioni

Tesla: Musk accusato di false dichiarazioni per aumentare il prezzo delle azioni

Commenta

Condividi

Marco Ciotola -

Trimestrale Tesla: nuove perdite ma il titolo corre

Trimestrale Tesla: nuove perdite ma il titolo corre

Commenta

Condividi

Marco Ciotola -

Sergio Marchionne: cosa pensa davvero il Web di lui?

Sergio Marchionne: cosa pensa davvero il Web di lui?

Commenta

Condividi